Cronaca - Napoli. La Corte di Appello riduce la pena ad Aniello Taddeo

La seconda sezione della corte di Appello di Napoli, riduce di cinque anni la pena ad Aniello Taddeo. Si tratta del giovane cervinarese, accusato dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Napoli, di essere il coautore dell’omicidio di Michelangelo Marro, l’imprenditore italo – tedesco assassinato davanti alla sua villa di via Vignoli a Cervinara, la sera del 13 febbraio del 1999. Per lo stesso delitto si trova in carcere, condannato a 23 anni di reclusione, Antonio Bove zio di Taddeo. In primo grado il giovane cervinarese era stato condannato a 28 anni di reclusione. I giudici della Corte di Appello di Napoli hanno confermato la colpevolezza ma hanno ridotto la pena a 23 anni.

Taddeo che non figurava alla sbarra nel processo Bove fu chiamato in causa da un collaboratore di giustizia. Determinante ai fini processuali la testimonianza della moglie di Marro che ha dichiarato di aver visto il giovane intorno alla villa poco prima del delitto. Dichiarazioni che non hanno convinto l’avvocato difensore, Alberigo Villani, che ha annunciato ricorso in Cassazione.

Fonte: Retesei

giovedì 3 maggio 2007. Letture: 2415.


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