Comunicati - Benevento. Nota di Ekoclub International sulla prostituzione: “Aiuto per le vittime della tratta del sesso”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente nota di Luigi La Monaca, presidente di Ekoclub International Benevento:

“E’ di queste ore una notizia relativa a un’operazione dei Carabinieri che, nel corso di un intervento, hanno salvato due giovani rumene dall’obbligo di prostituirsi. In strada, da un po’ di tempo a questa parte, anche nel Sannio sono apparse giovani donne, di etnie diverse che, per “vivere” o, per meglio dire sopravvivere, sono costrette a prostituirsi. Per gli osservatori poco attenti e, spesso, poco sensibili, quello delle “lucciole” in strada è un fenomeno da deprecare e, da combattere in tutti i modi. Spesso le Forze dell’ordine ricevono segnalazioni per la presenza di qualche donna dedita al mestiere più antico del mondo.

Poche persone, quelle più sensibili, si chiedono cosa portano nel loro animo queste signore e soprattutto si chiedono qual è la loro storia e il motivo per il quale si prostituiscono. La maggior parte delle volte, queste donne, hanno delle storie che farebbero rabbrividire anche gli esseri più duri di cuore. Il 90% delle “lucciole”, purtroppo, è sfruttato e costretto a fare la “vita” per la sua sopravvivenza e quella dei suoi familiari. Le ragazze del continente africano giungono in Italia “grazie” all’interessamento di vere e proprie “Maitresse” che impongono loro, una volta giunte nella nostra nazione, prestazioni sessuali per il riscatto della libertà. Le somme raggiungono anche 30.000 euro per ritenersi “libere”! I parenti delle malcapitate, spesso mamme e figli, rimasti in Africa, rischiano la vita se le ragazze in Italia, non fanno il loro “dovere”! Ore intere al freddo o al caldo intenso, incontri con personaggi di ogni genere con tutti i pericoli e conseguenze del caso. Alcune volte, anche le forze dell’ordine, sono costrette ad allontanare le donne, risolvendo, solo parzialmente, il problema. Bisogna colpire le organizzazioni internazionali del contrabbando di esseri umani e, contemporaneamente, trovare a queste creature una sistemazione e una vita degna di questo nome. Questi comportamenti non sono dettati solo da una giusta morale ma, anche, dalla Religione Cristiana che, nel Nostro Paese è spesso semplicemente predicata ma, altrettanto spesso ignorata. La carità Cristiana prevede, soprattutto, l’accoglienza e il rispetto per chi riteniamo diverso da noi e, un passo del vangelo recita così: “Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te”! Un’altra considerazione da fare è quella della domanda e dell’offerta, se c’è una donna straniera che si prostituisce, c’è un nostro connazionale che ne richiede le “prestazioni”, non dobbiamo adoperare due pesi e due misure. In Italia la prostituzione non è un reato (“La prostituzione non è un reato”, la Cassazione boccia la procura di Rimini), mentre il suo sfruttamento e l’adescamento si. Sarebbe opportuno che, gli uomini dotati di buona volontà, s’immedesimassero nelle situazioni di disperazione delle povere donne e, per quanto possibile dessero loro una mano e spendessero una parola di conforto e di speranza. E’ in discussione al Governo Italiano una legge che prevederà l’esercizio del meretricio con conseguente regolamentazione, noi, siamo assolutamente contrari alla mercificazione del proprio corpo ma, nel contempo siamo per la libera scelta e per un recupero a una vita normale di queste nostre sorelle sfortunate“.

sabato 14 giugno 2014. Letture: 929.


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