Attualità - San Martino V.C. L’assessore Pisaniello: “Non voterò mai un bilancio elettorale. Basta contributi ad personam, dire cosa si vuole veramente per la cultura e le politiche sociali nel nostro paese”.

SAN MARTINO V.C. – “Non voterò mai un bilancio elettorale, e soprattutto che non recepisca le direttive sulla cultura e sulle politiche sociali venute fuori dai lunghi e laboriosi incontri tra i partiti del centrosinistra”. Va giù duro l’assessore alla cultura e alle politiche sociali Pasquale Pisaniello. Che in questa intervista chiarisce il suo “nuovo ruolo” dopo la parentesi ai lavori pubblici.
Assessore, quali i motivi del cambiamento di delega?
“Dietro questa operazione non c’è nessuna dietrologia, come qualche assessore della giunta ha paventato. Solo la presa d’atto di una richiesta avanzata da un anno nella convinzione che la mia opera ai lavori pubblici non fosse utile al paese. E questo non perché sia incompetente, ma perché dall’altro lato non si potevano disperdere dieci anni di lavoro nel campo della cultura con la giunta La Pietra e la prima Cocozza dopo il riconoscimento unanime al mio operato. E soprattutto perché ho visto questo settore strategico del paese relegato in una zona sempre più marginale”.
Nel corso degli anni San Martino ha perso il proprio peso in questo campo?
“Il problema è che si preferito dar luogo a distribuzioni a pioggia di prebende e soldi, un fatto che ha nuociuto al paese. E spesso si sono spesi importi superiori a quelli negati alla Pro Loco, per la quale va fatto un discorso a parte. Si tratta di un patrimonio che a voce abbiamo sempre voluto difendere e che poi in concreto non è stato fatto. Certo, sono cambiate molte condizioni rispetto al passato, ma si poteva pilotare la trasformazione verso qualcosa che potesse giovare al paese”.
Ma i problemi non riguardano solamente il comparto culturale.
“Purtroppo nel nostro paese c’è una condizione di povertà diffusa, ed il ruolo delle politiche sociali è allo stesso tempo importante e delicato. Ho forzato per dare vita ad un polo culturale di livello come quello nell’ex macello, e per affiancate un’altra unità alla signora Cocozza nel settore delle politiche sociali. Se un difetto c’è stato, è la lunghezza del procedimento, che ha avuto una gestazione troppo lunga”.
Si potrà incedere già su questo finale di consiliatura?
“Il primo banco di prova sarà il prossimo bilancio. Se le buone intenzioni espressi nei colloqui tra i partiti non sono solo aria fritta, bisogna attendersi delle risposte concrete. Personalmente, non voterò mai un bilancio che non sia rispondente a quelle precise regole fissate dai partiti di centrosinistra, evitando contributi personali che avrebbero solo scopi elettorali. Se ci sarà una serena discussione nel partito e la giunta recepirà queste direttive, vedremo, ma gli spazi di manovra sono stretti mancando solo pochi mesi. Ma più in generale bisognerebbe capire cosa si vuole fare della cultura nel nostro paese. Qualche passo avanti è stato fatto a natale, quando sono state riunite tutte le associazioni del paese. Anche se la giunta, per scarsa fiducia, ha perso finanziamenti della comunità montana del Partenio.
Oltre a quello amministrativo, qual è il dato politico?
“Resta da vedere se nuova amministrazione sarà capace di realizzare quanto detto in questi incontri allargati. Forse questa amministrazione sarebbe dovuta nascere in modo diverso, m non so se è un discorso ancora fattibile. Il modo in cui sta creando mi sembra un po’ di stampo monarchico e per filiazione diretta. Una cosa che mi lascia perplesso. Perché non capisco se è un tentativo di risposta ai numerosi problemi del paese o semplicemente a quelli di qualcuno”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

mercoledì 8 febbraio 2006. Letture: 2117.


Forse ti possono interessare anche queste notizie