Attualità - Cervinara: il ricordo della tragedia, a otto anni dall’alluvione. La memoria di quelle drammatiche ore nel commento dei superstiti, il giorno dell’anniversario

Foto Cervinara

La giornata di ieri è all’insegna del ricordo e del dolore per tutta la comunità locale, che esattamente 8 anni fa, assaggiava per l’ennesima volta la furia della natura. L’alluvione del 16 dicembre, di quel lontano 1999, ha lasciato una profonda ferita a Cervinara, innanzitutto per il prezzo salato pagato in vite umane. Cinque morti e centinaia di sfollati, questo il drammatico bilancio. La situazione attuale, a causa delle varie lentezze burocratiche che hanno paralizzato la ricostruzione, appare stagnante. Anche se l’alveo del torrente Castello è stato sistemato e, tra breve tempo, saranno abbattute anche le case sventrate dalla furia di fango e detriti. Ieri non si sono svolte, tuttavia, celebrazioni ufficiali per ricordare l’alluvione che sconvolse Cervinara.
Anche se, il tragico evento, è stato al centro di un dibattito nella storica Piazza Trescine. I “Verdi” della Federazione Caudina, infatti, hanno organizzato un dibattito pubblico, all’interno della sala consiliare, sulla situazione attuale degli sfollati. Proprio i Verdi, hanno inviato un’interrogazione parlamentare sulla questione, cercando risposte dalle Istituzioni di Roma, tramite l’Onorevole Pellegrino. Ma l’evento drammatico di otto anni fa, non è stato certo dimenticato dai cittadini e dalle associazioni locali. Tramite i loro blog l’Azione Cattolica “Sant’Adiutore”, l’associazione “La Fontana di Ferrari”, la “Cmc 451” e molti altri semplici cittadini, hanno ricordato quel 16 dicembre del 1999, raccogliendo i commenti e i ricordi di quelle drammatiche ore.
Ho vissuto direttamente quella tragica notte – si legge in un commento dell’associazione La Fontana ho visto arrivare i primi soccorsi, le forze di polizia che ci consigliavano di evacuare e l’Esercito che con i suoi elicotteri portava al sicuro le persone che si trovavano in una frazione che ormai è distrutta, e che non si sa se riuscirà a tornare come era un tempo, prima che quella montagna di fango e acqua stroncasse la vita di 5 persone. Non ci resta il ricordo e spero che i nostri giovani non distruggano la memoria storica”.
Anche chi, in quella tragica notte, giunse a Cervinara per prestare i primi soccorsi, conserva un nitido ricordo di quegli avvenimenti. “Mi chiamo Salvatore Tammaro, ex Carabiniere – si legge ancora nel blog – Faccio parte del gruppo che prestò servizio in quel luogo, funestato dalla tragedia e, come se fosse ieri, rivivono dentro di me quei ricordi forti. Posso solo dire che oggi, a distanza di anni, sono addolorato che non sia stato ancora fatto granché. Da cittadino, ho visitato quel luogo, tempo fa. Il mio auspicio, in qualità di Carabiniere che, in quelle ore lavorò assieme ad altri suoi colleghi, rischiando la vita, è che si possa al più presto ripristinare quei luoghi”.
Ma attestati di solidarietà arrivano da tutta l’Irpinia, da Solofra, l’Avvocato Michele Antonio Giliberti di Forza Nuova ha inviato questa nota: “Fn e tutti i militanti irpini del movimento sono accanto alle famiglie delle vittime! Questa disgraziata terra d’Irpinia invoca giustizia e noi faremo di tutto per onorare la memoria dei tanti morti dimenticati di questa provincia”.
Ma uno dei ricordi più toccanti di quelle drammatiche ore arriva proprio dalla Comunità Militante Caudina 451 che, lo scorso anno, ha organizzato un vivace dibattito dall’eloquente titolo “Alluvionati e dimenticati”. “Avevano detto che sarebbe finito tutto in poco tempo – si legge nel commento dell’associazione – Avevano detto che presto tutti i bambini sfollati avrebbero avuto un tetto. Ricordo che c’era anche la televisione. Un piccolo paese sbattuto in prima pagina sui giornali. Ricordo il frastuono dell’acqua. Ricordo quelle vite spezzate e cancellate dalla furia distruttiva della nostra montagna. Accadde tutto in così poco tempo, in troppo poco tempo. L’esercito fece la sua comparsa. I politici di turno vennero a rassicurarci che non saremmo stati dimenticati. Era il solito copione che si ripeteva. Ricordo chi, senza chiedere nulla in cambio, si rimboccò le maniche per aiutare chi aveva perso tutto. Ricordo che tra i tanti soccorritori c’erano anche quei ragazzi che avevano avvisato le istituzioni del pericolo che incombeva. Ricordo anche come siano stati azzittiti da quelle persone che ora hanno la coscienza macchiata dal loro stesso menefreghismo. Ricordo ed è un ricordo che fa male…Poi venne il giorno in cui i riflettori si spensero su questo piccolissimo paese, l’Italia continuò ad andare avanti come se nulla fosse accaduto. Ma lontano dagli occhi delle telecamere, e lontano dai pensieri dell’Italia puritana e bigotta, gruppi di uomini continuarono a spalare il fango che aveva invaso le loro case. Cervinara ripiombò nell’oscurità e nell’anonimato. I segni di quella notte sono ancora ben visibili, forse quei ruderi sono stati eletti a “monumento” in ricordo delle vittime. Forse è ancora troppo presto per cancellare quella notte. Forse in quest’Italia, lenta e sorniona, è ancora troppo presto per ricordare le nostre vittime e tutti coloro che si son prodigati per salvare molte vite umane”.
I primi soccorritori non dimenticheranno mai quegli attimi di otto anni fa, Angelo Vaccariello attivista dell’Azione Cattolica e della Misericordia cervinarese, ricorda i suoi momenti vissuti in prima linea nei soccorsi: “Alle due di notte del 16 dicembre 1999 mi arrivò una telefonata del governatore della Misericordia di Cervinara Luigi Cioffi che mi avvertiva cosa stesse succedendo a Castello… Mi vestii rapidamente e scendendo trovai il mio amico Walter Nuzzo. Salii con lui nella parte alta del paese e ciò che vidi mi è rimasto negli occhi e ancora oggi non riesco a toglierlo più: un lungo fiume di acqua, potente, impetuoso, scendeva per Ioffredo con una forza inaudita. Ricordo le voci, le urla e le persone nel panico. Ma ciò che ricordo di più è il coraggio di un manipolo di uomini, i volontari della Misericordia e i vigili del fuoco, che si buttavano nell’acqua legati con le corde per andare a recuperare le persone. Eppoi, il ricordo più caro: riuscimmo a recuperare due bimbe, io e Walter. Le prendemmo in braccio e cercammo di coprirle alla meglio. Pioveva tantissimo. Erano vive, spaventate e piangevano. Corremmo al furgone e le portammo al rifugio. Non si vedeva nulla. Ma la tenacia e un po’ di fortuna ci fecero arrivare giù al Comune, dove era stato allestito il centro improvvisato di prima accoglienza. Sono passati otto anni: le macerie sono ancora lì, testimonianza dell’incapacità di chi amministra a risolvere i più elementari problemi. I ricordi, invece, sono sempre vivi”.

