Attualità - Cervinara. Trascorsi sei anni dalla alluvione che provocò morti e distruzione

Foto Cervinara

Sono trascorsi sei anni dalla sciagura più grande che ha colpito Cervinara nella sua storia recente. Gli anni passano in fretta ma la ferita è ancora aperta e chi sa quando verrà rimarginata. Basta recarsi in piazza Ioffredo e guardarsi intorno per capire che non è cambiato nulla. Gli scheletri degli edifici, squarciati dalla frana sono ancora tutti lì in bella mostra.

Sembrano una sorta di lugubre monumento all’abbandono. Quella notte, tra il 15 ed il 16 dicembre del 1999, pioveva forte. La pioggia stava cadendo da diversi giorni sulla Valle Caudina ma nessuno aveva avvisato i suoi abitanti che si trattava di un evento meteorologico eccezionale, tanto eccezionale che avrebbe procurato una frana che distrusse un’intera frazione e recise sei vite umane, cinque a Cervinara ed una a San Martino Valle Caudina. Pioveva forte quelle notte è la gente fuggì in pigiama sotto quell’acqua gelida non appena un forte boato portò la Valle Caudina dal sogno all’incubo. Non tutti riuscire a mettersi in salvo. Gli anziani coniugi Mascia, forse, passarono dal sonno alla morte. I loro corpi furono i primi ad essere ritrovati nel fango. Era ben sveglia, invece, Liliana Marro, che il marito vide trascinata via dalla piena di fango ed acqua. Luigi e Giuseppe Affinita avevano portato in salvo i loro cari poi erano tornati a Ioffredo per prendere qualche bene di prima necessità dalle loro case. Avevano un appuntamento con il destino e non lo sapevano. Appuntamento al quale non mancò neanche, Pellegrino D’Argenio, la sesta vittima, un operaio di San Martino Valle Caudina, che a bordo di una pala meccanica tentò di fermare il fiume di fango che stava per abbattersi sul centro storico del suo paese.

Sono trascorsi sei anni e 28 famiglie attendono ancora che a loro venga costruita una casa. A Ioffredo non si può più e così a loro è stata destinata una zona a valle del paese, in via San Marciano. Ma la pratiche per la ricostruzione sono bloccate dal commissariato di governo e nulla si muove. Qualche tempo fa, l’assessore Mario Picca, che ha la delega alla frana ha chiesto al governatore Bassolino, commissario per l’emergenza idrogeologica in Campania, di affidare al comune le pratiche. Ma anche questa richiesta è rimasta lettera morta ed il prossimo 31 di dicembre potrebbe terminare anche il contributo che viene elargito a queste famiglie per pagarsi un affitto in una casa non loro.

In montagna è stata installata una rete pluviometrica, alcuni torrenti sono stati ripuliti, ma gli interventi per mettere in sicurezza la montagna killer non sono ancora partiti e chi sa se partiranno mai. A sei anni dal disastro Cervinara è un’immensa zona rossa, tracciata sulla carta dall’autorità di bacino. E questa linea ha completamente bloccato ogni attività edilizia facendo schizzare i costi delle abitazioni alle stelle. A sei anni di distanza stiamo imparando sulla nostra pelle che ci sono tragedie di serie A e di serie B, quella di Cervinara appartiene a questa ultima categoria perché su questa vicenda sta calando sempre di più l’oblio.

Fonte: Retesei

giovedì 15 dicembre 2005. Letture: 3842.


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