Arte e Cultura - Nonsolorock, intervista ad Enzo Cioffi

Cervinara – Intervistiamo per le lettrici ed i lettori del Corriere dell’Irpinia, il dott. Enzo Cioffi, creatore e responsabile dell’Associazione Culturale “Nonosolorock” che ha allestito un workshop avente come tematica “Di tutt’erbe un fascio? Riflessioni, esperienze e approfondimenti a margine della legge Fini sulla droga” a Rotondi, nella sala Consiliare alle 17 di sabato prossimo.
Partecipano al dibattito sulle droghe e la legge Fini il Sindaco di Rotondi Antonio Izzo, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Marco Del Gaudio, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Avellino Elia Taddeo, il Presidente del Corso di Laurea di Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II” Gianfranco Borrelli, il Presidente dei Democratici di Sinistra della Federazione di Avellino Michele D’Ambrosio. Inoltre la platea ascolterà gli interventi di Federico Vacalebre de “Il Mattino”, Antonio Izzo, avvocato con un passato nel Centro Sociale “Impronte” Cervinara e di un rinomato psichiatra dell’Università di Napoli Federico II Enrico De Notaris accompagnato dallo psicologo Franco Sansone, che appartiene alla Seconda Università di Napoli. Insomma un dibattito variegato, dove manca, però, la presenza di esponenti della destra che avrebbero potuto dire il loro punto di vista e contribuire così ad un’analisi approfondita ed aperta a 360°.

-Cosa ti ha spinto ad affrontare una tematica così delicata che spesso viene considerata un tabù?
“Semplicissimo. Nonsolorock festival è un’iniziativa che si rivolge principalmente ai giovani. Quindi alla luce di questo fatto NSR, oltre a presentare musica dal vivo, si interessa anche di sociale con dibattiti ed iniziative varie. Stavolta al centro dell’attenzione c’è una questione scottante che riguarda da vicino tutto il mondo giovanile: la droga, il consumo di sostanze stupefacenti. Era ovvio affrontare questa tematica dal punto di vista della giurisprudenza, quindi non ultima la legge Fini”.

-Dunque, il dibattito sarà portato avanti da istituzioni e mondo universitario, che sono a stretto contatto con la gioventù. Il problema della droga è di attualità, in Valle Caudina, oppure è un qualcosa di limitato a determinate fasce di giovani cittadini?
“Io penso che in Valle Caudina sia un problema comune a tutte le realtà del comprensorio. L’ottanta per cento dei giovani, penso, che consumino la Cannabis indiana. Penso, ma credo di non sbagliarmi. Per quanto riguarda le droghe pesanti non so, questo è un quadro che dovrebbe essere aggiornato continuamente dalle Forze dell’Ordine e dai settori interessati. Però affrontare la problematica da questo punto di vista credo sia interessante. Come è, fondamentale, a mio avviso, fare una netta distinzione, per chiarire i concetti, tra droghe leggere e droghe pesanti. Per questa motivazione ci saranno esponenti di spicco nell’sala consiliare di Rotondi, vedi intellettuali, magistrati ed avvocati che diranno la loro, in base all’esperienza, alle loro conoscenze e anche dal punto di vista prettamente storico. Non ultimi ci saranno pure uno psichiatra, Enrico De Notaris, ed uno psicologo, Franco Sansone”.

-Insomma, cosa richiami alla mente della legittimazione dell’alcoolismo, come problema sociale, che colpisce buona parte dei cittadini caudini, portandoli, spesso inconsapevolmente, nel tunnel dell’alcool. Cosa ne pensi della legittimazione dell’alcool e della demonizzazione delle droghe?
“Bravo, questa è una domanda legittima e sacrosanta. Oggi tutti parlano di droghe e magari pochissimi di alcool, di alcoolisti ed alcoolismo. Questa è un’altra tematica da trattare pubblicamente, perché è un problema che, oggi più che mai, avvolge la sfera giovanile. Avendo approfondito la mia conoscenza, ovviamente su questi argomenti, credo che il problema sia semplicissimo: il consumo di alcool, come dire, riguarda da vicino il mondo occidentale, mentre sappiamo tutti che il consumo di hashish, già dalla parola si capisce che è un prodotto orientale, non ci riguarda da vicino in quanto appartiene ad una cultura specifica. Questo taglio iniziale è basilare per poi sviscerare la tematica con tutte le sfaccettature che nasconde. Per l’anno prossimo cercheremo di affrontare problemi e tematiche che investono sia le grandi realtà metropolitane che quelle piccole di provincia. Parlarne è fondamentale, anche pubblicamente”.

-L’anno prossimo sarà il decennale di Nonsolorock, la tua creatura dallo stile zingaresco. Avete girato, come sede, molti comuni della Valle Caudina e dell’Irpinia facendo esibire artisti da tutta l’Italia ed nelle ultime edizioni perfino da tutta Europa. Cosa preparate per l’evento?
“Intanto, sia chiaro: Nonsolorock è di Rotondi, fa parte della realtà rotondese. E’ stata regalata da me e dall’associazione “NSR” al Comune di Rotondi. Quindi si farà in pianta stabile sul Santuario della Santissima Stella che è il posto ideale. La novità è che dall’anno prossimo, in poi, ci saranno ben tre giorni di workshop, cioè dibattiti, che si consumeranno nel capoluogo provinciale, ossia la città di Avellino, a cui parteciperanno politici, intellettuali, artisti da tutta Europa. Poi altri due giorni sul Santuario della Santissima Stella, come in questa ultima edizione ci insegna. La nona è stata una tappa positiva, ma l’anno prossimo verranno corretti gli errori, se eventualmente ce ne sono stati. Poi riproporremo l’area free camping e la serata finale sarà nella piazza principale di Avellino”.

-Infine, ritornando al dibattito che chiude la nona edizione, un invito ai giovani per affrontare la questione non solo in un dibattito pubblico, ma anche nelle piazze, nelle scuole e nelle case.
“Credo che la chiave per la soluzione, la più importante, sia quella di parlarne continuamente. Parlarne, parlarne, parlarne! Soltanto così si riesce a porre la faccenda al centro dell’attenzione, ma se accade il contrario tutto è vano. Il proibizionismo docet: quando una cosa è proibita questa è più ricercata dalle giovani generazioni”.

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia

venerdì 15 settembre 2006. Letture: 4451.


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