Cronaca - Cervinara. Operaio cinquantenne si toglie la vita

Foto Cervinara

Due suicidi in meno di due giorni. Neanche il tempo di cominciare il 2007 e l’Irpinia deve tornare da subito a fare i conti con il dramma e la maledizione delle persone che si tolgono la vita.

Il primo suicidio dell’anno è stato registrato a Fontanarosa dove un 80enne ha messo fine alla sua esistenza sparandosi. Neanche poche ore di distanza e a Cervinara in via Scaccani è stato trovato morto un 50enne.

Si tratta di G.G. che il prossimo 18 di gennaio avrebbe compiuto 51 anni. L’uomo non era sposato, viveva da solo e non sembrava afflitto da problemi e paure. Ma altro aspetto della depressione è proprio quello di sapersi nascondere agli occhi degli altri. Può sembrare timidezza, invece, è paura di comunicare di far sapere agli altri le proprie emozioni. E così quello che sembrava un uomo tranquillo chi sa per quanto tempo ha dovuto fare i conti con il tarlo che scavava dentro di lui.

Era un operaio ma aveva delle grandi doti artistiche che gli amici ed i parenti conoscevano ed apprezzavano. Ma neanche il suo amore per la pittura lo ha distolto e lo ha salvato dal suo tragico destino. Sul posto sono intervenuti gli agenti del locale commissariato di polizia, diretto dal vicequestore Tinessa, che non hanno potuto fare altro che procedere con il triste rituale che scandisce questi casi.

E così per la provincia di Avellino il 2007 si apre così come si era chiuso il 2006. Lo scorso anno erano stati 41 i casi di persone che si erano tolte la vita. Una media altissima per l’Irpinia, un numero mai registrato prima. Giovani ed anziani, uomini e donne, professionisti, pensionati, studenti ed operai, nessuno sembra salvarsi da questa maledizione. E, purtroppo, la cosa più grave è che sembra non esserci alcun rimedio. Le strutture sanitarie e sociali per contrastare questa epidemia sono scarse e spesso, soprattutto per quanto riguarda il caso degli operatori sociali, si tratta di persone che poco o nulla conoscono il territorio e non possono innescare quei meccanismi di filtro che potrebbero rappresentare il primo deterrente.

Chi, purtroppo, si ammala di depressione, si chiude in se stesso e non cerca aiuto all’esterno. Preferisce percorrere da solo quella strada buia, una strada che oramai troppo spesso in Irpina conduce alla morte. Due morti in solo due giorni ma chi sa quante altre persone si portano dentro il male di vivere.

Fonte: Retesei

martedì 2 gennaio 2007. Letture: 2070.


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