Discarica Tre Ponti - Discarica di Tre Ponti, due condanne

Due condanne e quattro assoluzioni. E’ la sentenza pronunciata ieri sera dal Tribunale (presidente Baglioni, a latere Cuoco e Camerlengo) al termine del processo a carico delle sei persone coinvolte nelle indagini, dirette dal pm Antonio Clemente e condotte dai carabinieri del Nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura, sulla discarica di Tre Ponti, a Montesarchio, sequestrata il venticinque settembre del 2006. La condanna ad 1 anno e 6 mesi, pena sospesa, è scattata per Armando Cattaneo, legale rappresentante della Fibe Campania, e Angelo Sorbelli, responsabile della Fibe per l’impianto, ritenuti colpevoli di pericolo di disastro ambientale. Per entrambi anche la condanna al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili, e la dichiarazione di intervenuta prescrizione di altre due imputazioni: inquinamento olfattivo (emissioni maleodoranti) e sversamento di rifiuti non a norma. Assolti da tutte le accuse, invece, per non aver commesso il fatto, Corrado Catenacci, ex Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, Michele Greco e Ciro Turiello, funzionari coordinatori del Commissariato, Claudio De Biasio, anch’egli funzionario. Il pm Clemente aveva chiesto per tutti la condanna a 2 anni per disastro ambientale, nella nuova formulazione che aveva proposto rispetto a quella originaria (dolosa), l’interdizione dai pubblici uffici. e la prescrizione delle altre contestazioni. L’inchiesta era stata avviata anche in seguito alle segnalazioni relative al tanfo nauseabondo provocato dall’accumulo di percolato. Dopo alcuni sopralluoghi il pm Clemente aveva fatto scattare il provvedimento di sequestro, autorizzando la Fibe ad entrare nello sversatoio e ad eseguire una serie di interventi secondo determinate prescrizioni.

Secondo la procura, gli imputati «avrebbero consentito che nella discarica venisse conferita immondizia non conforme a quanto previsto dalla legge». Rifiuti «con elevato peso specifico, con abnorme produzione di percolato e concentrazioni elevate di oli minerali e con sostanze di origine industriale».. Tutto ciò -secondo l’accusa – avrebbe determinato «emissioni di gas con esalazioni maleodoranti rispetto alle quali non sarebbero stati adottati i necessari accorgimenti». Un quadro che avrebbe avuto come conseguenza l’ipotizzato disastro ambientale. Sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Federico Vigoriti, Luigi Tuccillo, Ernesto D’Ippolito, Pierluigi Pugliese e Carlo De Stavola. La Provincia di Benevento ed il Comune di Montesarchio, parti civili, sono stati rappresentati dagli avvocati Vincenzo Catalano e Vittorio Modugno.

Fonte: Ottopagine

venerdì 24 maggio 2013. Letture: 1250.


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