Attualità - “Quel monumento? Un’offesa alle donne”

Prosegue a San Martino Valle Caudina la riflessione sull’iniziativa dedicata ai bambini mai nati. In un confronto tenutosi presso il centro irpino, la parlamentare Katia Zanotti, esponente di Sinistra Democratica, ha difeso a spada tratta l’attualità della legge 194 sull’aborto.

SAN MARTINO V.C. – Torna a sventolare la bandiera rossa nell’ex-isola comunista della Valle Caudina. La sala dell’Unicef, che ha ospitato il delicato dibattito politico, sembrava più una Casa del Popolo di Togliattiana memoria. Parecchie le persone anziane presenti, che si sono ritrovate, almeno in questa serata, indietro di trent’anni per l’aria che si respirava. La nuova realtà della Sinistra Democratica per il Socialismo europeo, con questo dibattito, Aborto e Laicità dello stato, ha espresso le proprie posizioni ideologiche sulla questione legata all’ormai famoso monumento in memoria dei bambini mai nati per motivi naturali e violenti, fortemente voluto da Monsignor Ugo Della Camera, che però non ha voluto prendere parte al clamore suscitato. Stranamente la Casa dell’Unicef, in pieno centro cittadino, non è stata affollata dalla popolazione. Probabilmente le spaccature tra Centro Sinistra e Sinistra Democratica non si sono ancora risanate. I lavori, sono stati aperti dal dirigente provinciale e perno della SD sammartinese, Luigi Pedoto, che tra l’altro ha introdotto il coordinatore locale Pino Mauriello, entrambi ex esponenti della giunta comunale, estromessi dopo aver abbandonato i Democratici di Sinistra, per confluire nel Partito Democratico. Mauriello ora si ritrova a guidare una nuova formazione politica che rivendica anche l’eredità comunista della sinistra socialista, tanto da esporre un’eloquente bandiera rossa in città. Ad impreziosire la manifestazione sono state chiamate due donne di spessore come la Professoressa Carla Perugini dell’Università degli Studi di Fisciano e l’onorevole Katia Zanotti, bolognese, membro della commissione affari sociali della Camera dei deputati, esponete prima del Partito Comunista Italiano, poi del Partito democratico della Sinistra, successivamente dei Democratici di Sinistra ed infine ha aderito alla Sinistra Democratica, creata dall’Onorevole Fabio Mussi, Ministro dell’Università del governo Prodi. Per le lettrici ed i lettori del Corriere dell’Irpinia, ecco due interessanti interviste la prima a Pino Mauriello, l’altra all’Onorevole Katia Zanotti.
Queste le dichiarazioni del coordinatore della Sinistra Democratica: “L’incontro di stasera nasce dalla volontà di ribadire l’attualità della legge 194 sull’aborto e di sostenerla con tutti i mezzi sanitari e finanziari, attuando sostanzialmente quello che è lo spirito della legge, quindi potenziando le strutture di assistenza alle donne, in primis, e i consultori dove esporre i problemi. L’occasione si è presentata grazie alla giunta comunale, che con una delibera, datata 23 agosto del 2007. ha approvato la richiesta di donazione di un lembo di terra del Cimitero alla Chiesa, esaudendo la richiesta fatta da Don Ugo per la costruzione di un monumento ai bambini mai nati, per motivi naturali o violenti. Credo che sia una delibera dalle finalità quanto meno ambigue, perché nell’aggettivo violenti c’è tutta la posizione della Chiesa sulla questione dell’aborto. Loro lo ritengono un omicidio e fanno riferimento ad uno dei cardini della cultura cattolica odierna, Socci, che arriva quantificare i morti dell’aborto, come se fosse la più grande guerra provocata dall’uomo con un mare di caduti, addirittura 950 milioni in più della seconda guerra. Questo è uno dei tanti attacchi alla laicità e all’applicazione delle leggi che consentono appunto la possibilità di scelta per la donna. La 194 ha garantito la libertà delle donne ed una grande emancipazione. La cosa che turba, quantomeno, è l’approvazione di questa delibera da una nuova giunta di centrosinistra, che è stata rimodulata rispetto a quella precedente per avviarsi alla costruzione del Partito Democratico. Quindi è strano vedere persone, con una storia politica nella sinistra, che sconfessano un percorso ideologico, non solo personale, ma di un’intera comunità politica. Ricordo che nel 1978, a larga maggioranza, San Martino si espresse a favore dell’aborto, risultato in controtendenza guardando l’Irpinia dell’epoca”.
Come sono i rapporti di Sinistra Democratica sia con i Ds, sia con Rifondazione Comunista e l’area no global?
“Sinistra Democratica nasce con l’obiettivo principale dell’unione delle forze di sinistra, sia in ambito nazionale che in ambito locale. Per quanto riguarda i Ds, tra un mese non ci saranno più ed il nostro interlocutore sarà, esclusivamente, il Partito Democratico. Noi ribadiamo la laicità dello Stato, uno dei cardini del partito della Sinistra Democratica”.
Infine, cosa ha c’è in programma per l’autunno politico che si prevede molto caldo?
“Per quanto riguarda le iniziative ci rifacciamo al quadro nazionale aderendo alla marcia della pace di Assisi, che sarà un momento di partecipazione. Seguiranno altre iniziative su i giovani e sullo sviluppo perché è fondamentale, soprattutto a San Martino, innescare una discussione vera, tralasciando i giochi di potere, per programmare una politica di sviluppo, assente tra vari anni”.

