Cronaca - San Martino VC. Il boss Orazio De Paola è tornato in libertà

Foto San Martino Valle Caudina

Per gli inquirenti è uno dei due o tre boss della camorra più potenti della provincia di Avellino insieme a Biagio Cava e Domenico Pagnozzi, ma per i giudici è un uomo da rimettere in libertà: Orazio De Paola è stato scarcerato ed ora si trova nella sua casa di San Martino Valle Caudina.

Uomo libero dopo processi e condanne per traffico di droga, armi, gambizzazioni, omicidi e, su tutto, per essere stato il fondatore e il leader prima del clan che porta il suo nome il clan Bove-De Paola, attivo in Valle Caudina alla fine degli anni ‘90 poi per del “nuovo” clan Pagnozzi che secondo la Dda ha contribuito a gestire insieme a Domenico Pagnozzi, anche da dietro le sbarre. L’unica restrizione a cui è sottoposto oggi è un obbligo di soggiorno nel comune caudino di origine, San Martino.

La Corte d’Appello ha accolto in pieno l’istanza del suo difensore, l’avvocato Dario Vannetiello, nella quale veniva chiesto, in sintesi, di accorpare tutte le diverse condanne riportate negli anni e di riassumerle in un’unica, generale, condanna la “continuità”: e così ai circa 15 anni che doveva scontare condanne definitive, ne sono stati tolti 4 e passa; a questo punto il tempo di pena che rimaneva ancora è risultato essere stato già abbondantemente scontato. Il boss è diventato improvvisamente un uomo libero. E’ stato scarcerato dopo un lungo periodo di detenzione: era in cella dal 1999 e di questi otto anni cinque li ha passati al regime del carcere duro il 41bis, fino al marzo del 2006. Neanche lui credeva che con tutte quelle accuse sarebbe mai potuto uscire: tanto che quando ha fatto ritorno nella sua Valle Caudina è stato scarcerato tra il 22 e il 23 dicembre scorsi, ma per motivi di sicurezza la notizia non era ancora trapelata tra le prime persone che ha voluto salutare e ringraziare c’è stato l’avvocato Vannetiello che con una lunga e articolata serie di istanze era riuscito in pochi anni a partire dal marzo del 2000 a smantellare un pezzo alla volta, o quantomeno a smussare, le condanne accumulate nel corso degli anni, a partire dal 1999, quando venne arrestato ad Arezzo. Azzerate quindi anche per lui le condanne definitive, dopo che la stessa sorte è toccata l’altro giorno al capostipite dei Pagnozzi, il boss Gennaro, anche lui difeso dall’avvocato Dario Vannetiello e al quale è stato concesso l’indultoma si trova ancora in cella per altre pendenze.

Sul fronte dei procedimenti ancora in corso a carico di Orazio De Paola sono due le imputazioni più serie: quella che lo vuole mandante dell’omicidio di Michele Marro e quella per il processo a Milano per traffico internazionale di droga. Nel primo caso si attende il processo d’Appello davanti ai giudici della corte d’Assise di Napoli in primo grado De Paola scelse la strada del rito abbreviato ed ottenne una clamorosa assoluzione; nel secondo caso invece lo attende un processo d’Appello davanti ai giudici di Milano anche qui in primo grado è stato assolto.

Fonte: Ottopagine.it

mercoledì 31 gennaio 2007. Letture: 7344.


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