Cronaca - Arpaia. Il WWF ringrazia magistratura e carabinieri per il sequestro della cava

Il WWF Sannio apprende con soddisfazione la notizia del sequestro della cava del Monte Tairano, gestita dalla ditta 3 C ( Cava Calcarea Caudina), operato dai Carabinieri, su ordine dei Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica di Benevento, Antonio Clemente e Giovanni Tartaglia Polcini.

L’enorme cava sorge nel valico delle Forche caudine, al confine tra i Parchi Regionali del Partenio e del Taburno-Camposauro. Nel 1993, in seguito ad un esposto del responsabile del WWF del Partenio, Maurizio Balletta, la Regione Campania ordinò la sospensione dell’attività estrattiva e la ricomposizione ambientale dell’area. Dalla medesima segnalazione scaturì un procedimento penale da parte dell’allora Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Benevento per reati paesaggistici e contro l’ambiente che, nel dicembre 1994, culminò in una sentenza di condanna con ordine di ripristino dello stato dei luoghi a carico dell’amministratore unico della “3 C” (Cave calcaree caudine) S.r.l. Sia l’ordine di ricomposizione ambientale adottato dalla Regione Campania, sia l’ordine pretorile di ripristino dello stato dei luoghi, per lunghi anni, non sono stati eseguiti, fino a quando, dopo varie sollecitazioni del WWF, la Procura della Repubblica avviò finalmente un procedimento per l’esecuzione della sentenza del 1994 e il giudice monocratico presso la Sezione distaccata di Airola, dott.ssa Silvana Clemente, approvò un progetto di ripristino ambientale, ordinando, forse per la prima volta in Italia, la ricomposizione di un’intera montagna.

Anche tale provvedimento venne impugnato dai cavatori innanzi alla Corte Suprema di Cassazione che respinse il ricorso. Altro fronte si apriva innanzi al TAR Campania, quando la Provincia di Benevento, in data 2.10.1997, con otto anni di ritardo, prendeva atto della delibera della Commissione per le bellezze naturali presieduta dall’ex Presidente Tedeschi che vincolava il Monte Tairano, vietando, di fatto, l’attività estrattiva. Il WWF si costituì in giudizio a favore della Provincia che, però, inopinatamente, ritirò la deliberazione ( che, però, non ha più riproposto!). Intanto, la ditta 3C, nonostante l’ordne giudiziario di ripristino, produceva istanza di prosecuzione dell’attività estrattiva e di valutazione di impatto ambientale che, grazie all’opposizione del WWF, venivano respinte dall’Avv. Barbieri, dirigente del competente Settore regionale. I cavatori ricorrevano al TAR – ove il WWF interveniva ad opponendum- che annullava il provedimento regionale. Attualmente il giudizio pende innanzi al Consiglio di Stato. Contemporaneamente i cavatori cercavano di intimidire il WWF, citando innanzi al giudice civile l’attivista più esposto, con una richiesta risarcitoria per due miliardi di lire.

Tale giudizio, tuttavia, veniva ad estinguersi, per inattività delle parti. Nonostante il Monte Tairano sia vincolato paesisticamente e debba essere protetto anche per salvare un luogo storico come il valico delle Forche caudine, in questi anni il WWF è stato lasciato solo a combattere una battaglia contro “poteri forti”, tanto forti da indurre il senatore Giovanni Lubrano Di Ricco a presentare nella XIII Legislatura un disegno di legge speciale di vincolo ex lege dell’area.

La battaglia non è certamente finita: il nuovo Piano estrattivo Regionale pare consenta di riprendere l’attività di coltivazione della cava. Il WWF lo ha impugnato innanzi al TAR. Il sequestro disposto dalla Procura sannita dà nuovo slancio alla battaglia del WWF che continua a sognare di trasformare la cava in un museo celebrativo dei sanniti e delle Forche caudine.

Fonte: Retesei

venerdì 6 aprile 2007. Letture: 3009.


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