Attualità - San Martino V.C. Il maltempo rallenta le operazioni di sgombero a “Borgo Annunziata”

SAN MARTINO VALLE CAUDINA – C’è ancora incertezza sulle sorti e sul numero delle famiglie sammartinesi residenti nei pressi di “Borgo Annunziata” che nei prossimi giorni dovranno abbandonare temporaneamente le proprie case.
A causa dell’incessante maltempo che ha afflitto un po’ tutto il comprensorio nei giorni scorsi, il geologo incaricato dal genio civile di Avellino non ha potuto ancora portare a termine le procedure di sopralluogo.
Iniziativa fondamentale per rendersi conto in maniera precisa e nella massima sicurezza di quanti nuclei familiari debbano effettivamente trasferirsi. Come già anticipato nei giorni scorsi da “Ottopagine”, infatti, l’area circostante il Borgo antico – lungo la centralissima Via Roma, da poco rimessa a nuovo – dovrà essere evacuata perché interessata da interventi di messa in sicurezza.
I lavori riguardano la rimozione di alcuni massi e il consolidamento del costone per evitare il ripetersi di piccoli cedimenti franosi – che si sono verificati negli anni scorsi, ma che per fortuna non hanno provocato gravi danni.
Di qui la decisione da parte del genio civile di procedere con le procedure di rilevamento dell’effettivo rischio per le abitazioni adiacenti l’area interessata dai lavori.
Dal canto proprio, l’amministrazione sta valutando tutte le strutture ricettive sul territorio in grado di ospitare le famiglie. Il maltempo sta ritardando oltremodo le procedure di verifica, necessarie anche per avere un quadro più preciso della temporanea emergenza. Certo è che la questione è delicata e non va sottovalutata, evacuando anche quei nuclei familiari solo lambiti da eventuali rischi.
In ogni caso, stando a quanto affermano voci provenienti dalla casa municipale, si tratterebbe di al massimo tre-quattro famiglie. Se le condizioni meteorologiche dovessero migliorare, si potrà certamente avere un quadro più preciso della situazione.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine 7 marzo

domenica 12 marzo 2006. Letture: 1746.


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