Attualità - Valle Caudina. Già ottomila le firme per il presidio di primo soccorso

Foto Valle Caudina

Sono ottomila le firme raccolte sino ad oggi per chiedere all’assessorato regionale alla sanità l’istituzione di un posto di primo soccorso per servire tutti i comuni della Valle Caudina. Un vero e proprio record perché la mobilitazione è iniziata solo domenica scorsa. Le firme già lunedì prossimo saranno inviate a Napoli, a palazzo Santa Lucia, ma la mobilitazione continua perché intenzione degli organizzatori è quella di arrivare a quota trentamila prima delle fine del mese di Febbraio.

Insomma l’iniziativa ha ottenuto il successo sperato dagli organizzatori proprio perché il problema è molto sentito dalla popolazione di tutti i comuni della Valle. Nonostante la celerità dei soccorsi portati dal 118 per raggiungere l’ospedale di Benevento, che è quello più vicino, da uno dei comuni caudini, si impiega non meno di venti minuti. Ma visto che per arrivare nel capoluogo sannita è necessario percorrere la strada statale Appia e questa, negli ultimi tempi, sta registrando una forte congestione di traffico, i tempi possano anche allungarsi. E si tratta di troppi minuti per salvare una vita umana.
Così il dottore Ugo Esposito che ha organizzato la petizione ha ipotizzato che il posto di primo soccorso potrebbe nascere lungo la strada statale Appia, o nel comune di Montesarchio o in quello di Rotondi. La statale è, infatti, baricentrica rispetto a tutti i comuni della Valle e per arrivarci è solo questione di una manciata di minuti. Una lotta che al momento sembra difficile, visti i tagli che si stanno portando al settore della sanità ma in ballo c’è il diritto alla salute che tutti i cittadini hanno e, quindi, non dovrebbe essere impossibile. E mai come in questo caso si tratta di una spinta che viene dal basso e, forse, i politici farebbero bene a tenerne conto perché ogni volta che si arriva in ospedale con qualche minuto di ritardo c’è il rischio che qualcuno possa morire.

Fonte: Retesei

venerdì 2 febbraio 2007. Letture: 1737.


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