Intervistiamo l’attesissima Katia Zanotti, eletta nel 2001 alla Camera dei Deputati, oggi membro della Commissione Affari Sociali, che ha lavorato per la Commissione bicamerale sui fatti del G8 di Genova e per la commissione d’inchiesta bicamerale Telekom – Serbia. Inoltre, nel 2006 è stata rieletta alla Camera nel gruppo de L’Ulivo. Parte integrante della direzione nazionale e regionale dei Democratici di Sinistra fino all’entrata nella Sinistra Democratica. La sua presenza ha anche rivalutato l’attenzione della politica nazionale su questioni territoriali.
Insomma, San Martino Valle Caudina come Brescello, il paese dove venne ambientata l‘emblematica storia di Don Camillo e Peppone, scritta da Giovannino Guareschi, che fotografava gli scontri paesani tra Chiesa democristiana e popolo comunista. Si è torna, dunque, a parlare della laicità dello Stato dopo una delibera del Comune caudino che ha assegnato un pezzo di terra per innalzare un monumento in ricordo dei bambini mai nati. Cosa ci può dire l’Onorevole a riguardo?
“Io sono qui per dire tutta la contrarietà rispetto all’idea di questo monumento, perché è evidente che è un monumento che viene costruito in una zona pubblica, il cimitero, dentro il quale naturalmente dovrebbero riconoscersi tutte le persone, indipendente mente dai loro credi e dalla loro etica. E’ lampante che questa statua, così come è stata presentata, per il titolo e per le ragioni per cui viene costruito, è un monumento contro la legge dello Stato, la legge 194; perché le morti violente dei bambini mai nati sono quelle della legge sull’aborto. C’è una legge di equilibrio, ma le donne che sono costrette ad abortire non lo fanno mai con leggerezza, perché è una scelta sempre di sofferenza. Le donne non sono per l’aborto. Un monumento che ricorda costantemente i bambini mai nati, per violenza, credo che sia un’offesa alle donne. Per cui io sono qui per evidenziare la contrarietà, raccogliendo l’invito della locale Sinistra Democratica per ragionare insieme sull’inopportunità di questa proposta del consiglio comunale”.
La Valle Caudina ha subito uno choc tremendo. In questi giorni una donna extracomunitaria sarebbe stata violentata da un gruppo di balordi, incontrando per pura fatalità anche la morte in un tragico incidente stradale. Questa triste storia riporta all’ordine del giorno la questione della donna, soprattutto di quelle che provengono da ogni parte del mondo e stentano ad integrarsi nel contesto sociale italiano.
“Purtroppo, io penso che noi non facciamo abbastanza, nell’agenda politica innanzitutto, perché la politica deve prendersi la sua parte di responsabilità. Non trattiamo, come si dovrebbe, la condizione di queste donne straniere, la maggior parte delle quali vengono in Italia per coprire i buchi del welfare del sistema italiano. Penso agli anziani non autosufficienti, penso che nelle famiglie italiane, se non ci fossero queste straniere, che vengono da luoghi di povertà e che lasciano spesso i propri figli, il sistema italiano non reggerebbe questa domanda che viene dalle famiglie. Le straniere lo coprono questo bisogno. Avremmo tutte le condizioni per dare loro riconoscimento per far emergere il loro lavoro, spesso sommerso. Siamo molto indietro, purtroppo. Per quanto mi riguarda c’è una grande attenzione ed un ringraziamento a queste donne, ma dobbiamo anche fare delle leggi che consentano un loro riconoscimento, le mettano in regola, concedano, quindi, i loro legittimi diritti. Non possono uscire dal Paese, grazie alle rigidità delle legge Bossi-Fini, e non rivedono i propri figli per anni. Insomma, la politica dovrebbe prendersi una grande responsabilità nei confronti di queste donne”.

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia 03/10/2007

lunedì 8 ottobre 2007. Letture: 2994.


Commenti

  1. RM ha detto:

    Quel monumento non e’ solo un offesa alle donne, e’ un offesa al intelligenza.
    Katia Zanotti, ha risposto bene:

    “C’è una legge di equilibrio, ma le donne che sono costrette ad abortire non lo fanno mai con leggerezza, perché è una scelta sempre di sofferenza. Le donne non sono per l’aborto”

    Invece al Monsignor Ugo Della Camera, devo proprio chiedere: Quel monumento ai bambini mai nati puo essere condiviso dai bambini Egiziani che furrono uccisi con le 10 piaghe contro l’egitto?

    Perche anche quei bambini non avevano nessuna colpa, forse l’unica colpa e di non essere dalla parte di un dio il quale non avendo molta fantasia per liberare gli ebrei (ipoteticamente popolo scelto dal loro ipotetico dio) scelse di uccidere i primi nati.

    Senza dare colpa al suo dio, Monsignor Ugo Della Camera oppure alle donne che scelgono di abortire, secondo lei chi ha piu merito ad un monumento; un dio che sceglie di uccidere bambini perche non e’ capace di liberare ebrei dagli egiziani oppure donne che abortiscono che non sono capaci oppure non hanno la volonta’ di portare avanti la loro gravidanza?

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