Cronaca - Valle Caudina. Quei video osè messi in rete

Foto Valle Caudina

A giudizio un giovane della Valle Caudina che respinge ogni addebito. Ha raccontato la sua disavventura. Lo sconcerto provato quando si era resa conto che lui, che l’aveva indotta -ha sostenuto – a farsi riprendere più volte con la minaccia di divulgare il primo video, aveva messo in rete quelle immagini. Per questo l’aveva denunciato.
Porte chiuse ieri mattina in Tribunale, niente pubblico in aula per l’udienza del processo a carico di un giovane della Valle Caudina, (la mancata indicazione delle generalità serve a tutelare l’identità della vittima ndr), accusato di aver pubblicato un filmato osè dell’ex fidanzata. Dinanzi al collegio giudicante è infatti comparsa la parte offesa di una storia incredibile.
Finita al centro di un’indagine, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini, che era partita nel 2007, quando la ragazza, che da tre anni aveva troncato il rapporto con il suo ex, aveva scoperto che attraverso un software era possibile scaricare alcuni files con fotogrammi che la ritraevano in atteggiamenti inequivocabili. Immagini relative a più parti del corpo, mai al volto, che la malcapitata aveva riconosciuto anche perchè corredate dai suoi dati anagrafici. Di qui la denuncia alla polizia postale, che aveva innescato l’attività investigativa, sfociata nel rinvio a giudizio. Per lui le accuse di violenza privata, diffamazione e detenzione di materiale pedopornografico: una contestazione, quest’ultima, spiegabile con l’epoca delle riprese incriminate, che sarebbero state effettuate quando la ragazza era ancora minorenne. L’imputato è difeso dagli avvocati Angelo Leone e Carmen Esposito, mentre la donna, parte civile, è assistita dall’avvocato Nicola Colicchio. La vicenda al vaglio del Tribunale – il prossimo appuntamento è in programma il 4 giugno – è simile a tante altre che purtroppo riempiono le pagine di cronaca. Sono sempre più numerosi, infatti, i casi di fidanzati delusi che si vendicano mettendo in Internet fotografie o video a contenuto sessuale dei propri ex compagni.
Gli addetti ai lavori lo chiamano porno da vendetta, un fenomeno che sta assumendo negli ultimi tempi, soprattutto negli Stati Uniti, dimensioni preoccupanti. Generalmente si utilizzano siti molto noti ed ampiamente frequentati dove vengono caricati filmati o foto amatoriali di rapporti sessuali con i propri ex, esponendoli così a quella che è stata efficacemente definita una gogna informatica.

Fonte: Ottopagine

giovedì 7 marzo 2013. Letture: 2327.


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