Attualità - San Martino VC. Il tarallo si appresta a diventare prodotto tipico

Foto San Martino Valle Caudina

San Martino Valle Caudina prova a scommettere su uno sviluppo diverso, uno sviluppo strettamente legato al territorio. Tradizionalmente le giunte che hanno guidato il piccolo centro caudino negli ultimi venti anni sono state quelle maggiormente favorevole all’istituzione del parco regionale del Partenio.

Mentre in altri paesi come Cervinara si faceva una sorta di gara a chi alzava il limite sempre più in alto, a San Martino, invece, c’era una tendenza esattamente opposta. Ed, infatti, il pregevole centro storico si trova nel perimetro dell’area protetta. Cosa vuol dire questo? Vuol dire ad esempio che nei prossimi mesi apriranno in paese una ventina di attività commerciali, come bed and breakfast, enoteche, agriturismi, ristoranti e bar, completamente finanziati dalle misure dei fondi europei che accompagnano il parco. Questo per intercettare un possibile flusso turistico che dovrebbe essere creato da tutti coloro che intendono visitare le bellezze del Partenio. Ma questa sorta di scommessa continua.

Di recente il comune ha acquisito al proprio patrimonio palazzo Cenci Bolognetti, meglio noto come palazzo Del Balzo, che dopo il restauro diventerà una sede del parco, anzi una porta del parco. Sino a poco tempo fa, si immaginava un turismo dei parchi effettuato solo nella bella stagione. Ma non è così. E’ dimostrato, anzi, che anche l’autunno e l’inverno possono rappresentare degli ottimi periodi per visitare ambienti incontaminati e di grande rilevanza storico – artistica, soprattutto per chi vive nelle grandi città. A patto che ci siano strutture ricettive e San Martino le avrà e che ci siano manifestazioni collaterali in grado di solleticare l’attenzione dei visitatori.

E va proprio in questo senso la manifestazione Luci e Falò che si svolgerà in pieno centro storico nel prossimo mese di dicembre. Una manifestazione curata in tutti i dettagli per esaltare quelle bellezze, tanto che l’amministrazione comunale ha ottenuto un cospicuo finanziamento da parte della regione Campania. La scommessa ora è anche quella di far conoscere i buoni prodotti che vengono coltivati lungo le falde del Partenio. In modo tale che il potenziale turista possa essere preso anche per la gola. E nasce così l’idea di valorizzare il tarallo di San Martino Valle Caudina. Un prodotto semplice ma allo stesso tempo squisito con una ricetta che le donne del piccolo centro si tramandano da secoli. L’assessore al turismo Ignazio Abate ha pensato bene di organizzare proprio nei giorni di Luci e Falò un assaggio di questo prodotto che si concluderà con un rogito che il notaio Luigi Solimene di Avellino effettuerà in quei giorni. Poi la ricetta verrà depositata presso la camera di commercio, diventando una sorta di prodotto tipico e chiunque lo voglia produrre dovrà attenersi ad un disciplinare specifico. Va da se che questa è un’altra grande opportunità che viene creata in un progetto complessivo lontano anni luce dall’approssimazione di altri comuni della Valle.

Fonte: Retesei

giovedì 18 ottobre 2007. Letture: 3701.


Commenti

  1. carmine ha detto:

    noi giovani di Cervinara ci abbuffiamo di chiacchiere e gli altri fanno i fatti. Pensate che S.Martino è l’unico comune ad aver avuto finanziamenti per quasi tutti i progetti presentati, sia in ambito regionale che provonciale senza contare che la maggior parte di questi sono elaborati da giovani che si dedicano interamente alla politica e non alle bazzecole da bar. Ai molti giovani di Cervinara vi invito a riflettere su di un punto : ma non è per caso che l’unione fa la forza? Le gelosie e le invidie lasciatele a casa e se non ne siete capaci, per il bene della comunità chiudetevi nelle vostre squallide tane e per favore tacete per sempre inutili sanguisuga.

  2. Sammartinese ha detto:

    Scusa Carmine,
    ma i sammartinesi non sono quelli che stanno davanti al bar? allora non è come dite voi… qualcosa lo facciamo… forse il bar ci serve per parlare dopo le riunioni e non per ca..eggiare

  3. RM ha detto:

    Non credo che Carmine parlava dei sammaritnesi, credo che si riferiva ai cervinaresi.

  4. carmine ha detto:

    non si tratta di Cervinaresi o Sammartinesi qui si tratta di persone vogliose di dare per la propria comunità senza chiedere nulla in cambio, se non il benessere per tutti i suoi concittadini. Chi stà davanti ai bar? Beh!! Mi dispiace per lui e, per il suo di futuro che preclude, e che delegherà ad altri; che a loro volta lo manipoleranno a loro uso e piacimento

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