Discarica Tre Ponti - Emergenza rifiuti, i cittadini temono una improvvisa riapertura di Tre Ponti

Le vicende di questi giorni legate al problema dell’emergenza rifiuti e la ricerca di nuovi siti per il conferimento dei cumuli di spazzatura riversati nelle strade di Napoli e Caserta e delle rispettive province, stanno creando preoccupazione nei cittadini di Montesarchio e di Tufara che non possono fare a meno di temere una improvvisa riapertura della discarica di Tre Ponti o comunque l’utilizzo di un’altra parte di quella zona per poter eliminare i rifiuti dalle strade.
Naturalmente, le scene delle proteste delle popolazioni trasmesse per televisione, fanno tornare alla mente le giornate e le notti trascorse presso il presidio dinanzi Tre Ponti dai tanti volontari, soprattutto di Tufara, che con determinazione erano pronti a tutto pur di difendere il territorio. E’ senza dubbio una situazione grave che purtroppo coinvolge tutta la Campania, ed anche le comunità caudine, che invece, effettuano con attenzione la raccolta differenziata.
E’ quindi, una preoccupazione legittima, quella che molti cittadini manifestano in questi giorni, tenendo conto della inefficienza dimostrata dal sistema che ha condotto alle recenti vicende di questi giorni, ma sicuramente la città di Montesarchio ed i comuni confinanti possono sentirsi al sicuro da ulteriori penalizzazioni.
Questa sicurezza può derivare da come tutta la questione della discarica è stata gestita dagli amministratori e dallo stesso sindaco Izzo, sin dall’inizio.
La città caudina, è tutelata, infatti, da una serie di elementi di garanzia che iniziano con la firma, il 25 ottobre del 2005, da parte delle istituzioni regionali e provinciali, dell’ accordo di programma in cui sono state stabilite regole ben precise, nonché dal fatto che la discarica è ancora sotto sequestro della magistratura, ed altro fattore importante l’approvazione da parte dell’amministrazione provinciale di Benevento di un progetto di riqualificazione, i cui lavori, già affidati in appalto, avranno inizio non appena l’area di Tre Ponti venga dissequestrata.
Nessuna altra città in cui è stata realizzata una discarica regionale, ha preventivamente dato vita ad un contratto, così come è riuscita ad imporre l’amministrazione comunale al commissario straordinario Catenacci.
Un contratto in cui è espressamente dichiarato che il territorio di Montesarchio e dei paesi confinanti saranno esclusi dalla localizzazione di altri impianti o di altri siti per i rifiuti.
Come si ricorderà, la firma di questo patto con le istituzioni che ha visto impegnato il sindaco Izzo impegnato in prima persona insieme a tutta l’amministrazione comunale, è stato fortemente criticato e accettato con molto scetticismo, mentre, alla luce degli eventi attuali, può senza dubbio essere rivalutato anche da parte degli scettici, così come può essere rivalutato l’operato dell’amministrazione che è riuscita a limitare i danni e le conseguenze che sarebbero state disastrose per la popolazione se effettivamente fossero stati scaricati i 6.000.000 di Fos e sovvalli previsti con l’ordinanza 319, senza contare che senza l’accordo di programma, non sarebbe stata realizzata una discarica controllata e seguita fin dal suo nascere, da tecnici ed esperti, come invece è accaduto per le altre discariche realizzate in Campania e che sono sempre a rischio di riapertura, come sta avvenendo in questi giorni.

Fonte: Il Sannio Quotidiano

lunedì 14 gennaio 2008. Letture: 2446.


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