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia 17/12/2007

martedì 18 dicembre 2007. Letture: 3600.


Commenti

  1. Sampei ha detto:

    mmm

  2. gianni mauriello ha detto:

    VALERIO!!!
    I MORTI ERANO SEI!
    L’OPERAIO DI SAN MARTINO, E’ MORTO DA EROE!
    IL TORRENTE ERA OCCLUSO DA UNA PRIMA FRANA E LUI SI RESE VOLONTARIO PER ELIMINARE I DETRITI CHE NON PERMETTEVANO IL REGOLARE DEFLUSSO DELL’ACQUA! FU TRAVOLTO CON LA RUSPA DA UNA SECONDA FRANA!
    PER NON DIMENTICARE!

  3. 451 ha detto:

    Riesce infinitamente più difficile tendere mille volte la propria anima, ogni giorno, a servizi di poco conto, che darle un brillante impulso per un avvenimento di notevole spicco. Léon Degrelle

  4. RM ha detto:

    La Spagna si e’ liberata da Franco ed e’ diventata una grande nazione, l’Italia non si e’ mai veramente liberata da communisti e fascisti e opportunisti di vario genere per farsi pubblicita’ elettorale e clientelare.

    Invece di fare progressi e fare passi avanti, c’e’ chi va indietro nel tempo, a risuscitare vecchie ideologie per un senso di appartenza e di successo mai veramente ottenuta ma con la stessa violenza e voglia di vendetta e sete di potere assoluto.

