Arte e Cultura - Manocalzati. Sabato 3 e domenica 4 prima nazionale di “Occhi gettati” di Enzo Moscato

Il ricco programma di manifestazioni culturali che compongono il palinsesto del progetto “Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea” si apre ufficialmente sabato 3 e domenica 4 maggio 2014 nella suggestiva cornice del Castello di San Barbato a Manocalzati (AV) con la prima nazionale di Occhi gettati, su testi di Enzo Moscato, con la regia di Francesco Saponaro.
Lo spettacolo, immaginato come una creazione unica e itinerante, si snoda lungo le sale del Castello dove un nutrito gruppo di attori dà vita alle fantasie di un poeta e drammaturgo tra i più singolari e significativi della nostra recente storia teatrale.

Occhi gettati è il frutto di un lungo percorso di ricerca sul barocco napoletano e sulle derive teatrali e linguistiche contemporanee iniziato con un seminario sul teatro di Enzo Moscato e sui testi tratti da Occhi gettati e altri racconti (Ubulibri, La collanina – 2003) organizzato in collaborazione con Teatri Uniti per il III anno del corso attori della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano. A febbraio 2013, presso la Scuola Superiore di Arte Drammatica di Siviglia (Spagna), si è svolto il primo seminario internazionale del progetto. Da novembre 2013, in collaborazione con la comunità di lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale in autogoverno all’Ex-Asilo Filangieri, si è svolta una residenza teatrale che ha coinvolto numerosi attori di diversa formazione, assistenti alla regia, alla drammaturgia e alle scene.

I testi visitati sono tratti dal corpus originale dello spettacolo Occhi gettati del 1986 e dalle scritture e riscritture che hanno continuato a ispirare fin dagli inizi della sua carriera gli spasimi e le fantasie dell’autore.
Già a partire dagli anni ottanta Moscato insiste soprattutto sull’uso poetico di quel grumo di sangue acceso e irriverente che viene dalla lingua napoletana. Rivisita i canoni della letteratura barocca e inventa un’epopea del vicolo dove le voci e le memorie di un popolo si fanno metafora di una rovinosa e grottesca condizione dell’esistenza e specchio di un orizzonte più vasto che abbraccia l’intero mediterraneo. I fatti che avvengono, quasi sempre cruenti, non vengono mai rappresentati nelle forme del teatro relazionale o della commedia, ma evocati e narrati come nella tragedia greca, a volte da un solo attore, altre da una sorta di coro. La scena è così abitata da figure ibride, tipi da bestiario metropolitano, anime-corpi, fantasmi e apparizioni che formano una sarabanda angelica e infernale ritratta sul bordo della realtà, in preda al delirio, alla devianza e all’anomalia. I loro occhi gettati e maldicenti, carichi di magia e superstizione, provano ad allontanare quel garbuglio di vite straccione e sentimentali sempre incatenate però, nonostante tutto, al misterioso incanto di Partenope.

Lo spettacolo si arricchisce della preziosa partecipazione dello stesso Moscato che dà voce ad alcune appassionate memorie, lacerti di esperienze giovanili e ricordi apparsi ne Gli anni piccoli, suo recente libro di scrittura non destinata immediatamente alla scena, collezione di quaderni, appunti e fogli sparsi che qui si ricollocano e compendiano la sua intensa e necessaria presenza a teatro.

“Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea” è un progetto promosso dal Comune di Mirabella Eclano (AV), finanziato dalla Regione Campania attraverso P.O. F.E.S.R. Regione Campania 2007-2013 Ob. Op. 1.12. e gode del matronato del Madre Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli e del patrocinio dello IED Istituto Europeo di Design.

martedì 29 aprile 2014. Letture: 714.


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