Cronaca - Cervinara. Lo Speciale di Ottopagine sul consiglio comunale contro la criminalità

Foto Cervinara

CERVINARA – Solidarietà agli esercenti colpiti dagli attacchi della criminalità, ma anche una condanna ferma, netta e autorevole da parte di tutto il consiglio comunale dei “vili attentati” di questi giorni. Il consiglio comunale di Cervinara riunitosi ieri in seduta straordinaria ha chiarito con forza che questi episodi non fanno parte della cultura e della vivibilità propria del comune e dell’intero comprensorio. Attraverso una discussione-fiume di quasi due ore, che ha visto il susseguirsi di interventi lunghi appassionati, l’intero consiglio comunale è sceso in campo a difesa dei commercianti minacciati dal racket e dell’intera cittadinanza.
Con un accorato appello a fare “fronte unito” contro la malavita e a non gettare la spugna ma al contrario ribellarsi a questi “atti intimidatori”. Ospite d’eccezione della seduta, il vicesindaco della vicina Rotondi Luigi Fevola, l’ultimo comune interessato in ordine di tempo dall’esplosione di una bomba carta ai danni di un’attività commerciale. Ma l’attentato avvenuto a distanza di poche ore dal consiglio comunale cervinarese non ha ammorbidito i toni, che anzi sono diventati ancora più duri. Non solo condanna di questi episodi, ma anche e soprattutto un forte appello alla legalità di tutti i giorni, che sembra essere smarrita.
Ma l’assise ha fatto anche un doveroso riferimento – a più riprese sostenuto dai vari esponenti politici – ai colleghi amministratori di Solfora, anch’essi vittime in questi giorni di atti intimidatori, manifestando tutta la propria solidarietà e vicinanza. Ai lavori, in una sala consiliare gremita fino alla conclusione, era presente anche una delegazione di ragazzi dell’Istituto Tecnico per Geometri “Einaudi”. “Questa situazione ci fa tornare indietro di diversi anni – sono state le parole del sindaco Franco Cioffi che ha dato il via al consiglio – e sono segnali che qualcosa sta emergendo. Si tratta di una situazione grave che suscita allarme e che va combattuta in tutti i modi. E’ da domani mattina che bisogna cominciare a dare l’esempio, impedendo anche quelle piccole cose che vanno però contro il senso di legalità, come le soste selvagge o i continui atti di vandalismo che si verificano in città. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti quanti – ha tuonato Cioffi – perché tollerare certi episodi è anche diseducativo per i ragazzi. Bisogna essere fermi nella condanna, perché la guerra è solamente all’inizio”. La condanna è unanime: “Questi episodi non possono essere assolutamente tollerati – sono state le parole del capogruppo di maggioranza Nico Valente – e il nostro compiuto come amministratori è quello di stare al fianco dei cittadini. Il mio appello ai commercianti è di tenere duro e di non farsi intimidire”. A spendere una parola positiva per i più giovani, nella sua doppia veste di assessore alla pubblica istruzione e di dirigente scolastico, è stato Mario Esposito: “La scuola condanna certi episodi, anche perché nelle aule si insegna al rispetto delle regole e della legalità. Gli studenti ed i giovani di Cervinara – ha detto l’esponente della quercia – sono puliti, e desiderano vivere in una società pulita”.
Ma non sono arrivate solo espressioni di condanna e di solidarietà agli esercenti interessati dagli attacchi degli ultimi giorni, ma anche proposte dure, come quelle avanzate dal consigliere di minoranza Giuseppe Ragucci di Alleanza Nazionale: “Porto la solidarietà mia e del mio partito alle vittime di questi attentati meschini. Si tratta di un problema preoccupante – ha detto Ragucci – per il quale occorre trovare una soluzione. E la strada più adatta è quella di favorire una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, anche chiedendo un potenziamento degli organici. Ma al contempo serve anche un’azione più incisiva da parte della magistratura, debellando il sistema delle scarcerazioni facili. Per certi versi, sarebbe utile anche l’intervento dell’esercito, perché con la semplice e sola solidarietà non si risolve nulla. Mi si parla di libertà: ma quale libertà è quella di non poter uscire tranquillamente fuori di casa?”. Di “coesione e sinergia negli interventi da adottare” ha invece parlato il segretario dei democratici di sinistra Paolo Huner: “Solo così – ha detto –, si potranno risolvere questi problemi, perché la maggioranza dei cittadini di Cervinara sono persone perbene”.
