Arte e Cultura - Pietrastornina. I prodotti tipici su Geo & Geo

Le bellezze e la natura incontaminata del Partenio protagonisti mercoledì pomeriggio di un servizio di raro coinvolgimento andato in onda nel corso della nota trasmissione televisiva “Geo & Geo”. Un viaggio in quelli che sono i tesori, la storia e le bontà gastronomiche di questa parte dell’Irpinia che aspira legittimamente a rappresentare uno dei luoghi più interessanti dal punto di vista turistico non solo a livello provinciale ma anche e soprattutto regionale.

“Un ambiente incontaminato che merita di essere scoperto”, questa la frase finale che ha fatto da chiosa ad un servizio nel quale hanno trovato spazio le miniere di zolfo, le castagne, i vini ed ovviamente le bellezze architettoniche. Innanzitutto, con Costantino Tedeschi, guida del Wwf, attraverso un breve excursus tra i sentieri ed i boschi del Partenio. La prima tappa, ovviamente, non poteva non essere il Santuario di Montevergine. Un vero e proprio monumento di fede e arte, esplorando la biblioteca interna che custodisce oltre 150mila volumi in quella che è una delle principali sede della cultura del mezzogiorno d’Italia.

Nelle bellezze architettoniche, la trasmissione condotta da Sveva Sagramola ha fatto tappa anche nella Collegiata dell’Assunta di Altavilla Irpina. Dopo aver esplorato gli edifici, la troupe ha fatto tappa presso le miniere di zolfo di Tufo, attraverso anche l’intervista fatta al sindaco del comune del Partenio Fabio Grassi. Un vero e proprio viaggio attraverso l’epopea dello zolfo con il relativo indotto di commercio e di sviluppo che l’industria dello zolfo ha portato alla provincia e soprattutto al comprensorio. E nel bel mezzo della “questione meridionale” che pure non ha risparmiato questa parte della Campania. Ma nel corso del servizio hanno trovato spazio anche tante persone comuni: è il caso, ad esempio, di Berardino Zoina, che davanti alla telecamera ha ricordato il suo lavoro decennale nelle profonde gallerie di zolfo, illustrando nei minimi dettagli quelli che erano i processi di lavorazione, dallo sfarinamento all’insaccamento. Ma è stato anche il caso di Nicola Oliva, davanti alla miniera ancora in funzione di Altavilla Irpina. Che ha spiegato in maniera chiara ed esaustiva l’utilizzo odierno di questa materia prima di colore giallo, utilizzata nel campo agricolo come agente antiparassitario ma anche per la concimazione.

Con un sottofondo musicale dolce e con un continuo flashback tra vecchio e nuovo, attraverso la visione di vecchie fotografie, si è anche parlato del progetto messo in campo dalla Comunità Montana del Partenio guidata da Palerio Abate per il recupero dell’intera area. Ma parlando di Partenio e delle sue innumerevoli bellezze, non si poteva trascurare l’aspetto prettamente gastronomico. E nel racconto del giornalista si è raccontato come la fascia del Partenio fosse il luogo ideale per i vitigni, in particolare il Fiano e l’Aglianico, conosciuti già nell’antichità e che hanno ottenuto il riconoscimento docg. Altro aspetto fondamentale quello della castagna “del prete”, per la quale sono state trasmesse le fasi della lavorazione tipica, attraverso l’essiccazione che poi conferisce al frutto quel sapore affumicato che di fatto la rende unica e inimitabile. Una vetrina eccezionale inserita nell’ambito in un programma il cui motto, testualmente, è quello di produrre documentari spettacolari d’attualità per valutare lo stato di salute del territorio.

Fonte: Ottopagine.it

venerdì 6 aprile 2007. Letture: 2784.


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