Cronaca - Cervinara. Il viaggio di Ottopagine tra i commercianti di Cervinara: “Rischiamo di chiudere”

Foto Cervinara

La tensione c’è, ed è avvertita da tutti. Inutile nasconderlo. La paura che possa esplodere una nuova bomba carta è forte, e la speranza è che l’incubo finisca presto. Ma tra i commercianti di Cervinara emerge anche una voglia di riscatto e di non finire nella trappola del “pizzo”.

Martedì, la festività di Ognissanti non ha impedito a decine di cervinaresi di prendere parte al consiglio comunale convocato in seduta straordinaria per discutere dell’emergenza criminalità che da qualche giorno a questa parte è diventata all’ordine del giorno nono solo a Cervinara e Rotondi, ma nell’intero comprensorio caudino.
La paura, come detto, c’è, e la tensione si potrebbe tagliare a fette. Ma, sfatando quelli che sono degli abusati e speso fastidiosi luoghi comuni, tra i commercianti e gli esercenti di Cervinara c’è voglia di riscatto e di affrancarsi da una situazione delicata come quella che stanno vivendo per non finire nell’incubo.

La proposta di Davide Esposito – insieme con il fratello, Davide Esposito gestisce il negozio “Delta Elettronica”. E proprio da lui arriva la proposta forse più interessante e che potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per contrastare la criminalità. “E’ risaputo – spiega ad “Ottopagine” – che ad occuparsi di queste cose devono essere le forze dell’ordine, che devono tutelare non soltanto gli esercenti del paese ma anche i cittadini. La mia proposta è quella di creare un’associazione dei commercianti i quali tutti insieme sarebbero in grado di offrire la propria solidarietà alle vittime di simili episodi. Ma non dovrebbe trattarsi solamente di un’associazione a tutela di chi è già stato fatto oggetto di minacce ed intimidazioni, ma dovrebbe essere anche un punto di riferimento per chi questi avvenimenti non li ha subiti. Anche perché, se si comincia a cedere, basta che paghi uno soltanto e purtroppo gli altri sono quasi costretti ad adeguarsi. E’ una battaglia che si può vincere”. La proposta non è campata in aria, ed anzi potrebbe trovare il favore anche delle istituzioni e delle associazioni di categoria. “Ho sentito tanto parlare di collaborare con le forze dell’ordine ed il conseguente appello del Prefetto. Ma è anche vero – aggiunge Esposito – che questi esercenti colpiti da questi atti intimidatori non devono e non possono essere lasciati soli. Specialmente se decide di mettersi contro a richieste di questo genere”.

Il problema delle piccole attività commerciali – Maria Rosaria Tessitore è titolare del centro estetico “Terry Moon”, una piccola attività commerciale che gestisce in proprio. “Mi dispiace per tutto quello che sta succedendo – spiega al nostro giornale – anche se forse il nostro status di piccola attività di fa correre meno rischi di chi magari è proprietario di una più importante. Sta di fatto che il pericolo c’è, e si avverte, anche se prima d’ora non ho mai pensato ad una simile eventualità. Questi attentanti fanno paura, ed alla testa corrono mille pensieri. Ho avuto modo di parlare con amici titolari di attività più grandi della mia – dice – e non si sbilanciano più di tanto. Anche perché credi sempre che simili episodi non ti possano riguardare da vicino, e poi magari il giorno dopo ti ritrovi la saracinesca danneggiata. La mobilitazione del comune e delle forze dell’ordine si avverte, visto che è anche il minimo che possano fare”.

Non piegarsi alla paura – Francesco Albino, fondatore della rinomata “Pasticceria Napoletana”, non ha dubbi sugli episodi di questi giorni che stanno interessando il suo paese: “Certamente, non è un problema che interessa solamente Cervinara, ma anche gli altri comuni della Valle Caudina. Noto però che un po’ tutti si sono mobilitati per dare sostegno a noi commercianti. Ma non bisogna dimenticare che a farne le spese sono anche i cittadini. L’importante però – è il monito di Albino – è di non piegarsi alla paura, altrimenti qualcuno potrebbe approfittarsi di questa occasione. Un po’ di timore comunque c’è ed è normale, ascoltando e leggendo le notizie di questi giorni”.

