Cronaca - Valle Caudina. Il potere dei clan nella “terra di mezzo”

Foto Valle Caudina

La Valle Caudina è da decenni segnata in rosso sulle mappe dell’antimafia. Una piccola zona al confine fra tre province, il beneventano, il casertano e l’avellinese. Una terra di passaggio, una terra che i clan hanno da sempre avuto l’interesse a controllare.

In quella zona dominano da anni i Pagnozzi, un clan che da San Martino Valle Caudina ha presto esteso il suo potere fino alle porte di Benevento. Il leader storico è Gennaro Pagnozzi, anche se il capo indiscusso viene ritenuto il figlio Domenico, attualmente in cella. Molti personaggi di spicco della famiglia sono reclusi – sono state numerose le indagini della dda negli ultimi anni, e numerosi anche i processi e le condanne -, ma nonostante tutto per gli investigatori il potere del clan sulla zona è rimasto quasi inalterato. Difficile al momento stabilire se il piccolo ma significativo arsenale scoperto nel casolare di Pietrastornina è riconducibile ad affiliati alla pericolosa organizzazione camorristica. Su questo punto potranno essere illuminanti le indagini scientifiche dei carabinieri del Ris. Ma resta la pista principale degli investigatori. Anche perchè – a quanto riferiscono fonti ufficiali – nei pressi di quel casolare si troverebbe anche l’abitazione di qualche esponente del cartello malavitoso caudino. Difficile che il 51enne di Maddaloni finito dietro le sbarre riveli qualcosa di interessante per le indagini. Sarà comunque ascoltato – con molte probabilità – già questa mattina dal gip del tribunale di Avellino.

Il clan Pagnozzi può contare su un consistente numero di affiliati e fiancheggiatori. E anche di potenti alleati che sono da ricercare nella zona di Casal di Principe. E infatti il clan caudino è rimasto coinvolto in diverse indagini insieme ad esponenti di spicco dei Casalesi, una dei gruppi più potenti e sanguinari della camorra. Da una costola dei Pagnozzi si era formato a Cervinara, negli anni scorsi, un altro gruppo criminale che faceva riferimento – secondo gli investigatori – a Orazio De Paola (uno dei capi dei Pagnozzi) e Vincenzo Pasquale Bove. Ci sono stati anche degli arresti. Poi, la presunta morte di Bove – di lui non si hanno notizie da almeno sei anni – e il successivo arresto di De Paola hanno spento sul nascere la cosca emergente. I Pagnozzi hanno in mano il traffico delle sostanze stupefacenti nella zona. Per gli investigatori gestiscono anche il mercato dell’usura e delle estorsioni. Negli anni scorsi sono stati sequestrati diversi locali notturni nel nord Italia, in particolare in Emilia Romagna e in Toscana. Per gli inquirenti sarebbero stati acquistati da esponenti del clan per riciclare il denaro sporco.

Fonte: Ottopagine.it

sabato 21 aprile 2007. Letture: 4078.


Commenti

commenti

Forse ti possono interessare anche queste notizie