    Se qualcuno ci a fatto caso, alcuni anni indietro erano altri paesi Europei a circolare intorno ad Italia, per un motivo o altro, adesso noi siamo il paese che circola intorno algli altri, in altre parole non un pianeta ma un satelite che ogni giorno perde la sua potenza con rischio di precipitare a terra.

    Un, comune, che non riesce a (non vuole) risolvere un semplice problema di 20 famiglie e il rinnovanmento della frazione del disastro (nemmeno 1/4 di km quadrato), in una nazione che dovrebbe essere esempio per il mondo non e’ certamente un buon segno.

    Questo che vole dire? E’ ormai quello che gia si conosce a livello internazionale, persino un gran sostinitore di Italia da sempre, cioe’ il “NYT” ha gettato la spugna, perche questo paese e’ disfunzionale, lento, clientelare e sopratutto incerto su quello che promette e quello che fa, quindi un cattivio investimento, cioe’ un rischio da non correre,
    per cui le aziende investono altrove.

    E se per gli investitori stranieri Italia va male figuriamoci per i cittatdini che ogni giorno debbono sopportare burocrazie mostrose, un euro che non vale niente, una giustizia ambigua e lenta, lo sfruttamento sul lavoro, criminalita’ e politica mano in mano, immondizia che non si raccoglie ect, etc.. Il quadro diventa veramente desolante e’ il cittadino di fronte a politici (di destra, centro e sinistra) si sente abbandonato.

    Ora, con tutto cio’ mancavano solo gli dei e eroi dal olimpio che scendono per essere venerati e adorati.

    Non lasciamoci mai ingannare!

    Un film da guardare se potete il
    “Il labirinto de Fauno”
    Recentamente trasmesso su “SKY” coglie tutto quello che voglio dire nel segno.

  5. Sampei ha detto:

    Spiegatemi cosa c’entra la CMC in quelle testimonianze, dato che all’epoca del disastro non esisteva ancora.
    E come si fa a dire che “uno dei ricordi più toccanti di quelle drammatiche ore” e’ quello della CMC… ops, scusate, non avevo letto: l’autore dell’articolo è il fondatore della CMC che se la canta e se la suona.

  6. gianni mauriello ha detto:

    ILLUSTRISSIMO SAMPEI!!!!
    LA CMC HA INVIATO UN MESSAGGIO DI RICORDO VERAMENTE TOCCANTE!!!
    HA AVUTO ELOGI DA TUTTI SIA SUL SITO CHE IN ALCUNI ORGANI D’INFORMAZIONE!!!
    LE TUE CONTINUE CRITICHE ALLA COMUNITA’ SONO, NON SOLO RIDICOLE, MA ANCHE PRECONCETTUALI!!!
    OGGI COME OGGI, E’ UN BENE CHE CI SIANO GIOVANI CHE CREDONO IN UN IDEA E IN VALORI DI RIFERIMENTO (CHE SIANO DI DESTRA O DI SINISTRA POCO IMPORTA).
    MA LA TUA CHIUSURA MENTALE TI PORTERA’ ESCLUSIVAMENTE AD ATTACCARLI!!!
    MANCHI DI OBBIETTIVITA’ E SEI LIMITATO NEL PENSIERO AGGREGATIVO!!
    INOLTRE, DA QUANDO BISOGNA ESSERE PRESENTI NELL’ANNO DI UN EVENTO PER MEMORARE LO STESSO???
    SE FOSSE COME TU DICI ELIMINIAMO TUTTI GLI ANNIVERSARI STORICI VISTO CHE’NESSUNO ERA PRESENTE!!!!
    HAHAHAHAHAHAHAHA
    INFINE, TI VOGLIO RICORDARE CHE LA LETTERA INTEGRALE DELLA CMC E STATA PUBBLICATA (A DIMOSTRAZIONE CHE E’ PIACUTA A TUTTI) DA OTTO PAGINE CHE E’
    CONCORRENTE AL CORRIERE, GIORNALE DOVE SCRIVE IL FONDATORE DELLA COMUNITA’ MILITANTE.
    NON NE AZZECCHI UNA SAMPEI!!

  7. Sampei ha detto:

    Mauriello, qui l’unico fazioso sei tu. E’ lampante che cmc sta strumentalizzando il ricordo della tragedia. Che poi la stampa locale si sia attestata su un livello infimo (e ottopagine non è l’eccezione) non ti autorizza a dire che e’ piaciuto a tutti.

