Attualità, Sport - La Cmc invoca giustizia per Gabriele
L’incredibile vicenda che ha messo a ferro e fuoco l’Italia ha suscitato reazioni ovunque, alimentando polemiche e discussioni sul perché della triste morte del giovane tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, e sulla guerriglia che si è allargata a macchia d’olio in tutta l’Italia calcistica, mettendo allo scoperto il clima di precarietà sociale e la difficoltà delle Forze dell’Ordine a gestire situazioni delicate. Da Cervinara la Comunità Militante Caudina 451 esprime tutta la sua solidarietà ai familiari della vittima e chiede giustizia: “La notizia dell’assassinio del tifoso Laziale, per mano di un servitore dello Stato – affermano i militanti della Cmc451 dal loro blog- è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso del maledetto calcio moderno. Purtroppo ci troviamo, per l’ennesima volta, a ricordare morti di serie D… Quando a Catania ci furono gli scontri e morì, in circostanze oscure, l’Ispettore Raciti, tutto il circo del calcio si fermò… Oggi, invece nessuno si è fermato! Questa vergognosa decisione non ha senso. A Bergamo e Milano, ci sono stati momenti di tensione e le gare sono state rinviate. L’informazione di Regime sta cercando di sminuire l’episodio come un banale incidente, ma il problema è ben diverso. Chi frequenta le curve degli stadi, sa benissimo che dopo il Caso Raciti andare a vedere una partita di calcio e sostenere i propri colori, è diventata un’odissea. Centinaia di controlli, metal detector, frequenti abusi di potere, disorganizzazione e un doppiopesismo incredibile”. L’associazione di promozione sociale cervinarese, poi attacca le Istituzioni Nazionali perché a loro giudizio non esiste una giusto metro di paragone tra le partite di calcio ed i problemi sociali: “Allo Stadio lo Stato dà l’impressione di essere forte e deciso. In Italia i reparti delle Forze dell’Ordine, a nostro giudizio, dovrebbero “caricare” i responsabili della malasanità, della prostituzione, della droga, della malavita, dell’usura, del degrado umano e morale che affligge la nostra Penisola, isole comprese. Invece, per un partita di calcio si schierano eserciti e capita che qualche bastardo spari ad altezza d’uomo. A sangue freddo. Per il resto anarchia totale.” Infine il messaggio diretto alla vittima, messa in secondo piano dagli interessi del calcio moderno: “Il calcio non si è fermato, caro Gabriele. Noi ti salutiamo ed invochiamo Giustizia”. Anche dal Capoluogo Irpino, tramite il frequentatissimo sito www.avellinofans.it, il popolo biancoverde invoca giustizia: “A violenza non si dovrebbe rispondere con violenza. Fatta questa doverosa premessa, non spostiamo l’attenzione su episodi (gli scontri in alcune città italiane contro le forze dell’ordine) che sono una nefasta conseguenza della tragedia avvenuta nell’autogrill. La morte di G.S. deve essere al centro dell’attenzione e non può definirsi una morte legata al calcio. Non può essere etichettata come ‘violenza da stadio’. Il ragazzo, e lo evidenzio perché se fossimo dinanzi ad un’altra situazione si parlerebbe di vittima e basta (non di tifoso etc.), al momento dello sparo era in auto. Se anche ci fosse stata una precedente colluttazione più o meno grave con altri tifosi (chi e dove sono!?), si può concludere (e sembrerebbe confermato anche da talune testimonianze) che la situazione era di normalità. Di più, probabilmente in quella maledetta area di sosta poteva esserci chiunque. A piangere questa tragedia potrebbe esserci qualsiasi madre, padre, fratello, amico. Ma, se non si tratta di una vittima della violenza degli ultras, di cosa si parla? Questo è un omicidio. Punto e basta. Per errore, per fatalità, per qualsiasi cosa possibile è un drammatico omicidio. E allora comportatevi con l’eventuale assassino allo stesso modo di come vengono trattati i protagonisti dell’omicidio di Perugia (nomi e cognomi degli indagati per il caso Meredith divulgati da tutti i mezzi di comunicazione), per fare un esempio. Sgombrate il campo da pericolosi impeti di rivalsa e vendetta di quanti sono e non stati colpiti emotivamente dalla vicenda. Date a questo Paese il senso di giustizia che le nazioni civili dovrebbero avere. Non criminalizzate questa o quella persona/fazione. Dateci la VERITA’!
