Arte e Cultura - Bucciano. L’Associazione ‘N’Ata Storia realizza il Calendario 2006 “Uccianesi nel Mondo”

Foto Bucciano

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato degli amici dell’Associazione ‘N’Ata Storia di Bucciano.

Ancora una volta con ritardo, ma come sempre orgogliosi del tempo speso per portarlo alla luce presentiamo il nuovo Kalannarje che ci accompagnerà per tutto il 2006.

Ormai è noto ai più che ogni anno l’attenzione viene rivolta allo sviluppo di un singolo tema con lo scopo di aggiungere un altro tassello importante da parte dell’associazione ‘N’Ata Storia nella sua ricerca sul territorio volto appunto ad evitare il rischio di perdere dei pezzi di memoria. Per il 2006 abbiamo scelto come soggetto degli scatti gli emigrati di Bucciano nel mondo, gli “Uccianesi nel Mondo“.

Il titolo riporta alla luce, anche se in forma sintetica, le vicende ad essi legate che appartengono al passato prossimo o remoto. Come sempre partiamo dalla fotografia come fonte nella didattica della storia e visto che abbiamo trovato difficoltà nel reperire foto significative siamo tornanti alla formula del 1999 (primo calendario) ossia sei sole stampe per i dodici mesi. È noto che lo spazio si descrive, il tempo si narra: la storia quindi è disciplina narrativa. Ma la storia, più che racconto di avvenimenti è studio di relazioni, prime fra tutte quelle fra tempo e spazio, uomo e ambiente, e tra piani sociali diversi. E’ storia non solo degli avvenimenti ma dei sistemi, dei processi, delle culture e delle mentalità, quindi delle rappresentazioni. In questa prospettiva una considerazione dell’immagine come documento diventa irrinunciabile. Negli anni con i nostri lavori abbiamo cercato di valorizzare, accanto alle sue funzioni di stimolo e memorizzazione, la funzione conoscitiva, quella particolare forma di conoscenza che consiste nel mettere in diretto contatto col contenuto per introdurre riflessioni e operazioni più mediate. Occorre insomma abbandonare la contrapposizione tra guardare le figure per pura curiosità e studiare il testo scritto. Essi vanno considerati come due discorsi che rimandano l’uno all’altro in maniera non meccanica ma possibilmente critica e reciprocamente arricchente.

Si evince dunque che il porto di partenza come sempre è ‘casa nostra’ infatti abbiamo cercato di rileggere un aspetto particolare della storia del nostro paese, che come tutti i piccoli centri del meridione l’ha visto coinvolto in questa piaga dell’emigrazione che ha costretto a lasciare la nostra terra a tanti conterranei in cerca di fortuna non sempre trovata. Emigrare significa abbandonare, lasciare l’involucro protettivo dei luoghi, delle sensazioni che costituiscono le prime tracce su cui si è stabilito il codice di funzionamento psichico. C’è l’epica di Omero e di Virgilio – quella dell’Iliade e dell’Eneide – nella quale si raccontano le vite e le imprese dei grandi eroi. E poi c’è un epica più defilata e discreta, quella dei personaggi ai quali non viene mai data la parola, quegli eroi che sono stati costretti o che hanno scelto un destino “apocrifo”, nascosto. Un’epica laterale è il nostro lavoro visto che parla soprattutto di questi ultimi e risponde a specifiche domande “cosa” raccontare… e sopratutto: “Come?”.

La combinazione di questi due elementi si porta dietro con grande naturalezza ogni altra scelta: personaggi e parole.La scelta del tema sull’emigrazione nasce anche dal fatto che i giovani oggi sono privi di memoria storica per quanto riguarda l’emigrazione dei loro connazionali.
I giovani non hanno radici nel passato e a scuola si studia la storia al massimo fino all’inizio del ‘900″. Inoltre “Vengono travolti dai mass-media che non trattano per nulla quei temi, offrendo una informazione standardizzata. Il bisogno di riappropriarsi della propria memoria storica è uno dei nostri cavalli di battaglia però rimane, che “Il problema, l’ignoranza in questo tema non è una disgrazia, ma una sfida: riannodare i fili con il passato – e quindi con le grandi ondate migratorie degli italiani del secolo scorso – è proprio il compito che come sorta di storico” abbiamo cercato di fare noi come associazione.