    A chi e’ piaciuto? A te che sei palesemente di parte? Al Corriere o chi per esso che non ricorda correttamente manco il nome delle vittime? Ma fammi il piacere…

    La verità (e’ lo sai benissimo anche tu) è che si tratta di una pura e semplice operazione di visibilità e, come TU STESSO hai detto in altri commenti, va stroncanta senza attenuanti.

    Di parole gli alluvionati ne hanno sentite fin troppe. A otto anni dalla tragedia è ora DI TACERE E DI FARE. Di tutto il resto se ne puo’ fare a meno.

  8. gianni mauriello ha detto:

    FINALMENTE HAI DATO UNA RISPOSTA PIU’ CONCRETA!!
    C’E’ DA DIRE CHE I RAGAZZI DURANTE L’ANNO HANNO FATTO UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA E SPESSO SI OCCUPANO (PER QUELLO CHE POSSONO) DEL PROBLEMA!!
    E’ CHIARO CHE, PASSATO UN CERTO NUMERO DI ANNI, BISOGNA PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI!!!
    E TU SAI GIA’ LE MIE PROPOSTE!!!!
    L’UNICO, MA ENORME PROBLEMA, E’ CHE IN VALLE C’E’ POCO SPIRITO DI AGGERGAZIONE TRA NOI CAUDINI PERCHE’ SOLO UNITI POSSIAMO FARE PROTESTE ECLATANTI E OTTENERE QUALCHE COSA!!

  9. RM ha detto:

    Scusate se interrompo questo piccolo episodio di Via Col Vento, Ho appena finito di leggere il giornale di oggi, e non a caso nella sezione di economia cosa appare. “Ricchezza pro-capite la Spagna sorpassa l’Italia”
    A loro la richezza pro-capite a noi i fascisti.
    Comunque ho anche buone notizie, ancora non ci hanno superato La Grecia e il Portogallo ma mi sembra che l’Albania non sta molto dietro.

  10. gianni mauriello ha detto:

    CARO RM
    I FASCISTI PER NOSTRA SFORTUNA…..NON GOVERNANO
    QUESTA NAZIONE HA INIZIATO LA SUA DECADENZA….
    …NEGLI ANNI 50!
    E’ DALLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO CHE SIAMO SATELLITI DI ALTRI!
    NON A CASO CI HANNO SEMPRE DEFINITO LA PUTTANA DEL MONDO!!
    AVANTI CAMERATI!!!

  11. 451 ha detto:

    Sampei

    Spiegatemi cosa c’entra la CMC in quelle testimonianze, dato che all’epoca del disastro non esisteva ancora.
    E come si fa a dire che “uno dei ricordi più toccanti di quelle drammatiche ore” e’ quello della CMC… ops, scusate, non avevo letto: l’autore dell’articolo è il fondatore della CMC che se la canta e se la suona.

    Caro Sampei, vecchio coniglio
    la Cmc451 nel 1999 militava sotto il nome del Fronte della Gioventù/ Azione Giovani…
    Siamo stati presenti
    PRIMA, con quella maledetta mostra fotografica…
    DURANTE con le squadre di volontari ( e ne erevamo tanti…) con l’aiuto di Fare Verde e DOPO quando venne un Onorevole di spessore in Piazza Trescine…
    Qui nessuno se la canta e se la suona, al limite te le canta e te le suona (!)
    perchè dal 1993 ad oggi siamo stati sempre presenti, a difesa della nostra terra. Abbiamo i nostri limiti, ma almeno ci mettiamo la faccia e la buona volontà…
    nON SIAMO RAZZISTI, NON SIAMO INTOLLERANTI, DETESTIAMO TUTTI GLI “ANTI”, siamo contro gli schemi…
    Non guardiamo alle etichette, ma alla sostanza.
    C’è il fascista cattivo e il comunista buono…
    come il fascista buono ed il comunista imbecille…
    E il metro di giudizio lo puoi allargare a tutte le fazioni…

    Lo sciacallo è colui che si inserisce per meri scopi, spesso elettorali…
    Noi, invece, non miriamo a nulla, non guadagnamo nulla…
    Combattiamo il Regime del Nulla…

    451

  12. carmine ha detto:

    al limite te le canta e te le suona (!)? nON SIAMO RAZZISTI, NON SIAMO INTOLLERANTI, DETESTIAMO TUTTI GLI “ANTI”, siamo contro gli schemi…? mi spiegate che significa questa contraddizione?

