Arte e Cultura - San Martino V.C. “Progetto legalità”, l’ex Procuratore di Avellino a lezione dagli studenti

SAN MARTINO V.C. – Nell’accogliente cornice della Sala Unicef di San Martino Valle Caudina il 4 aprile è stata realizzata la terza iniziativa del “Progetto Legalità” dell’Istituto Comprensivo di San Martino Valle Caudina, dopo la manifestazione dello scorso dicembre a cui hanno preso parte volontari di “Emergency” e la “Giornata della memoria” celebrata il 27 gennaio di quest’anno. Relatore della giornata di riflessione, a conclusione del progetto, il giudice Gennaro Iannarone, già Sostituto Procuratore della Repubblica e Presidente della Sezione Penale di Avellino, che ha catalizzato per ben due ore l’attenzione degli alunni delle classi quinte della scuola primaria “Don Lorenzo Milani” e di tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado “Carlo Del Balzo”.
Il giudice Iannarone ha parlato ai ragazzi con un linguaggio immediato ed efficace delle diverse sfere in cui si esplica la pratica della legalità, ponendo al primo posto la famiglia, seguita dalla scuola, dagli enti locali e territoriali, e dalla nazione, con una chiara distinzione tra quest’ultimo concetto e quello di Stato, per finire con la comunità internazionale. Un richiamo efficace ai valori portanti della nostra cultura, alla interazione tra le diverse sfere in cui si esplica la legalità come agito attraverso, però, il pieno rispetto dei campi di competenza.
“Non può esistere legalità in assenza di autorità” , ha affermato Iannarone, spiegando ai ragazzi la differenza tra autorità e autorevolezza. Ha poi risposto alle diverse domande dei ragazzi, tenendo alta l’attenzione dei quasi trecento presenti che gli hanno riservato numerosi applausi.
Ampia la soddisfazione del dirigente scolastico, Giuseppe Orlando, che ha invitato i ragazzi, grande risorsa della scuola, a “riflettere sull’importanza dei comportamenti “minimi” nell’agire”, complimentandosi poi per la riuscita dell’iniziativa.
“Lavoriamo per costruire un’idea di legalità che non sia altro dal comune agire. Momenti di riflessione come quello odierno – ha detto la referente del progetto, l’insegnante Maria Rosaria Damiano – sono molto utili. La presenza di relatori esterni qualificati consolida il nostro impegno attraverso la conferma, in maniera anche autorevole, dei messaggi che cerchiamo di trasmettere quotidianamente come professionisti dell’educazione. La giustizia – ha concluso la referente – deve tramutarsi da valore in sentimento e, come nei sentimenti, i ragazzi comprenderanno col tempo che talvolta bisogna anche rimetterci qualcosa per salvaguardarli”.
Una grande lezione di vita, prima che educativa.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine 09/04/2006

martedì 11 aprile 2006. Letture: 2485.


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