Il rischio-chiusura – Angelo Marchese, titolare dell’omonimo studio fotografico, è perentorio: il problema della criminalità, sommato a quelli già esistenti, rischia seriamente di compromettere l’esistenza delle piccole attività commerciali. “il rischio è quello di tornare un po’ indietro negli anni – dice – e ad avere paura sono non soltanto gli esercenti ma anche la gente comune, i clienti, che vivono questa situazione con tensione e preoccupazione. Da artigiano posso dire che la situazione economica del paese non è certamente fiorente, e quello del racket sarebbe un altro motivo per chiudere definitivamente i battenti. Chi resiste ancora come me è perché ha il magazzino di proprietà, ma è fuori dubbio che siano in molti ad avere difficoltà nell’arrivare alla fine del mese”. Ma quello di Marchese, sganciato dai cardini della solidarietà con “i colleghi colpiti da questi atti intimidatori”, è anche un discorso politico, in qualità di segretario cittadino del Partito dei comunisti Italiani. E la sua è anche una voce di dissenso rispetto ad alcune conclusioni emerse nel corso del consiglio comunale straordinario di martedì sera. “E’ altrettanto vero che l’amministrazione non mette in condizione i giovani di poter trovare un lavoro e non crea movimento nel paese. E’ significativo il fatto che la discussione sul piano regolatore generale sia ancora ferma, se ne parla da anni ma si è ancora fermi al palo. Avere un’occupazione aiuterebbe a strappare molti giovani del pericolo della criminalità”. Ma la “filippica” di Marchese è rivolta anche sui concetti di “legalità” discussi in consiglio comunale: “Si è parlato di cartacce gettate a terra o di auto parcheggiate fuori posto. Ma l’illegalità è anche quella che non fa rispettare i divieti esistenti, non solo di chi li compie”.

Il vicesindaco Perrotta: “La gente è vicina ai commercianti”

Orazio Perrotta, vicesindaco di Cervinara, è tra i più attivi nella mobilitazione che si è venuta a creare all’indomani delle quattro bombe-carta fatte saltare tra Cervinara e Rotondi. Anche perché è il principale relatore sul nuovo piano commerciale che il comune caudino si appresta ad adottare, e quindi conosce a fondo l’universo del commercio e le sue problematiche.
“Il consiglio comunale – esordisce – ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri di molte persone, a dimostrazione del fatto che la maggior parte del paese rigetta questi atti intimidatori ed è solidale con i commercianti. Ma non bisogna dimenticare che il compito di vigilare spetta alla forze dell’ordine, le quali devono mettere in atto tutti quei meccanismi necessari per arginare il fenomeno. Dal canto nostro, per quello che ci compete, possiamo ricercare delle soluzioni insieme con la gente, erigendo un muro per dire “no” a queste azioni criminose che non qualifica nella maniera più assoluta la nostra zona. Sta di fatto – prosegue ancora Perrotta – che da tutte le istituzioni è emersa chiaramente la ferma volontà di contrastare questi fenomeni, rispettando le regole e dando il buon esempio con un buon modo di amministrare”. Sulle attività future, si è parlato dell’istituzione di un numero verde territoriale per raccogliere le testimonianze e le segnalazioni di chi è stato vittima di questi abusi, e di un coinvolgimento con le scuole per l’educazione alla legalità dei ragazzi.
“L’intera comunità cervinarese ha offerto una buona prova di solidarietà, e adesso dobbiamo solo attendere che le attività della giustizia e della magistratura arrivino a qualche risultato. Il problema c’è e va risolto, anche perché in paese il clima non è sereno: questi attentati hanno scosso la popolazione, e si respira un’aria diversa”.

Speciale a cura di Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

giovedì 3 novembre 2005. Letture: 4332.


Forse ti possono interessare anche queste notizie