Attualità - Lo sfogo degli alluvionati. Cervinara è ancora sospesa. A sette anni dalla tragedia i tanti problemi irrisolti

Foto Cervinara

La difficile situazione degli alluvionati a Cervinara rimane sempre sospesa, sebbene siano passati sette anni dalla tragedia che costò la vita di sei cittadini e segnò l’esistenza di centinaia di feriti.
Abbiamo raccolto, per i lettori del Corriere dell’Irpinia, l’appello di Giuseppe Valente, ex portavoce del disciolto Comitato Cittadino degli alluvionati delle frazioni di Ioffredo e Castello, zone sfigurate dall’impeto del fango.

– Signor Valente, dopo il dibattito “Alluvionati e dimenticati”, svoltosi in piazza Trescine il 5 gennaio, organizzato dalla CMC 451, le istituzioni locali hanno mantenuto le promesse o tutto è rimasto immutato?
Sinceramente dal dibattito, pregevole nella sua iniziativa, non sono emerse nuove prospettive, tanto meno da allora è cambiato qualcosa.

-Quali sono, dal suo punto di vista, le prospettive per la ricostruzione delle zone disastrate?
Per quanto riguarda la ricostruzione sarebbe tutto pronto, tranne la farraginosa macchina burocratica che si inceppa, o viene inceppata, a tappe prestabilite.

– A suo avviso cosa è mancato in tutti questi lunghi anni?
In questi anni, secondo me, è mancata la sensibilità delle autorità preposte e il coraggio di iniziative serie da parte delle Istituzioni Locali.

– Perché il Comitato Pro-Alluvionati si è sciolto? Problematiche interne o sfiducia verso le istituzioni politiche?
Il Comitato si è sciolto all’indomani dell’emanazione dell’Ordinanza Ministeriale che prevedeva varie opzioni sulla scelta del contributo. A quel punto gli interessi dei disastrati sono stati diversi, ognuno ha fatto la propria scelta e di conseguenza, sbagliando credo, ognuno di noi ha ritenuto opportuno seguire la propria strada o le “proprie amicizie”.

– Lei è stato intervistato anche dal rinomato giornalista Rai, Mario Tozzi che condusse uno speciale GAIA sul TG3. Pensa che ci sia stato becero sciacallaggio mediatico o l’informazione nazionale ha svolto un ruolo di campanello d’allarme nei confronti di chi di dovere?
L’intervista effettuata riguardava soprattutto il disastro ambientale e voleva mettere in risalto eventuali abusi edilizi che avessero accentuato quel fenomeno eccezionale che si verificò nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del ’99. Ciò detto, penso che all’epoca dei fatti ognuno ha svolto il proprio compito: sia le TV, sia la carta stampata, locali e nazionali, hanno messo in risalto l’evento disastroso che ha provocato, non dimentichiamolo, 5 vittime a Cervinara e 1 a San Martino Valle Caudina. Le immagini dell’alluvione hanno fatto il giro del mondo e presto, grazie alla risonanza mediatica, oltre all’aiuto di parenti, amici, istituzioni locali e gente comune, abbiamo ricevuto la solidarietà da persone e da Enti anche lontano da Cervinara. Di conseguenza, più che sciacallaggio mediatico penso ci sia stato e, ahimé, ancora ci affligge, sciacallaggio politico. Ricordo bene, appena dimesso dall’ospedale, quanti personaggi politici, anche a livello nazionale, hanno fatto passerella sui luoghi del disastro (a poco c’era una scadenza elettorale importante!). Tante le promesse fatte a fronte di una semplice richiesta rispetto a quello che ognuno di noi ha perso: una sistemazione dignitosa. A telecamere spente è calato il silenzio e l’indifferenza, anzi, e questo mi indigna maggiormente, siamo diventati un peso.

– Infine, Signor Valente, un appello alle nuove generazioni affinché quel dramma non venga dimenticato, ulteriormente.
L’appello che posso fare alle nuove leve è quello di vivere maggiormente la vita politica locale. Vedo troppo distaccamento, soprattutto nei giovani, dalle istituzioni, salvo poi seguire, come cani fedeli, il personaggio di turno alla ricerca di un tornaconto personale, forse pure io l’ho fatto anche se non per ragioni personali. Per evitare drammi ambientali, infine, c’è bisogno di una cultura del territorio, del rispetto delle regole e di controlli immediati senza avere timore di denunciare coloro che trasgrediscono le norme di una convivenza civile. L’ultima considerazione, se mi è consentito, la rivolgerei all’Amministrazione locale: forse non tutti sanno che il contributo mensile previsto a favore degli alluvionati, già stanziato e prorogato, almeno fino al 31 gennaio 2007, da varie Ordinanze Ministeriali che ne determinano l’erogazione tramite il Commissario Straordinario, il Presidente Bassolino, è bloccato a giugno 2005. Non sarebbe il caso, mi chiedo e chiedo, che l’Amministrazione Comunale si facesse carico di istruire iniziative a favore degli alluvionati anche sostituendosi alle autorità costituite? Magari, mi permetto di suggerire, un “cantante” in meno in Villa durante Ciao Estate, la manifestazione estiva cervinarese, ed una attenzione maggiore verso pochi “sfortunati”. Ciò darebbe senso al binomio Istituzione- Cittadino.

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia 21/02/2007

mercoledì 21 febbraio 2007. Letture: 2450.


Commenti

  1. Salvatore ha detto:

    Mi chiamo Salvatore Tammaro, ex Carabiniere in forza nel 99 e 2000 presso il X° Battaglione Carabinieri Campania. Nella mia avventura di Carabiniere, mi ha segnato la tragedia di cervinara. Sì, io sono uno fra i tanti Carabinieri che prestò servizio in quel luogo della tragedia, e come se fosse ieri, rivivono dentro di me quei ricordi forti che anno segnato in una maniera profonda, la mia avventura nei Carabinieri. Posso solo dire che oggi, a distanza di 7 anni, sono addolorato che non sia stato ancora fatto gran chè. Da cittadino civile, ho visitato quel luogo tempo fa e vedere che molte cose sono rimaste come allora della tragedia mi fa male il cuore. Il mio auspicio che come Carabiniere lavorai un quei luoghi assieme ad altri miei colleghi, rischiando la nostra vita fra quelle macerie ma con grandi soddisfazioni di aiutare quella povera gente….è quello che si possa al più presto ripristinare quei lughi e lasciare alle generazioni a venire nemmeno i ricordi di quella tragedia.
    Grazie.

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