Arte e Cultura - Fierro: «Qui manca il rispetto del territorio». Lo scultore amato da Hollywood racconta la sua Cervinara

Foto Cervinara

Intervista al noto scultore di fama internazionale Angelo Gabriele Fierro. Un artista polivalente, che si occupa con ottimi risultati anche di pittura, poesia, letteratura, giornalismo e astronomia. Le sue opere sono disseminate negli ambienti più raffinati del globo, dai musei alle ville private.
Nel 2004, tra l’altro, Fierro ha donato agli attori hollywoodiani George Clooney e Julia Roberts una splendida scultura bronzea ciascuno, “Gli amanti” al primo e “Madre con bambino” alla seconda.
Da qualche anno, le montagne di Cervinara (zona Coppola) si erano arricchite delle sue sculture, deturpate nel tempo, purtroppo e inspiegabilmente, da atti vandalici fine a se stessi. Le Forze dell’Ordine stanno già indagando per consegnare alla Giustizia gli autori di questi deplorevoli gesti, che rovinano un patrimonio inestimabile.

-Quindi, Maestro Fierro, cosa si prova a vedere le proprie opere deturpate nel paese natio e avere soddisfazioni e riconoscimenti in ambito internazionale?
«Innanzitutto, mi corre l’obbligo di salutare cordialmente le lettrici e i lettori di questo quotidiano, grazie all’amico Valerio, mio conterraneo ed estimatore delle mie opere. Nella natura, ogni anno cerco di apportare delle modifiche alle opere già fatte e a farne delle nuove. Ci sono rimasto molto male, ovviamente, nel vedere quasi tutte le mie creazioni imbrattate addirittura con dei colori molto forti delle bombolette spray e che sono state gravemente danneggiate. E’ un gesto di soggetti che non recepiscono l’arte e perciò sono poco adatti a vivere nel contesto civile della nostra società. Rispettiamo, però, anche questa gente con i suoi lati negativi. Tutto ciò è solo il frutto della nostra cultura! Parliamo d’altro, quindi. Ho dato vita anche ad una bellissima scultura, con pietra cervinarese recuperata in montagna, nella Villa Comunale. Le mie realizzazioni fatte qui vogliono testimoniare l’affetto che nutro verso la mia terra e la mia gente. Con motivo d’orgoglio, torno sempre alla mia Cervinara, dove vivono i miei genitori. Vorrei, così, lasciare un segno tangibile del mio passaggio e della mia presenza sulla terra. I posteri potranno affermare che c’è stato qualcuno che ha avuto delle bellissime idee all’epoca, come facciamo noi oggi scoprendo i nostri valori antichi. M’interesso anche d’archeologia. La nostra zona è piena di reperti archeologici romani (ricordiamo le battaglie tra i Sanniti e i Romani presso le Forche Caudine e Cardito)».

-Caro Maestro, ora Cervinara sta riscoprendo una sorta d’arte legata solo e soprattutto al mondo ecclesiastico e cattolico. In questi giorni, ad esempio, è stata inaugurata dal Vescovo di Benevento una porta di bronzo con altorilievi per la Chiesa del Carmine di Piazza Trescine. La nostra bella piazza è stata deturpata dalla mala politica culturale locale ormai da molti anni. Chiediamo a lei, dal punto di vista artistico, come si colloca in questa piazza il nuovo portale bronzeo e cosa può dirci a riguardo di quest’ultimo passo?
«Per quanto riguarda la piazza, io la trovo stravolta. Abitavo qui da bambino e quindi la ricordo benissimo. Ho già trovato distrutto l’antico palazzo dei Carmelitani, risalente al ‘400/’500 , dove si era insediato il Municipio, bellissimo, con l’annessa Chiesa. A vedere oggi quest’obbrobrio, sotto l’aspetto artistico, è un qualcosa che mi sconcerta. Provo tanta malinconia pensando all’armonia architettonica che regnava in questo centro di vita e di storia. La Chiesa del Carmelo andava rifatta com’era, non in stili diversi, ossia con pietra, tufo, legno ed acciaio! Il portale di bronzo è ben fatto e molto valido; tuttavia mi sembra un pugno nell’occhio nel luogo dov’è stato inserito! Una Chiesa che non ha né capo né coda. Tra l’altro ho donato una mia scultura, “Madre con bambino” (in marmo di Carrara), nell’indifferenza generale».