  13. 4 5 1 ha detto:

    è ‘na battuta…

  14. Sampei ha detto:

    Carmine, e’ normale che si cada in contraddizione quando ci si vede sgamati in un’opera di sciacallaggio mediatico.

  15. carmine ha detto:

    to beccatevi sto bel articolo de il mattino di questa mattina e che il dio ce la mandi buona, con questi buonannulla che ci rappresentano:

    AMEDEO PICARIELLO Mancano i piani di evacuazione e la segnalazione dei punti di raccolta, non risultano individuate zone di coordinamento degli interventi e per il primo soccorso. I collegamenti via radio sono un miraggio e quei pochi apparecchi in dotazione o sono mal funzionanti o hanno le batterie a terra. In via di smantellamento perché non raggiungibili dal segnale o di delocalizzazione anche in ponte di trasmissione in onde radio. Ai sindaci non fa paura neanche lo spettro di un procedimento penale per omissione. È un vero disastro l’organizzazione di protezione civile nei vari paesi dell’Irpinia. I dati emergono dal vertice che ieri mattina si è tenuto a palazzo Caracciolo. A presiedere i lavori l’assessore provinciale al ramo, Walter De Pietro. Il devastante terremoto dell’80, le tremende alluvioni del ’98 e del ’99, i continui dissesti idrogeologici che si registrano un po’ dappertutto in provincia ogni qual volta c’è una pioggia torrenziale, i paurosi incendi boschivi di questa estate, le improvvise e copiose nevica, non hanno insegnato nulla né agli amministratori locali, né ai cittadini. Su 119 comuni, solo 17 hanno dei piani di protezione civile, ma anche questi prospetti sono datati: tutti si riferiscono ai primi anni duemila. Questo lo scarno elenco: Aquilonia, Caposele, Calabritto, Cesinali, Mercogliano, Mirabella Eclano, Avellino, Montemiletto, Montefalcione, Mugnano del Cardinale, Pietradefusi, Serino, Torre le Nocelle, Volturara Irpina, Sturno, Teora. Sorprendentemente mancano all’appello i comuni simbolo della distruzione del sisma di 27 anni fa, quelli della fascia del Cratere e tra questi spiccano Lioni e S. Angelo dei Lombardi dove intere generazioni sono state spazzate via sotto le macerie. S. Angelo dei Lombardi è addirittura comune capo Com, centro operativo misto: dovrebbe fungere da coordinamento in caso di allarme per una decina di altri paesi. Nessun piano adeguato anche per le aree delle frane di fine anni Novanta. Sia Quindici che Cervinara hanno sì dei piani di rischio idrogeologico, ma figurano nella lista nera dell’organizzazione dei soccorsi. Settanta i rappresentanti comunali presenti su 119. Analogo discorso per le comunità montane: presenti tre delegati su sei. E per ovviare al pesante deficit, almeno sul versante delle comunicazioni, l’assessore De Pietro ha annunciato che a breve sarà istituito con in comuni un collegamento via internet: le 40 radio in dotazione ad altrettante realtà locali, molte con antenne rotte e cavi sconnessi, sono davvero poche per pensare ad un minino di coordinamento nei casi di disastri naturali. La connessione via web sarà il punto di partenza per mettere su, presso «Caserma Litto» una sala operativa che andrà ad aggiungersi a quella attiva in Prefettura.

  16. carmine ha detto:

    continua:
    Siamo fermi a 27 anni fa. Un altro sisma ci farebbe rivivere lo stesso dramma del 1980» L’assessore provinciale Walter De Pietro non ha peli sulla lingua quando si parla di protezione civile e bacchetta i sindaci, ricordando loro che senza piani di protezione civile in caso di disastri sono penalmente responsabili. Assessore, possiamo dire che 27 anni dopo siamo ancora al punto di partenza? «Purtroppo sì. Non c’è stata e non c’è ancora la giusta attenzione alla protezione civile. Anch’io sono stato sindaco. So bene che cosa significa avere a che fare con bilanci risicati e con le molteplici esigenze quotidiane della gente che vanno naturalmente in tutt’altra direzione. Ma il compito della politica è innanzitutto tutelare l’incolumità dei cittadini. E noi intendiamo farlo». In che modo? «Oggi abbiamo messo a disposizione delle amministrazioni comunali uno strumento fondamentale per arrivare alla stesura dei un piano di protezione civile. Abbiamo consegnato schede e documenti che vanno solo compilati. E questo è il primo passo. La Provincia ha anche stanziato 150mila euro da devolvere ai comuni che potranno utilizzare questi fondi per pagare chi deve poi lavorare alla redazione dei piani: i sindaci possono tanto chiamare tecnici esterni o integrare con emolumenti extra il personale interno». Tocca agli amministratori locali fare il resto? «Certo. Aggiungo anche che non appena la giunta provinciale avrà a disposizione altre risorse saremo ben lieti di finanziare anche i costi per l’allestimento della segnaletica e di tutto quanto serve per la logistica». Nell’immediato che cosa si può fare? «Nel frattempo, e nella speranza che i comuni raggiungano in tempi stretti l’obiettivo, la Provincia è pronta a sistemare i ponti radio e tutte le altre infrastrutture utili al sistema di protezione civile. In Irpinia tra terremoti, frane, smottamenti anche piccoli, incendi, nevicate, occorre tenere sempre alto il livello d’allerta. Ad oggi, nonostante l’enorme prezzo pagato in termini di vite umane, dobbiamo laconicamente constatare di non aver ancora imparato la lezione». am.pi.

