Attualità - Cervinara provincia di Benevento? Si va al referendum popolare. Le proposte dopo la notizia dei mancati fondi per la bretella di collegamento con la città

Foto Cervinara

Ritornano le proposte secessioniste della Valle Caudina dopo la beffarda notizia del mancato finanziamento del famoso terzo lotto della bretella stradale che avrebbe dovuto collegare la zona industriale di Pianodardine con Cervinara e gli altri comuni limitrofi.

Tutto, quindi, rimane sulla carta e le prospettive, a trecentosessanta gradi, di sviluppo per la zona sono quanto mai buie. Naturalmente, questa scelta sta suscitando parecchie reazioni. Sia i politici che i cittadini si sentono messi da parte dal Capoluogo e nei prossimi giorni si attendono clamorose azioni. Addirittura si parla di un referendum popolare per passare con la provincia di Benevento. Riportiamo un’intervista rilasciata a Francesco Viola, giovane presidente del Circolo della Margherita “Alcide De Gasperi”.

La problematica legata al mancato finanziamento del terzo lotto del collegamento stradale tra Avellino e la Valle Caudina sta suscitando tantissime polemiche. Cose ne pensa a riguardo?
Il problema è serio e non riguarda solo il finanziamento del terzo lotto della strada Valle Caudina-Pianodardine. Sono saltati tutti gli schemi e le regole che reggevano il rapporto di fiducia tra le nostre comunità locali caudine e referenti politici d’Istituzioni sovraordinate. Non solo siamo stati abbandonati al nostro destino, ma anche traditi ed illusi nel modo più volgare, mettendo in imbarazzo i nostri amministratori comunali. Il messaggio è stato chiaro: “ad Avellino non ci considerano e a Napoli non ci conoscono”.

Cervinara e la Valle Caudina sono mal collegati al Capoluogo, soprattutto a causa della scarsa viabilità. Perchè da Avellino non arrivano risposte concrete a riguardo?
Sul fatto che non arrivano risposte non sono d’accordo. Il non volere affrettare i lavori della strada è la chiara manifestazione di una volontà che non vuole farci raggiungere facilmente il Capoluogo, tenendoci ai margini della provincia. La distanza limita molto la nostra partecipazione politica, professionale e sociale ad Avellino. Pensate a quanti professionisti non partecipano agli incontri dei relativi ordini, oppure a quanti eventi e riunioni i nostri referenti politici non sono presenti, per portare le nostre richieste, solo per il fatto che occorrono 50 minuti di strada, dissestata, per arrivare nel Capoluogo di provincia. E dopo una giornata di lavoro non so se è umanamente comprensibile. Ciò gioca a vantaggio di qualcun altro e di tutto questo ne terremo presente alle prossime elezioni.

Le ultime vicende legate all’elettrodotto Matera- Santa Sofia hanno evidenziato, tra l’altro, il disinteresse della classe politica provinciale e regionale. Cervinara è solo un serbatoio di voti e tessere?
Il passaggio dell’Elettrodotto ha già più di venti anni di storia e le responsabilità ricadono su le precedenti classi politiche. Sono persino cambiate le leggi che disciplinano la materia. Personalmente non so quanta conformità alle norme, rispetto alla nuova disciplina giuridica europea, c’è oggi in un progetto che fu autorizzato negli anni ’80. La gente è talmente offesa dai fallimenti della politica e dalle incapacità di chi è preposto alla gestione del bene pubblico, che sarà difficile convincere i concittadini a darci fiducia e sostenere qualcuno dopo tutto quello che sta accadendo.

La clamorosa iniziativa di secessione dalla provincia di Avellino è una provocazione per attirare l’attenzione delle istituzioni oppure è l’unica soluzione radicale che rappresenterebbe una via d’uscita per lo sviluppo territoriale cervinarese?
È più di una provocazione. Già in altri tempi si parlava di un cambio di provincia per i comuni Caudini della fascia del Partenio. Le ragioni ci sono e sono tante. Ad esempio, per gli incentivi alle imprese è importante il fattore reddito delle province. Poiché la provincia di Benevento ha un reddito pro capite più basso rispetto alla provincia di Avellino, le agevolazioni per fare impresa sono di qualche punto più vantaggioso nel beneventano e quindi investono molti imprenditori. Abbiamo lo stesso prefisso telefonico di Benevento e facciamo parte dello stesso Vescovato. I nostri ragazzi vanno lì alle scuole superiori, facilitati dal collegamento ferroviario ed infine ultima novità, che oggi ci viene imposta col servizio del 118, è quella di portare i nostri malati e infortunati all’Ospedale di Avellino, quando abbiamo sempre beneficiato dei servizi ospedalieri del Civile di Benevento distante a soli 15 minuti di corsa da noi. Vediamo i comuni caudini, appartenenti a Benevento, crescere in maniera straordinaria come Montesarchio, Airola e perfino Ceppaloni, mentre noi del Partenio ci spegniamo come candele esaurite.

Infine, quali sono le proposte, inerenti al problema, del circolo della Margherita “Alcide De Gasperi” e cosa ne pensa dell’autosospensione dei politici locali dai partiti di riferimento?
Non avevo mai visto il nostro Sindaco Franco Cioffi così adirato. Ha sempre portato come bandiera per lo sviluppo il fattore esaurimento terreni nella zona Asi di Pianodardine, vedendo quella della Valle Caudina come la naturale continuità alla zona industriale di Avellino, se si fosse conclusa la strada. Dopo le tante promesse e rassicurazioni, un bel mattino la strada non si fa più. Siamo tutti in prima linea a sostenere il Sindaco su qualunque iniziativa, chiudendoci a riccio, se opportuno, con tutte le associazioni sul territorio, le associazioni di categorie, i sindacati, i partiti di maggioranza e di opposizione, i Sindaci e le comunità di tutti i paesi danneggiati da queste scelte politiche scellerate contro la Valle Caudina. Per la prima volta da Avellino, paradossalmente, sono riusciti a metterci tutti insieme!

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia 11/03/2007

mercoledì 14 marzo 2007. Letture: 4138.


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