-Come può un artista come lei, conosciuto in Italia e in tutto il mondo, sentirsi legato ad un paese che non è degno di ospitarlo perché non compreso?
«Per quanto riguarda la mia carriera artistica, le soddisfazioni le raccolgo soprattutto all’estero. Le mie opere sono esposte nel Museo italo-americano di New York, nell’Università di New York, presso il Palazzo del Governo di Montecarlo, nell’Università Internazionale di Montecarlo, nell’Università di Monclair nel New Jersey, nell’Ohio, Long Island, East Chester e West Chester e in tante altre zone degli Stati Uniti d’America. Infatti, faccio parte dell’Associazione Nazionale degli Scultori Americani e di quella Internazionale del New Jersey. Abbiamo un altro ramo che si estende in Europa, con sede in Berlino, dove sono abbastanza conosciuto. Le mie mostre, dunque, abbracciano l’Europa e l’America, i due mondi. E’ tutto un crescendo. Evidentemente, la mia arte piace. Io sono ben lieto che ciò sia di riscontro da parte degli artisti, soprattutto, e delle varie Università, Accademie e Musei. L’ultimo, in ordine di tempo, è il Museo di Palmstrings, in California, che ha trovato le mie opere interessantissime. Del resto, basta visitare il mio sito su internet (www.agfierro.it) per visionare le mie opere sparse in tutto il mondo. Ho ricevuto, da poco, l’invito ad impartire lezioni di scultura al Museo d’Arte in California, con un’offerta economicamente molto vantaggiosa. Sapete, invece, io come ho risposto, sconcertandoli? Che avrei dato la mia collaborazione gratuitamente, perché la mia arte è un dono che ho ricevuto dal Signore e voglio metterla a disposizione di tutti. Per me ciò è un evento eccezionale, perché venuto da parte di un museo internazionale di un certo calibro. La mia strada si sta aprendo molto verso l’estero. “Nemo profeta in patria”, come al solito in Italia. Ma io continuerò a lasciare opere in giro qui, in modo che avremo un nostro punto fermo».

-Maestro Fierro, infine, le ricordo che in questo periodo la situazione socio-culturale in Valle Caudina e a Cervinara ha toccato livelli scabrosi. Le chiedo di fare un appello alle varie istituzioni, ai vari enti, alle varie associazioni culturali per salvaguardare il nostro patrimonio culturale ed artistico. Cosa può dire ai nostri lettori e alle nostre lettrici per difendere la nostra terra, soprattutto a livello culturale?
«Il discorso è complesso, perché sono fuori di Cervinara da ben 37 anni. Vivendo al Nord, devo ammetterlo, ho assimilato quella cultura, perché è molto positiva su quest’aspetto. Io vivo in Valtellina, ai confini con l’Austria e la Svizzera, in provincia di Sondrio. Lassù c’è gente che si dedica al proprio paese con impressionante dedizione. E’ una questione prettamente sociale ed educativa. Qui, invece, di progresso non ne vedo, né le istituzioni fanno sentire la propria presenza. C’è bisogno di tanto impegno da parte dei politici. Non bastano quattro concertini per migliorare la posizione sociale, anzi tutti questi giorni dell’undicesima edizione di “Ciao Estate”, per accontentare il popolo, sono esagerati! Spero che quest’intervista sia servita da spunto per mettersi a lavorare seriamente per il futuro, che è affidato a voi giovani amanti di questa splendida terra. A voi giovani volenterosi mi appello, intelligenti e pieni d’idee, per sviluppare una certa coscienza sociale, che manca. L’orgoglio di affermare l’appartenenza a Cervinara latita. Quindi, a parte qualche lieve ritocco, non c’è stato niente! Basta osservare i due mostri che sono stati eretti in Piazza Trescine, ossia il Comune e la ristrutturata Chiesa del Carmelo. C’è la solita gente, purtroppo, che da diversi anni occupa i posti di comando, nell’ambito delle amministrazioni statali e comunali. Dunque, bisognerebbe svecchiare l’ambiente. Un ricambio generazionale potrà apportare miglioramenti consistenti, sotto l’aspetto politico, economico e sociale. Un auspicio? Che Cervinara torni agli antichi splendori! ».

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia

martedì 8 agosto 2006. Letture: 4482.


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