  17. RM ha detto:

    Il degrado si vede quando c’e’ ancora gente in giro che si definisce “Camerati”, mentre ci sono persone sul pianeta in grado di sviuppare nano tecnologia per la raccolta del energia solare, una differenza estrema come vedo nel impiego delle risorse intelletive!

    Se l’Italia non fosse una nazione disfunzionale, funzionerebbero le legge antifasciste, forse aspettano che fanno qualcosa di atroce?

    Satellite e Puttane, questo mi fa incuriosire, perche descrive la stragrande maggioranza delle nazioni, solo c’e’ chi lo fa meglio e chi non riesce a farlo bene.

    Per fortuna almeno sappiamo fare qualcosa bene, no?
    Poi dopo di quello che altro ci rimane?
    Oh! Ho dimenticato, possiamo riprenderci il corno d’africa, tanto per incominciare.

  18. gianni mauriello ha detto:

    RM
    Il commento 16, a parte qualche errore di battitura, che spesso faccio anch’io, non l’ho capito nel significato!!!!
    Scusami, ma il mio piccolo cervello non ha assimilato il concetto!!!
    Comunque,qualsiasi pensiero volevi esprimere, era sbagliato!!
    Lo so che sono presuntuoso, ma…..SONO UN CAMERATA!!!
    AVANTI CAMICE NERE!!!!

  19. Sampei ha detto:

    Vite segnate dalla gloria, braccio e mano del Duce, uomini di fato intrisi, che soli videro l’onore di sentir scoccare l’ora del destino, un manipolo di eroi:
    Fecchia, il veterano della marcia su Roma e ora su Marte, vero eroe dei due mondi;
    Santodio, il silenzioso soldato a cui dobbiamo queste strepitose riprese cinematografiche;
    Freghieri, l’impavido atleta di mille imprese;
    Pini, il cui sguardo ha sciolto i cuori di tante sognanti fanciulle;
    e infine Mauriello, devoto molto più al Duce che alla sua stessa madre, la quale caldamente lo ricambia.

  20. carmine ha detto:

    la verità ci rende liberi, l’inganno ci incatena in un vortice senza fine

  21. Sampei ha detto:

    Carmine, la tua frase ricorda molto “il lavoro rende liberi” che segnava l’ingresso in un posto non proprio idilliaco. Gli ideali che c’erano dietro quella scritta trovano ancora oggi seguito tra giovani piecuri ignorantelli.

  22. Sampei ha detto:

    qualcuno usa il mio nome…

  23. RM ha detto:

    Gianni Mauriello
    Non credo propri che il tuo cervello e’ piccolo.

    Il concetto che volevo esprimere, se non lo hai capito, come hai detto nel tuo commento n. 16:

    “Scusami, ma il mio piccolo cervello non ha assimilato il concetto!!!”

    Quest’ultima frase lo hai detto tu, non io.

    E poi vai avanti e sostieni:

    “Comunque,qualsiasi pensiero volevi esprimere, era sbagliato!!”

    Quindi vorrei sapere,come fai a determinare che sia sbagliato il concetto, se non lo hai capito?

    Poi solo determinare se un concetto e coretto o meno quanto lo capisci e lo evaluti seriamente e sei onesto con te stesso.

    Almeno in questo sono stato chiaro per te?

  24. sms ha detto:

    avete il ricordo bene!e quand’è che rinnovate ioffredo????

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