Attualità - Valle Caudina. Lo speciale di “Ottopagine” sulla scorrimento veloce: nonostante gli incidenti e gli allarmi, l’Asi non è mai intervenuta. E intanto resta il problema sicurezza tra mini-discariche, asfalto viscido e segnaletica inesistente.

Foto Valle Caudina

SAN MARTINO V.C. – Incidenti a raffica, tamponamenti e voli nella scarpata. Non è un bollettino di una competizione da rally ma il tragico bilancio cui quasi sistematicamente la Valle Caudina deve far fronte quando si parla di strada a scorrimento veloce paolisi-Pianodardine. L’attenzione degli ultimi mesi sui cantieri aperti per la realizzazione del secondo lotto (quello che da San Martino Valle Caudina conduce a Roccabascerana) ha in parte distolto l’allarme che quasi ogni giorno viene dall’arteria già esistente ed operativa da diversi anni.
Il tratto che da Paolisi arriva ad intersecare Via Campanino a San Martino Valle Caudina – oltre ad essere quello più semplice da costruire, viste le scarse difficoltà ambientali – è anche quello più pericoloso della strada. Nata come un progetto per collegare finalmente in maniera adeguata la Valle Caudina al capoluogo avellinese e che invece si dimostra come una delle più pericolose arterie stradali dell’intera provincia. Anche perché sulla strada convergono un mix di fattori esplosivi: da un lato l’alta affluenza di auto lungo Via Campanino, che è la strada principale che collega il comune caudino a quello confinante di Montesarchio. L’ultimi incidente in ordine cronologico ha visto protagonista venerdì pomeriggio una Passata SW il cui conducente, non accortosi dell’incrocio, è finito nella scarpata a ridosso della provinciale. Per sua fortuna è rimasto illeso, ma la macchina ha subìto inevitabilmente gravi danni. Solo l’ultimo di una serie incredibile di incidenti – per fortuna raramente gravi – che però non sono riusciti a sollecitare le coscienze di chi di dovere per intervenire e mettere fine a questo inaudito stillicidio.
A dimostrazione di ciò, le innumerevoli mancanze arrivano soprattutto per ciò che concerne la manutenzione stessa dell’arteria stradale Asi. Diversi ed ingiustificabili i capi d’imputazione: l’asfalto, ogniqualvolta si deve fare i conti con delle precipitazioni piovose, diventa estremamente viscido e pericoloso per le automobili. La segnaletica orizzontale è pressoché inesistente per larghi tratti, causando gravissimi disagi soprattutto nelle giornate dove la nebbia diventa fitta e la circolazione difficile. Buona parte delle piazzole di sosta sono pressoché inservibili, visto che sono diventate delle mini-discariche abusive, prese di mira dagli inquinatori senza scrupoli di turno.
Ma ancora, lo stesso sistema di illuminazione lascia molto a desiderare, specialmente quello a semaforo lampeggiante che prescrive agli automobilisti (o almeno dovrebbe) che si sta per arrivare ad un incrocio pericoloso. Il pannello ad energia solare ha funzionato solo i primi tempi, per poi finire come gran parte della segnaletica a fonte rinnovabile del comprensorio: vale a dire, inservibile ed inutile. Tutte mancanze, queste, che unite alla immancabile alta velocità su una strada dove per buona parte il limite è fissato a 90 km/h, rendono bene l’idea di quanto fosse difficile evitare un incidente lungo la Paolisi-San Martino. Specialmente per chi non è della zona e non conosce la “trappola” pronta a scattare all’incrocio con Via Campanino.
Appelli, richieste di risarcimento, dichiarazioni durissime che pure si sono susseguite nel corso degli anni non sono però servite a far intervenire i vertici Asi per tentare quantomeno di metter in atto delle contromisure adeguate per ridurre l’altissimo numero di incidenti. E, quando lo si è pensato, non è servito praticamente a nulla.

Pedoto: “Dall’Asi tante mancanze, ma serve anche più collegialità tra i comuni”
Il delegato Asi di San Martino interviene sulla vicenda

SAN MARTINO V.C. – Luigi Pedoto, delegato Asi del comune di San Martino Valle Caudina, è stato tra i primi a sollevare il problema della sicurezza lungo la Paolisi-San Martino. E ovviamente è tra i principali accusatori della totale inerzia delle istituzioni.
“Sono stato criticato per le posizioni che ho assunto in passato – dice ad “Ottopagine” – perché mi sono opposto e forse secondo loro non avrei dovuto farlo”. L’epsonente dei diesse di San Martino va giù duro, cominciando a trattare di tutte le occasioni sprecate dall’Asi sul territorio: “Il suo compito per ciò che concerne lo sviluppo dovrebbe essere quello di promuovere e organizzare le aree Asi della provincia, compresa quindi quella della Valle Caudina. Non si può aspettare all’infinito che certi progetti vadano a buon fine. Prima di quella data bisogna mettere in moto tutti i meccanismi necessari per rendere appetibile la nostra area ad eventuali investitori”.
Poi, il discorso passa sulla gestione e manutenzione della strada a scorrimento veloce: “Il degrado di quella strada è sotto gli occhi di tutti – prosegue Pedoto – e l’Asi ha dato in appalto la sua pulizia ad una ditta che interviene solo saltuariamente. La verità invece è che bisognerebbe intervenire con forza, soprattutto all’altezza dell’incrocio, mettendo in evidenza il pericolo della strada che finisce”. Finora di interventi davvero risolutivi, però, nessuna traccia. “Venerdì c’è stato un altro incidente con un conducente vivo per miracolo. Non si può stare ancora con le mani in mano – tuona – ma si devono metter in moto al più presto delle iniziative in gradi di garantire maggiore sicurezza agli automobilisti. E questo prima ancora della realizzazione della prevista rotonda una volta ultimato il secondo tratto, fino a Roccabascerana. Il problema è urgente – insiste Pedoto – anche perché la strada è diventata ad alta percorribilità, visto che il grosso del trasporto su gomma per Benevento, Bari e Foggia passa da lì”.
Responsabilità certe da parte dell’Asi, dunque, ma Pedoto vuole sollevare anche un altro interrogativo, appellandosi ai comuni e alle forze dell’ordine: “L’Asi avrà pure le sue colpe – conclude – ma è anche vero che non le si possono addebitare tutte le colpe. Servirebbe un’azione più incisiva da parte delle forze dell’ordine, ma soprattutto un maggiore coordinamento tra i comuni di San Martino Valle Caudina e Cervinara. Che finora non c’è stato”.

SPECIALE A CURA DI GIOVANBATTISTA LANZILLI

Fonte: Ottopagine

lunedì 30 gennaio 2006. Letture: 5823.


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