Cronaca - Pietrastornina. Scoperto un arsenale della camorra, arrestato il custode

Il casolare, si trova a contrada Sacconi di Pietrastornina. Detto in questo modo può sembrare semplice ma per raggiungerlo, per chi non conosce la zona, può essere una vera e propria impresa. Un luogo perfetto per nascondere qualcosa. L’edificio, ufficialmente, era usato da Giuseppe Antonio Romagnuolo, piccolo imprenditore edile di Maddaloni, come una sorta di deposito per gli attrezzi e di materiale.

L’uomo è impegnato in alcuni lavori a San Martino Valle Caudina ed usava la struttura che è di proprietà di un lontano parente della moglie, originaria di Pietrastornina, da più di un anno. Ma ai carabinieri del reparto operativo, coadiuvati dai colleghi della compagnia di Avellino e da quelli della locale stazione, la vicenda non quadrava. E così hanno avviato un’indagine che ha avuto il suo coronamento nella tarda serata di ieri. L’imprenditore che ha 51 anni ed è padre di quattro figli si era recato a contrada Sacconi per posare il camion. Ma all’improvviso sono sbucati i carabinieri che lo hanno bloccato ed hanno perquisito da cima a fondo il casolare. E le sorprese non sono mancate. All’interno sono state rinvenute tra pistole, una 7 e 65 e due calibro 38 a tamburo a cinque colpi, un fucile da caccia e diverse munizioni. Le tre pistole erano tutte con la matricola abrasa mentre il fucile era stato rubato circa un anno fa ad Airola. Tutte le armi erano in perfetto stato di funzionamento. Erano state da poco oleate, erano cariche ed addirittura le pistole erano conservate in altrettanti marsupi, pronte per essere consegnate a qualcuno o ritirate direttamente nell’abitazione. Sempre all’interno del casolare sono state ritrovate anche diverse targhe automobilistiche che ora sono al vaglio degli inquirenti. Per Antonio Giuseppe Romagnuolo sono scattate subito le manette con l’accusa di possesso abusivo di armi da fuoco e munizioni. Ma le indagini dei carabinieri non si sono fermate. I militi si sono recati a Maddaloni per perquisire l’abitazione del 51enne. Ad accoglierli la moglie che alla notizia dell’arresto del marito è svenuta. La donna avrebbe poi dichiarato di sapere che il marito era impegnato in lavori a Firenze.

Nell’abitazione di Maddaloni non è stato trovato niente, Ma questa mattina nel casolare di contrada Sacconi è arrivato Ralf, con il suo istruttore che fanno parte dell’unità cinofila dei carabinieri di Pontecagnano e sono state ritrovate altre munizioni. Il cane è addestrato nel ritrovare armi ed esplosivi. I carabinieri vista la presenza delle pistole e dei fucili hanno pensato che ci potesse essere anche dell’esplosivo perché sono convinti che il casolare sia una sorta di arsenale di qualche clan camorrstico operante nella zona. E l’ipotesi non sembra tanto campata in aria visto lo stato di efficienza delle armi. L’imprenditore avrebbe dichiarato di che aver trovato pistole e fucili durante i lavori su alcuni cantieri e non avrebbe mai denunciato le armi. Ma un aiuto alle indagini dovrebbe arrivare dalle analisi sulle pistole e sul fucile che verranno effettuate dai carabinieri del Racis di Roma. Le analisi dovranno accertare se le armi sono state usati in qualche scontro a fuoco o in qualche attentato. Solo in questo modo si potranno cominciare a delineare bene i contorni della vicenda. Ed un altro aiuto potrebbe arrivare dalle targhe. Ma per il momento il 51enne si trova detenuto presso il carcere di Bellizzi Irpino dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fonte: Retesei

giovedì 19 aprile 2007. Letture: 3407.


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