Cronaca - Montesarchio. Tutt’altro che conclusa l’Operazione “Sansone”

Foto Montesarchio

E’ tutt’altro che conclusa l’operazione Sansone, che condotta dai Carabinieri del comando provinciale di Benevento e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ha portato in carcere nove persone ed ha permesso il deferimento di altri 15 insospettabili.

Le indagini dovranno fare luce su diversi altri episodi accaduti in Valle Caudina, nel periodo dal 2004 al 2006 e che sono al vaglio degli investigatori. Incendi dolosi di automezzi e immobili, esplosioni di colpi di arma da fuoco nei confronti di abitazioni ed esercizi commerciali, il ferimento a colpi di pistola di alcuni personaggi della zona, sono il segnale che in valle caudina e più precisamente nel triangolo Montesarchio, San Martino Valle Caudina e Cervinara la presenza della criminalità organizzata non è più riconducibile ad un solo clan come negli anni 80 e 90.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i gruppi locali sono ormai senza una guida storica. Il patriarca Gennaro Pagnozzi è in carcere ed è gravemente malato, il successore naturale il figlio Domenico è pure lui in carcere come anche l’altro figlio del giaguaro, Paolo Pagnozzi. Ed allora, ecco che i gruppi emergenti stanno cercando di conquistare la zona, avvalendosi dell’appoggio dei clan del casertano, in primis con i casalesi e con i Massaro di San Felice a Cancello.

Dal materiale all’esame della Dda, potrebbero venire fuori ulteriori elementi per delineare un quadro completo della nuova geografia malavitosa in valle caudina. L’impressione comunque è che a breve i carabinieri possano definitivamente chiudere il cerchio di una indagine che ha confermato come la valle caudina, sia diventata terreno fertile e sia diventato un piatto dove le organizzazioni camorristiche del casertano possono soddisfare il loro appetito.

Fonte: Retesei

giovedì 21 settembre 2006. Letture: 2205.


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