Attualità - Valle Caudina. Si attende dalla Regione il parere positivo sul finanziamento della Paolisi-Pianodardine

Foto Valle Caudina

L’Asi di Avellino, la giunta provinciale e le amministrazioni locali, hanno fatto tutto quello che era di loro competenza. Ora tocca alla regione Campania inserire l’asse attrezzato Paolisi Pianodardine tra le opere primarie da finanziare nella piattaforma stato – regione. L’obiettivo immediato è quello di ottenere il finanziamento di almeno il terzo lotto quello che da Roccabascerana arriva ad Altavilla Irpina.

Si tratta di appena dieci chilometri di strada che hanno, però, un costo di circa 52 milioni di euro, senza contare i ristori per gli espropri. Il tratto, infatti, è tortuoso ed accidentato ma comunque essenziale perché il pericolo grande è quello che la giunta Bassolino possa definitivamente far tramontare la sua realizzazione. Ricordiamo che il completamento dell’asse attrezzato è l’unica opera della provincia di Avellino, approvata dalla cosiddetta legge obiettivo. La progettazione è stata già realizzata e dovrebbe essere solo finanziata. Purtroppo in Irpinia, come al solito, qualcuno ha voluto fare il furbo ed ha fatto orecchie di mercante, tentando l’ennesimo scippo ai danni della comunità caudina. Tanto che è stato necessario una forte denuncia da parte del presidente dell’Asi, Pietro Foglia, per costringere alla mobilitazione le amministrazioni locali e soprattutto per ottenere dalla giunta De Simone una delibera con la quale l’opera viene definita primaria.

In precedenza, infatti, si era puntato su altri progetti. Ma ora è arrivato il momento della verità perché gli adempimenti sono stati tutti completati. Tocca al governatore Bassoino e all’assessore ai trasporti Cascetta fare l’ultima mossa. La realizzazione della scorrimento veloce per la Valle Caudina è essenziale. Innanzitutto perché abbatte le difficoltà per raggiungere il capoluogo di provincia ma poi soprattutto potrebbe far decollare la zona industriale di Cervinara che sino ad oggi è stata scelta solo da pochi volenterosi imprenditori del posto. Si tratta di un debito che l’Irpinia ha maturato con questa terra e che ora è giunto il momento di saldare.

Fonte: Retesei

martedì 21 novembre 2006. Letture: 1754.


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