Attualità - San Martino VC. Il secondo lotto della scorrimento veloce diventi un pista ciclabile

Foto San Martino Valle Caudina

La strada a scorrimento veloce diventi a scorrimento lento. Il secondo lotto venga aperto ma solo a biciclette e a pedoni. E’ questa la richiesta che, in una lettera provocazione, l’architetto Erminio Petecca, segretario della sezione dello sdi di San Martino Valle Caudina, fa al presidente dell’asi di Avellino, Pietro Foglia.

La missiva è stata recapitata quando mancano solo poche settimane all’inaugurazione del secondo lotto dell’asse attrezzato, quello che da San Martino arriva sino a Roccabascerana, ed è stato ufficializzato che il terzo lotto che arriva sino ad Altavilla Irpina ha ottenuto il finanziamento grazie alle grandi opere della regione Campania. Quella di Petecca è una presa di posizione che va in controtendenza rispetto al pensiero dominante visto che tutti hanno sempre pensato come l’asse attrezzato Paolisi – Pianodardine potesse essere la grande via di comunicazione per strappare la nostra Valle dall’isolamento e dal sottosviluppo.
Un’idea ancora più forte visto che nel prossimo mese di dicembre dovrebbe arrivare sulla strada statale Appia ed essere collegata direttamente all’asse attrezzato la fondo Valle Isclero. Un’arteria che assicurerebbe collegamenti veloci con i caselli autostradali di Caserta sud e Caianello, rendendo la Valle Caudina baricentrica rispetto a collegamenti viari nord-sud.

Ma Petecca da una parte fa l’elogio della lentezza e dall’altra spiega come il completamente dell’asse attrezzato non sia la panacea di tutti i mali. I limiti di velocità, secondo il segretario cittadino dello sdi, renderebbero la scorrimento veloce identica, per i tempi, alle attuali strade per Avellino. Non solo, secondo Petecca, l’apertura del secondo lotto ai veicoli provocherebbe gli stessi scempi ambientali che si sono registrati con l’apertura del primo lotto. Ossia, la strada diventerebbe un vero e proprio ricettacolo di rifiuti. Ecco perché viene chiesto al presidente dell’Asi di far diventare il secondo lotto una pista ciclabile e campestre. Un modo, insomma, per stigmatizzare comportamenti incivili da un lato e la totale mancanza di controlli dall’altro.

Fonte: Retesei

lunedì 29 ottobre 2007. Letture: 2588.


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