Cronaca - San Martino VC. Operazione contro lo smaltimento illecito dei rifiuti

Foto San Martino Valle Caudina

Una vera e propria montagna formata da rifiuti di demolizione, terra e rocce da scavo. Una montagna di settemila metri cubi di materiale che non soltanto era stata scaricata senza le relative autorizzazioni in un’area protetta dal parco regionale del Partenio, ma che occludeva pericolosamente dei torrenti in una zona già colpita duramente dagli eventi franosi del dicembre del 1999.
Si resta a dir poco perplessi a constatare i primi risultati di un’inchiesta avviata dai vigili urbani del comando municipale di San Martino Valle Caudina, diretti da Serafino Mauriello, e dai carabinieri della locale stazione, coordinati dalla procura della repubblica di Avellino. Inchiesta che per il momento ha portato al sequestro dell’area di contrada Vallicella e alla denuncia in stato di libertà di quattro persone, di cui due indagate dalla procura.
Si tratta del titolare di un’azienda di Cava dei Tirreni, il progettista e due tecnici, accusati di sversamento e smaltimento illecito di rifiuti. Reati per i quali è previsto l’arresto che è stato evitato in quanto commessi nei mesi di giugno e luglio. Le indagini erano partite dalle preoccupazioni di diversi cittadini della zona. Dopo le piogge della fine di novembre, la gente del posto, si era resa conto che l’acqua piovana da Vallicella non scendeva più a valle perché i vari piccoli corsi d’acqua del posto erano occlusi. A questo punto sono scattate le indagini con diversi sopralluoghi sul posto da parte dei vigili urbani.
L’azienda che sta effettuando i lavori di messa in sicurezza, appaltati dal commissariato di governo per l’emergenza idrogeologica in Campania, ha scaricato in quella zona materiale provenienti da altri due cantieri che interessano il torrente Caudino. Una cosa vietata dalla legge perché quel materiale può essere usato solo nel cantiere dove è stato estratto, altrimenti, deve essere smaltito come tutti gli altri rifiuti e non scaricato da un’altra parte.
Acquisita la documentazione, è scattato il sequestro dell’area e la denuncia a piede libero di quattro persone, di cui due indagate dalla procura della repubblica di Avellino ed anche da quella di Napoli, titolare di tutti i reati di natura ambientale.

Fonte: Retesei

mercoledì 3 dicembre 2008. Letture: 2065.


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