Ma in che modo si può insegnare ai giovani a farlo? “Cercando dei percorsi di ricerca insoliti e innovativi, per invogliare le nuove generazioni allo studio di una storia a portata di mano”…il nostro Kalananrje può costituire sicuramente un alternativa allo studio standard di un fenomeno quale l’emigrazione… sicuramente trattasi di un piccolo bignami e poi come sempre il rimando è alla bibliografia volendo approfondire. Tra le tante cose riportate come didascalie una chicca la voglio anticipare… Da una intervista ottenuta a dicembre 2005 da Franco del Prete autore insieme a James Senese del brano “A gente ‘e Bucciano” * sfatiamo delle leggende. Si scopre infatti che i Napoli Centrale si trovano quasi per caso a Bucciano e da una chiacchierata con un giovane del posto nasce l’input che partorirà il brano in questione. ‘A gente ‘e Bucciano fa parte dell’omonimo disco dei Napoli Centrale datata 1975 e da qualche anno è stato ristampato in cd versione economica. Chiudo sottolineando che i nostri lavori comportano ingenti spese quest’anno sostenute grazie al contributo del Comune di Bucciano e della provincia di Benevento.

FOTO
Archivio Associazione

FONTI e VOLUMI CONSULTATI
AaVv “Verso l’America” l’emigrazione italiana e gli Stati Uniti (2005)
Patrizia Audenino- Paola Corti “L’emigrazione Italiana”(1994)
Gian Antonio Stella “L’orda quando gli albanesi eravamo noi” (2002)
Archivio Storico Cgil Campania
– Ricerche in rete

– Testimonianze orali di persone emigrate
IULIUCCI MARGHERITA (30.03.1936)- Uruguay
MAIONE MARIA 22.11.1930 Svizzera
LA PIETRA TOMMASSINA (05.02.1927)America
FUSCO ANTONIETTA (25.05.1942) Svizzera
BARISCAINO ANTONIO (09.11.1929) Svizzera
CIAMBRIELLO GAETANO( 08.07.1931) America
BARISCIANO EMILIO (31.03.1940)
PASQUALE GALEONE AIROLA
RUGGIERO ANTONIO Bucciano 02.07.1935
PACE ALESSANDRO Australia

* A gente e Bucciano

C’è sta a gente a lu Nord
Proveniente a Bucciane
Addò na vota zappavi, jettanne sangu’e salute

Eppure stà gente nun se senteve furnute
Ma a famme è cchiù forte
R’ammore pà terre
E à gente e Bucciane
A eùùmigrate a lu nord

Nun puteve cchiù campà
Mò va in fabbrica a faticà
Jettanne ù stesse sangu’e salute
E in cchiù se sente gente furnute

Pecché…,Pecché…..Pecché…..

Pecché…,Pecché…..Pecché…..
…Pecché…..u pape nun’è rre.

C’è sta a gente a lu Nord
Proveniente a Bucciane
Addò na vota campave asttrignenne a currèja
E a sera sfucave cù nù stracc’ e mujere
Quante rancore ra povera gente
Sfruttate all’uosse rù patrone fetente

ù sfoghe n’a bbaste à tè regnere a panze
e à gente e Bucciane à emigrate nel Nord
nun puteve cchiù campà
mò và in fabbrica a faticà
facenne sempe cchiù buche a currèja
truvannese spisse cornute e mazziate

Pecché…,Pecché…..Pecché…..

Pecché…,Pecché…..Pecché…..
…Pecché…..u pape nun’è rre.

Trascrizione all’ascolto

giovedì 12 gennaio 2006. Letture: 4690.


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