Cronaca - Rotondi. Morì per difendere il cane in villa, parlano i periti

Foto Rotondi

Due cani che litigano nella villa comunale di Rotondi e i padroni che intervengono e che litigano a loro volta: insulti e spintoni, e qualche ora dopo, nella notte, il più anziano dei due muore durante il ricovero al Rummo di Benevento. Per il rivale, un 50enne compaesano, difeso dall’avvocato Michele Fratello, scatta l’incriminazione per omicidio. Parte il processo e dopo decine di udienze dibattimentali si sta arrivando ora alla sentenza.

Ma ci sono ancora due verità possibili, niente è ancora scontato. Le due le verità sono state raccontate, ancora una volta, ieri mattina, in aula, dai medici legali di accusa e difesa. Il dottore Lamberto Pianese, incaricato dal tribunale, le ferite che hanno portato alla morte sono direttamente riconducibili ad una colluttazione; per il secondo esperto, il professore Paolo Picciocchi, consulente della difesa, quelle stesse ferite sono state invece provocate da una caduta rovinosa a terra: durante il litigio, cioé, l’anziano sarebbe caduto a terra battendo violentemente il lato destro del corpo, riportando traumi alla testa e all’addome.
Tutto ruota attorno ad una grave ferita alla testa, un’ecchimosi estesa, riconosciuta ufficialmente come la causa principale del decesso. Ieri mattina nell’aula della corte d’Assise di Avellino (presidente Fulvio Palladino, giudice a latere Paola Matarazzo) si è tenuta un’udienza ulteriore, richiesta espressamente dai giudici, proprio per approfondire le perizie medico legali.
E’ fondamentale capire un elemento: se cioé considerare preponderante il litigio in villa comunale. Precise le domande di giudici, piemme e avvocato difensore rivolte ai due medici.

I nodi ancora da sciogliere erano essenzialmente due: da cosa fosse stata procurata quella vasta ecchimosi alla testa, e di che natura fossero le ferite rilevate durante l’autopsia in varie parti del corpo. Per il medico legale Pianese, le ferite sono compatibili con calci, pugni e ginocchiate e quella vasta ecchimosi alla testa sarebbe imputabile all’operazione chirurgica a cui, alcune ore dopo il litigio, l’anziano è stato sottoposto all’ospedale Rummo di Benevento. Per il professore Picciocchi invece la vasta ecchimosi sarebbe imputabile senza ombra di dubbio alla caduta a terra. Ma di queste due interpretazioni solo una diventerà la verità processuale. Il 24 gennaio ci sarà la requisitoria del piemme, la conclusione dell’avvocato Fratello e quindi la sentenza.

Fonte: OttoPagine

giovedì 11 gennaio 2007. Letture: 2033.


Forse ti possono interessare anche queste notizie