Attualità - Cervinara. Il j’accuse di Ragucci: “Inconcebile che la ricostruzione post-frana dopo sette anni sia ancora ferma. L’amministrazione non ha nessun alibi politico”.

Foto Cervinara

CERVINARA – “L’amministrazione comunale cervinarese non ha nessun alibi politico, dopo sette anni dalla frana è inconcepibile che la ricostruzione e la messa in sicurezza siano praticamente ferme”. Va giù duro e senza pietà l’esponente di Alleanza Nazionale in consiglio comunale Giuseppe Ragucci.
Che, dopo l’intervista rilasciata a questo giornale dall’assessore delegato Mario Picca, dice la sua.
Ricalcando in pratica i giudizi durissimi esposti dall’esponente diessino domenica, ma non sollevando l’amministrazione comunale caudina da quelle che a detta di Ragucci sono le proprie responsabilità.
Consigliere Ragucci, la questione-frane è ritornata prepotentemente d’attualità. E la situazione non è delle più rosee.
“Infatti. Nell’ultimo consiglio comunale ho chiesto al sindaco Cioffi di dedicare un’apposita seduta proprio al problema delle frazioni di “Ioffredo” e “Castello”, colpite dagli eventi del 1999, per capire a che punto fossero le procedure e quali fossero i problemi esistenti per la messa in moto dei meccanismi di messa in sicurezza e ricostruzione dell’intera area. Ma a tutt’oggi, nonostante l’impegno assunto dal sindaco, non abbiamo avuto nessun riscontro”.
La questione è stata sollevata proprio su “Ottopagine” dall’assessore Mario Picca, il quale non ha lesinato le critiche alla regione, ed in particolare al presidente Bassolino.
“Le sue dichiarazioni la dicono lunga. A Cervinara c’è un’amministrazione di centrosinistra, così come alla Provincia ed alla Regione. Per questo non hanno nessuna attenuante di natura politica, visto che le amministrazione che dovrebbero intervenire sono dello stesso colore politico. Per questo non posso non pensare ad una classe politica cervinarese che non riesce a farsi rispettare nelle sedi competenti.
Nel frattempo a “Ioffredo” e “Castello” si attendono ancora delle risposte dopo anni di colpevole inattività.
“E’ evidente il disinteresse sia da parte della Regione che della Provincia, e la questione potrebbe diventare ancora più grave se la disponibilità dei fondi ministeriali messi a disposizione all’epoca del disastro dal Governo e dalla Regione non siano più disponibili. Se così fosse, sarebbe necessaria un’azione energica da parte dell’amministrazione presso gli uffici regionali. Magari da portare avanti anche con il nostro contributo. Dopo sette anni non si può assistere ancora ad una simile situazione, calpestando i diritti di chi ha perso beni ed effetti personali e si ritrova ancora senza una casa. Non è una situazione dignitosa per un’amministrazione comunale”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

venerdì 17 febbraio 2006. Letture: 2503.


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