Domenica, 12 Ottobre 2008

Cronaca - San Martino V.C. Raffiche di vento e pioggia, devastata la montagna di Mafariello



SAN MARTINO V.C. – La furia del vento e dell’acqua ha letteralmente devastato uno dei più importanti approdi turistici di San Martino e dell’intera Valle Caudina. La montagna di Mafariello è stata infatti colpita duramente dall’ultima perturbazione che ha costretto i cittadini del comprensorio a fare i conti con quantità industriali d’acqua e soprattutto con fortissime raffiche di vento.
E se a valle i disagi sono stati quantomeno limitati (fatta eccezione per alcuni casi di alberi divelti e danni alle cose ed alle abitazioni), i problemi maggiori si sono avuti in montagna, a circa ottocento metri di quota. Il Mafariello, la montagna meta ogni estate di migliaia di turisti e famosa per la sua rinomata fonte d’acqua naturale e per la sua amenità, è vicino al collasso e praticamente isolato. Impossibile raggiungere con mezzi propri il rifugio sito in prossimità della sorgente. La strada è infatti invasa da centinaia di arbusti che ostruiscono il passaggio e che rendono impervio e difficoltoso il tragitto anche per gli automezzi pesanti.
Tronchi d’albero divelti, che si sono abbattuti sull’asfalto e sui guard-rail. Quintali di legname strappati con forza inaudita dal terreno e scaraventate in strada o nei valloni circostanti. Senza dimenticare i costoni circostanti, che a fatica non cedono sotto il peso del terreno reso pesantissimo dalle abbondanti piogge che senza sosta si stanno abbattendo sulla montagna. I pluviometri che monitorano costantemente la quantità di pioggia caduta tra Cervinara e San Martino Valle Caudina ha segnalato nelle scorse ore 110 millilitri d’acqua caduti in meno di ventiquattr’ore. Lo stato di attenzione scatta quando si raggiungono i 120 ml, mentre oltre 140 è allarme.
Ma per il Mafariello il vero problema di questi giorni è stato soprattutto il vento, che ha flagellato l’area per almeno per due giorni.
Attraversare oggi – fin dove la strada è percorribile – la strada che conduce alla montagna è un’esperienza allucinante, specialmente se si pensa alla tranquillità ed alla bellezza dei luoghi resi irriconoscibili dagli eventi atmosferici. La “sacralità” di questo luogo è stata spezzata da ore e ore di maltempo che ne hanno stravolto l’anima. La neve caduta abbondantemente nei giorni scorsi è ancora ben visibile ai lati della strada, ma – diversamente dagli altri inverni – non è l’unico problema per proseguire. Con l’auto si può salire al massimo fino all’azienda “La selva del duca”, ultimo avamposto abitato prima di arrivare agli ottocento metri della vetta. Dopo, serve qualche automezzo in grado di destreggiarsi tra rami spezzati ed un tetto di foglie sulla carreggiata e naturalmente le decine e decine di alberi piegati dal maltempo e posizionati di traverso sulla strada. Ingentissimi i danni alla vegetazione, e gli alberi abbattuti non si contano. Per gli operai specializzati che saranno chiamati ad intervenire per sgombrare almeno la carreggiata si annuncia un duro lavoro, non immune da rischi.
Ci vorranno settimane – se non addirittura mesi – per porre rimedio e rimettere completamente in sicurezza tutta l’area. Una vera e propria calamità che si è abbattuta su questo angolo verde d’Irpinia, uno dei pochi posti ancora incontaminati della nostra zona.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

Martedì 29 Novembre 2005. Letture: 1980. Leggi i commenti.

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Commenti: 7

  1. critico

    Vedo cheil sig. Lanzilli continua ad atteggiarsi a giornalista…Ti rifaccio di nuovo la mia raccomandazione…riguardati un pò l’italiano e prima di scrivere delle amenità documentati per favore…i pluviometri misurano la quantità delle precipitazioni in MILLIMETRI non in millilitri se fossero stati 110 ml sarebbe caduta poco più di una bottiglia d’acqua

  2. critico

    Caro Lanzilli vuole sapere perché la pioggia si misura in MILLIMETRI????

    Perché così è più semplice misurare la massa d’acqua caduta. Praticamente, basta moltiplicare l’area della superficie per la misura della pioggia (i millimetri, appunto).
    A ogni millimetro, corrisponde infatti una quantità di un litro d’acqua per ciascun metro quadrato. Per esempio, se cadono 20 millimetri di pioggia, significa che su 100 metri quadrati cadono 2000 litri d’acqua, su un ettaro (10 mila metri quadrati) ne cadono 100 mila.

  3. CLS

    Bravo critico, ti vorresti occupare di una rubrica meteo su questo sito?

  4. Il fustigatore

    Certo questi toni sensazionalistici non vertono certo a favore di chi scrive. E poi… definire il mafariello incontaminato dopo le orde di napoletani che lo raggiungono ogni weekend mi sembra un eufemismo: e’ molto meglio se resta isolato per sempre.

  5. CLS

    Mi pare che le cosiddette orde di napoletani ogni domenica scuciono una congrua sommetta, se ricordo bene, 3 o 4 euro per ogni auto che arriva lì al parcheggio.
    Che fine fanno quei soldi? A chi vanno?

  6. Difensore di Lanzilli

    Noto che il ruolo di critico è ambito. Già gli pseudonimi “critico”, “fustigatore” non lasciono dubbi sulle intenzioni di chi interviene. Ma se criticare è legittimo, stimolante, utile e costruttivo. Sparare a zero non serve a niente. Anzi. “Critico”, con il suo commento, non si limita a sottolineare l’errore “tecnico” e non grammaticale o sintattico di Lanzilli. Ma lo offende. Il “fustigatore” invece cade nella banale critica ai napoletani, dipinti come orde, barbariche che distruggono il nostro patrimonio naturale. Arrivando alla conclusione più banale possibile: tutto deve essere incontaminato. Ma in realtà la montagna se non riesce ad essere produttiva, anche se in maniera sostenibile, non è incontaminata, ma abbandonata. E l’abbandono fa molti più danni dei napoletani, che sono turisti e non orde barbariche.
    Vi invito perciò ad essere meno disfattisti.

  7. critico

    Grazie difensore di lanzilli per il suo uso “fuori luogo” di una forma ricercata e chiaramente artefatta dei termini…Le
    faccio notare che dagli scritti del lanzilli prevale innanzitutto un sorta di “impreparatezza” sugli argomenti trattati per non dire altro, infatti il lanzilli spesso cade su errori a dire poco madornali… Inoltre,questo vuole essere un consiglio per lei scrivere in maniera semplice e diretta è la cosa migliore…senza sottolineare tra le righe il peso della propria cultura(se c’è)

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