Attualità - Rotondi. “Tabacchine”, Mainolfi: “An vicina ai lavoratori. Dal centrosinistra cinque anni di fallimenti sulle politiche occupazionali”.

Foto Rotondi

ROTONDI – A tenere ancora banco nel comune caudino, e non poteva essere altrimenti, è la questione delle circa sessanta lavoratrici del comparto tabacco in forza allo stabilimento di Santa Maria Capua Vetere, che rischiano di restare senza occupazione a causa del trasferimento della produzione a Battipaglia. Sulla vicenda interviene il presidente cittadino di Alleanza nazionale Aniello Mainolfi.
“lunedì in un incontro con il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli – esordisce – alla presenza del sindaco di Rotondi ho illustrato e chiesto un suo diretto interessamento nella spinosa vicenda del tabacchificio, in procinto di chiudere. Un fatto che – spiega Mainolfi – associato al mancato reimpiego dei dipendenti (stagionali e non) attualmente in servizio presso la struttura di Santa Maria Capua Vetere determinerà la perdita del lavoro di un folto gruppo di operai di Rotondi, circa 60, che rappresentano il 5% della forza attiva della popolazione del paese”. Il presidente di aenne passa poi in disamina la crisi più ampia dell’intero settore: “La crisi del tabacco non deriva da una effettiva riduzione dei consumi ma solo da una importazione senza regole e a prezzi stracciati da paesi in via di sviluppo, in cui si lavora senza il rispetto dei diritti umani. C’è bisogno di un intervento drastico – prosegue Mainolfi – per impedire che prodotti sottocosto arrivino in Europa. Ben venuti ai dazi e alle quote, unico metodo per salvarsi. Non come professano i Montezemolo o i Della Valle, che predicano per la salvezza economica del paese e poi producono in Cina, Romania, Turchia, Marocco o India. Non sono un razzista, ma solo un italiano”.
Ma è evidente che per Mainolfi una buona fetta di responsabilità della situazione attuale è del centrosinistra, che da anni governa provincia e regione. “Ricordo che nei giorni della chiusura del glorioso stabilimento di Campizze – riprende Mainolfi – che aveva garantito sviluppo e benessere in Valle Caudina per 40 anni, qualche onorevole del centrosinistra (nella campagna elettorale del 1996) si spingeva ad assicurare che la struttura non sarebbe stata chiusa, cui ha fatto seguito una interpellanza alla IV Commissione finanze e un intervento al Senato nel 1997 da parte di un senatore di Rifondazione Comunista. Ben poca cosa rispetto alle minacce di dimissione proferite in pubblica piazza, e ben poca cosa visto che in quegli anni il centrosinistra era al governo del Paese, della regione e della provincia. Per Rotondi, per i lavoratori e le lavoratrici – conclude Mainolfi – sono giorni di attesa e di speranza. Alleanza Nazionale è vicina a loro”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

lunedì 23 gennaio 2006. Letture: 2001.


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