Attualità - Valle Caudina. Presidio medico, ultimatum ai comuni

Foto Valle Caudina

Il Comitato “Lina Maddaloni”, attraverso un pubblico manifesto, chiede alle amministrazioni comunali della Valle Caudina di svegliarsi dal torpore che le ha fin qui caratterizzate e di mettere finalmente in campo una forte iniziativa in grado di sostenere la battaglia per l’istituzione di un presidio medico di primo soccorso in Valle Caudina.

La battaglia ha preso il via già da diversi mesi, e ha raccolto decine di migliaia di firme tra i cittadini del comprensorio caudino, che hanno deciso di sostenere in massa l’iniziativa portata avanti dal dottor Ugo Esposito, fondatore del comitato che porta il nome di sua moglie, “Lina Maddaloni”. Un sostegno massiccio arrivato anche dalle associazioni che via via si sono aggregate alla campagna di sensibilizzazione, e che sono poi diventate protagoniste della campagna di raccolta firme.
Ma se da parte di cittadini e associazioni sono arrivate tantissime attestazioni di solidarietà all’iniziativa promossa dal comitato che ha sede a Montesarchio, stesso discorso non si può fare per le amministrazioni comunali. Che al di là di generiche affermazioni di sostegno alla campagna promossa dal dottor Ugo Esposito, ha visto ben pochi atti “concreti”. A cominciare, ovviamente, dalla richiesta avanzata più volte dal comitato “Lina Maddaloni” di andare in consiglio comunale per deliberare in via ufficiale la volontà di istituire un centro di primo soccorso in Valle Caudina. Si tratta di una iniziativa che sarebbe dovuta essere portata avanti già da qualche mese, e della quale invece in pochissimi enti c’è traccia.

Di qui la rabbia del comitato, che in un pubblico manifesto fatto affiggere nei giorni scorsi lungo le strade dei vari comuni del comprensorio, ha invitato fortemente le amministrazioni comunali caudine a non tradire la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini della Valle. E ponendo ai vari sindaci e consiglieri comunali degli undici comuni come data ultima per porre rimedio a questa mancanza il 31 marzo prossimo. Del resto, non è una novità che una proposta del genere – che verrà portata sui tavoli regionali ed in particolare su quello dell’assessore alla sanità Angelo Montemarano – per avere più “forza” e maggiori possibilità di essere portata avanti, oltre alle firme della popolazione, necessita anche delle iniziative delle singole amministrazioni. In modo tale da rendere ben chiaro il proposito unitario che proviene da tutto il comprensorio, e non rappresenta una iniziativa estemporanea. Adesso, le amministrazioni comunali sono tenute – se credono veramente nel progetto portato avanti dal comitato interprovinciale “Lina Maddaloni” – a portare ufficialmente in consiglio la propria iniziativa di sostegno per la tutela della salute dei cittadini della Valle Caudina.

Fonte: Ottopagine.it

domenica 25 marzo 2007. Letture: 1828.


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