Cronaca - Bucciano. Scoperto un club a luci rosse. Tratte in arresto sei persone.

Foto Bucciano

La regina Nefertari era la moglie del faraone Ramses secondo. Famosa per la sua bellezza nell’antico Egitto ed oggetto di studio da parte degli archeologi a seguito del ritrovamento della sua maestosa tomba nella valle delle regine, avvenuto nel 1904. A Nefertari era intitolata un’associazione culturale che aveva sede a Bucciano, nel cuore della Valle Caudina.

Nello statuto dell’associazione c’era proprio lo scopo di promuovere l’antica e nobile cultura egizia ma, in realtà, il fine culturale era solo un paravento per nascondere un altro tipo di attività, la prostituzione o meglio lo sfruttamento delle donne ai fini della prostituzione. Nella notte, i carabinieri della compagnia di Montesarchio, al comando del capitano Franzese, hanno fatto irruzione nel club a luci rosse ed hanno tratto in arresto sei persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla sfruttamento della prostituzione.

In manette sono finiti la 48enne, Antonietta Villano, di Melito di Napoli, che secondo gli investigatori, era al vertice dell’organizzazione insieme al 63enne, Andrea Romano. Entrambi ora si trovano reclusi presso il carcere di contrada Capodimonte a Benevento. La misura degli arresti domiciliari, invece, è scattata nei confronti di Giuseppe Iodice, 50enne, nato a Roccabascerana ma di fatto residente e Bucciano, Filippo De Nigris, 44enne di Puglianello, Sabato Felli, 22enne di Casoria e Carmine D’Andrea, 29enne di Sant’Antimo.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore, Maria Amalia Capitanio, che insieme ad altri due magistrati fa parte di un vero e proprio pool, voluto dal capo della procura di Benevento Pilla per perseguire questo tipo di reati ma anche quelli che si effettuano contro le persone più deboli, come appunto, le donne. E quello di Bucciano è il terzo club a luci rosse scoperto in provincia di Benevento dall’inizio dell’anno. Il primo si trovava a Montefusco, il secondo a Frasso Telesino ed il terzo, appunto, in Valle Caudina. Ed in tutti e tre i casi i vertici di queste organizzazioni provengono dal napoletano.

E’ come se venissero scelti paesi piccoli, pensando che sia più difficile indagare su quello che avviene all’interno. Le indagini per fare piena luce sull’attività svolta dal Nefertari sono partite nell’ottobre del 2005. I carabinieri del capitano Franzese ed anche della stazione di Airola, grazie a pedinamenti e ad intercettazioni telefoniche hanno fatto piena luce sul mercimonio di corpi che veniva svolto all’interno. Per godere delle grazie delle ragazze del club, la maggior parte delle quali, provenienti dall’Europa dell’est e prive del permesso di soggiorno, si pagava una tariffa che variava dai 70 ai 110 euro. Ma, volendo, si potevano avere ragazze anche per incontri a domicilio, per festini, addii al celibato ma anche per momenti più discreti. In questo caso la tariffa era molto più alta. Si pagava dai 300 ai 500 euro. Ad accompagnare le ragazze in trasferta era Filippo De Nigris che si faceva pagare prima della prestazione. Il club, invece, era aperto dal mercoledì sera sino alla domenica. Come è immaginabile l’affollamento si intensificava durante i week end. Ma anche la notte scorsa, quando i carabinieri hanno fatto irruzione all’interno del locale hanno trovato ben dodici clienti, nonostante fosse notte fonda ed oggi sia giorno lavorativo.

Nessun particolare, come è giusto, è stato dato sulla clientela che comunque era variegata e composta anche da giovani e professionisti. L’operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso il comando provinciale dei carabinieri di Benevento ed è stata illustrata dal maggiore Sicuro, dal capitano Franzese e dalla dottoressa Capitanio. La villa dove era ubicato il Nefertari è stata posta sotto sequestro. La dottoressa Capitanio ha espresso la grande preoccupazione della procura rispetto all’interesse che il Sannio determina da parte di queste organizzazioni che sembrano prediligere questa terra per i loro affari legati allo sfruttamento del sesso e delle donne, spesso costrette ad esercitare questo mestiere perché ricattate.

Fonte: Retesei

lunedì 2 aprile 2007. Letture: 7210.


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