Ma la criminalità si combatte anche e soprattutto limitando o eliminando del tutto le situazioni di disagio, a cominciare dalla cronica mancanza di lavoro che spesso spinge i giovani verso la delinquenza. E la discussione su questo tema è stata serrata: “Le parole non servono a nulla se restano fine a sé stesse – ha detto il consigliere di minoranza Pellegrino Casale nel suo apprezzato intervento – anche perché gli imprenditori dopo questo consiglio comunale resteranno con i loro problemi. E simili episodi non incoraggiano certamente nuovi investimenti. E’ necessario creare delle condizioni di lavoro generalizzate, anche perché un giovane che lavoro si guarda bene dall’avvicinarsi alla criminalità. Da questo punto di vista la nostra zona industriale si è rivelata un fallimento. E’ per questo – ha detto l’esponente d’opposizione in un appello rivolto al sindaco Cioffi – che credo sia arrivato il momento di chiedere all’Asi di destinare una larga fetta della zona industriale ad investimenti Pip in grado di accogliere le richieste della piccola imprenditoria, che sono la spina dorsale del paese”. Dei problemi legati allo sviluppo e delle dirette conseguenze sul piano della criminalità, ha parlato anche l’assessore ai lavori pubblici della Margherita Filuccio Tancredi: “Sono rammaricato per gli episodi a cui stiamo assistendo in questi giorni – ha detto – anche perché da mesi siamo impegnati nel miglioramento della qualità della vita. Ma è anche vero che regna un senso di illegalità ancora più diffuso dei singoli episodi di criminalità di questi ultimi giorni. Basti pensare ai continui episodi di vandalismo nella villa comunale, o a quelli degli edili che nonostante ricevano delle sovvenzioni in tal senso, continuano a scaricare i rifiuti di lavorazione nella nostra zona industriale. La quale nel breve periodo sarà oggetto di importanti miglioramenti, coma la costruzione della “Paolisi-Pianodardine”. Lo sviluppo non lo si regala, ma lo si conquista”. Ad aprire un altro fronte in tema di sviluppo è stato il consigliere dell’Udeur Mario Criscuoli: “Dobbiamo contribuire a rimettere in moto l’economia del paese e far sì che ci creino le condizioni per garantire posti di lavoro. In tal senso, l’approvazione di uno strumento importante come il piano regolatore, da realizzarsi nel giro di un trimestre, rappresenterebbe una chiave di svolta”. Ad avanzare una delle proposte poi accolte nelle conclusioni finali affidate al sindaco è stato l’assessore Mario Picca: “La società civile e la classe politica dicono “no” a questi atti. Non è più il tempo delle parole ma quello dei fatti, ed i responsabili di simili atti devono pagare. Per questo credo sia utile e importante che il comune si costituisca parte civile nei processi contro gli attentatori”. Ma a riscontrare un consenso bipartisan è stato anche l’intervento del più giovane rappresentante del consiglio comunale, l’esponente di Forza Italia Gianfranco Lombardi: “Altri comuni in casi simili hanno fatto ricorso ad una massiccia campagna di informazione. Strumenti come il fondo di solidarietà alle vittime di usura e racket ha portato a risultati importanti. Bisogna far conoscere questi strumenti alla cittadinanza, magari anche attraverso l’istituzione di un numero verde territoriale che raccolga le denunce, anche anonime, delle vittime di questi abusi”. A sollevare un interrogativo importante è stato il capogruppo di “Verità e Rinnovamento” Sergio Clemente: “Occorre trovare delle soluzioni condivise per uscire da questa soluzione. Ed è alle forze dell’ordine che bisogna chiedere uno sforzo maggiore in questo delicato momento. Anche perché è doveroso chiedersi se nella Valle Caudina esiste solo un problema di microcriminalità o se al contrario ci ritroviamo ad assistere ad una guerra tra clan per accaparrarsi gli spazi lasciati liberi”. Il vicesindaco Orazio Perrotta ha invece rivolto un accorato appello a tutti affinché “non vengano lasciati nell’oblio le parole dette stasera, e di racchiuderle in una proposta collettiva ed unitaria. E’ difficile – ha detto l’esponente Udeur – dissentire o contestare gli interventi offerti dai consiglieri”. A fare un riferimento importante è stato però anche l’altro capogruppo di minoranza, Domenico Cioffi, in un appassionato intervento: “Rigettiamo con forza questi attacchi, e sono vicino ai commercianti del paese. Allo stesso tempo, sono anche fermamente convinto del fatto che il consiglio ed i consiglieri devono poter lavorare per il bene del paese senza – è il riferimento agli ultimi avvenimenti per quanto riguarda la discussione sul piano commerciale – minacce di diffida di alcun tipo. Il consiglio è sovrano e sceglie per il bene della comunità. Per questo difendo con forza gli esercenti, che si ritrovano loro malgrado sotto il fuoco incrociato della grande distribuzione da un lato e dall’altro del racket che bussa alle loro saracinesche”.
Dal consiglio comunale di ieri sera, quindi, è nato un fronte comune contro la criminalità ed a sostegno di tutta la gente onesta non solo di Cervinara ma dell’intera Valle Caudina.