Nessuno. Mercoledì 14 Novembre 2007. Letture: 2426. Leggi i commenti.

si voleva una scusa e lo testimonia il fatto che a milano, cinque minuti dopo, che si è saputo la causa del mancato svolgimento della gara sono spuntati passamontagne e mazze; non penso che chi li indossava o maneggiava le mazze, abbiano avuto il tempo di andare a casa per recuperarle e non penso faccesse cosi freddo da aver bisogno di un passamontagne, per cui quei tizzi e non ne erano pochi, le immagini televisive testimoniano un numero molto elevato, erano già andati li’ con l’intenzione di far casino. Cosa ancor più grave a Roma dove lo stato ha mostrato tutta la sua debolezza e non impreparazione sia chiaro, ma vera e propria debolezza nel lasciare per circa una mezz’ora a poche centinaia di delinquenti un pezzo di territorio dello stato. e qui mi fermo a riflettere ma vuoi vedere che in Italia se un giorno un pinco pallino qualsiasi si alza e decide di rivoluzionare lo stato democratico siamo talmente deboli da permetterglielo
A me non piace l’espressione “Quando a Catania ci furono gli scontri e morì, in circostanze oscure, l’Ispettore Raciti, tutto il circo del calcio si fermò… Oggi, invece nessuno si è fermato! Questa vergognosa decisione non ha senso.”.
Se i “tifosi” avessero voluto esprimere sdegno e rabbia per la tragica morte di quel ragazzo, avrebbero potuto anche abbandonare gli stadi e tornarsene a casa. Civilmente.
Che grandi motivazioni assurde che sono state date nella parte iniziale di questo articolo! Si notano alcune discordanze e la classica mentalità del sud. “Andare allo stadio diventa una odissea, centinaia di controlli” e dov’è il problema? Vi rompono le scatole i controlli, oppure volete entrare allo stadio con le bottiglie le mazze, i coltelli…la verità è un’altra ( tralasciando stare la vicenda dell’omicidio che DEVE essere chiarita al più presto nonostante le circostanze dicano già tutto ), voi ultras ( voi inteso in senso impersonale ) volete andare allo stadio al 70% per fare casino, fracasso e rompere le PALLE ( e sono + che legittimato ad usare questo termine ), alle persone che la ci devono stare per ” portare la pagnotta a casa ” o semplicemente che vanno allo stadio per seguire la loro squadra del cuore, mentre VOI ultras ci andate ” Perchè vi va, perchè ne avete voglia ” iniziare a mettere questa semplice idea prima di cominciare un intero discorso.
La guerriglia inscenata a Roma e nelle altre città ” Al fine di vendicare la morte di Gabriele “, o più semplicemente per far casino è stata una grandissima infamia, bastardata, se pensavate di poter far ” giustizia ” o punire i poliziotti in quel gesto avete sbagliato di grosso, non perchè i poliziotti siano degli intoccabili o quant’altro ( e non sto giustificando l’operato di nessuno ), ma per il semplice fatto che non è in questo modo che voi “punite” o quant’altro. Mi spiegate cosa sta a significare l’attacco alla caserma della Polizia di Stato di Roma? Addirittura il CONI che in tutto c’entra tranne che cn la Polizia.
Poi ricordiamo che del poliziotto che ha esploso 2 colpi con la sua arma d’ordinanza conosciamo l’identità, chi ha distrutto il coni, una caserma, delle auto, dei motocicli, dei semafori, un pullman della polizia, ferito delle forze dell’ordine, non si conosce nè l’identità nè la faccia perchè avevano il volto coperto, e questo di cos’è segno? Lasciamo perdere..
Rimango fermo della mia idea che si voleva avere una ” scusa ” per fare casino, per sfogare la propria rabbia, per “punire” le forze dell’ordine che moltissime volte hanno sospeso partite o arrestato ultras o più semplicemente imposto loro di non andare allo stadio, DOPO FATTI GRAVOSI SIA SOTTO IL PROFILO SOCIALE CHE NORMATIVO.
Dopo questi spiacevoli eventi preferisco altamente chiudere gli stadii le cui tifoserie sono state protagoniste di scontri e poi vediamo se queste teste infami ( perchè solo queste possono essere ) la finiscono di dare fastidio!