Fevola: “La criminalità è un problema di tutto il territorio. Forse in passato abbiamo sottovalutato alcuni segnali intimidatori”

Per una volta si è seduto tra gli scranni di un’aula consiliare che non è quella che l’ha eletto. La presenza del vicesindaco di Rotondi Luigi Fevola alla seduta straordinaria convocata ieri a Cervinara è stata però molto significativa, soprattutto alla luce dell’ultimo attentato in ordine di tempo che dopo aver colpito per ben tre volte attività commerciali di Cervinara ha interessato per la prima volta anche il vicino comune di Rotondi.
“Rotondi o Cervinara non fa differenza – sono state le parole del vicesindaco – perché credo che il problema della criminalità interessi tutto il territorio della Valle Caudina. Che è diventato purtroppo un fenomeno ricorrente negli ultimi tempi, e che dimostra che non si tratta di fenomeni episodici o isolati ma al contrario congegnati e studiati a tavolino. Forse in passato – è stata l’ammissione del numero due dell’amministrazione comunale rotondese – abbiamo sottovalutato quelle intimidazioni venute dal variegato universo della microcriminalità, specialmente nel periodo delle feste”. E sull’utilità di iniziative come quelle venute da Cervinara ieri sera Fevola è stato chiaro: “I consigli comunali da questo punto di vista hanno un ruolo fondamentale per arginare questi fenomeni. E’ necessario costruire giorno per giorno l’educazione alla legalità ed alla trasparenza, due parole che tengo molto a cuore. Bisogna al contempo sradicare anche quella propensione tutta meridionale ai piccoli imbrogli ed al mancato rispetto delle regole, anche perché di episodi del genere se ne vedono tanti”. E il buon esempio dovrebbe arrivare, secondo Fevola, proprio dalle amministrazioni comunali: “Se non abbiamo scheletri nell’armadio, se gli appalti sono legittimi, le amministrazioni possono fare tanto. Ma non servirebbe a nulla se non ci fosse anche un maggior coordinamento tra le forze dell’ordine. Da questo punto di vista, per vincere questa battaglia, è fondamentale non abbassare la guardia”.

Servizi a cura di Giovanbattista Lanzilli

Fonte: Ottopagine

mercoledì 2 novembre 2005. Letture: 3897.


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