Discarica Tre Ponti - I sindaci della Valle Caudina: “Difficile credere nelle istituzioni”.

Foto Valle Caudina

Autorevoli presenze e forbita dialettica, quasi a commemorare una morte già da tempo annunciata per la quale, a nulla sono valsi proclami di difesa sia da parte di personalità del mondo della politica che da parte degli inermi cittadini ed associazioni che hanno creduto fino in fondo ad una positiva soluzione e quindi alla non realizzazione della discarica a Montesarchio, in particolare alla località Tre Ponti. Un’assemblea di sindaci che visti i precedenti risultati, per molti cittadini appare come una ulteriore esercitazione di guerra, senza grandi speranze di vittoria, contro una decisione probabilmente già presa e soltanto procrastinata per evitare il muro contro muro che vedrebbe schierati da una parte il commissario di governo e dall’altra parte una intera popolazione. Siamo di fronte ad un fallimento della politica e ad una impotenza amministrativa dei rappresentanti della Valle Caudina che nonostante le dichiarazioni di dissenso concretizzate a mezzo di deliberazioni e di atti amministrativi, non riesce politicamente ad incidere su scelte inopportune sulla localizzazione di una discarica a Montesarchio. E’ una sconfitta della politica che avrebbe dovuto avere il compito di mediare tra le esigenze dei cittadini e del territorio con quelle dettate da una emergenza che certo non è dovuta agli amministratori della Valle Caudina. Le reali dimissioni annunciate dai sindaci, sarebbero un atto molto forte ed autorevole se all’indomani della scelta Tre Ponti, si verificassero. Sarebbe l’unico esempio di riappropriazione da parte della politica e quindi delle amministrazioni locali, della gestione del territorio e delle esigenze da tutelare. E’ soprattutto questa la motivazione che ha spinto tutti i sindaci della Valle Caudina e del Sannio a dichiararsi pronti a dimettersi, così come ha dichiarato il sindaco di Montesarchio Antonio Izzo, «Il mio mandato è già qui, perché se non ascoltano le nostre richieste, non sono riuscito a difendere il mio territorio. Vogliamo che vengano ascoltate le richieste di una popolazione, della nostra Valle. Se ci sommergono di rifiuti, rendono inutili i sacrifici che questa amministrazione ha fatto per costruire uno sviluppo della città». Mentre, il sindaco di Paolisi, Carmine Montella, è pronto a dimettersi perché «è difficile continuare a credere nelle istituzioni per noi sindaci, quando accadono queste vicende che dimostrano che le istituzioni non ascoltano le richieste di un territorio. Noi vogliamo la provincializzazione, e non vogliamo che ci vengano a sommergere di rifiuti. Sono pronto a dimettermi». Anche il sindaco di Tocco Caudio, Antimo Papa, insediatosi solo da alcuni mesi, ha espresso la sua solidarietà al sindaco Izzo ed è pronto a rimettere il mandato, così come il sindaco di Airola Biagio Supino, di Cervinara Franco Cioffi, di Rotondi Antonio Izzo, di Pannarano Enzo Pacca, e di Calvi Rosalinda Ciampi. Per il comune di San Martino Valle Caudina, sono intervenuti sono intervenuti il vice sindaco Enzo Francesca e Pasquale Ricci, per Ceppaloni gli assessori Ottavio Mazzone e Geppino Russo e naturalmente la signora Lonardo Mastella, e per Forchia l’assessore Fulvio D’Addio. La stessa proposta di redigere un nuovo documento da inviare al presidente della regione Bassolino, anche se vista come mezzo per tentare di essere ricevuti da Bassolino e Catenacci, ha comunque suscitato scetticismo in tanti, che si sono chiesti come mai, oggi che in consiglio regionale il Sannio può contare su quattro rappresentanti regionali fra cui un presidente del consiglio, ancora non è stato possibile ottenere un incontro. «Evidentemente, già è tutto deciso» e lo stesso Ferdinando Errico si dichiara esterrefatto per il comportamento del presidente Bassolino ed è pronto a rimettere il mandato. Mentre, secondo l’on. Antonio Barbieri, l’assemblea di lunedì sera «è stato il momento per fare un bilancio definitivo della vicenda, dove nell’arco di questi mesi è stata giocata una grande partita politica e dove tutti hanno giocato un ruolo, effettuando delle scelte come l’indicazione del sito di Cantrao. Noi sanniti abbiamo fatto scelte politiche. Fra pochi giorni, conclude Barbieri, può accadere quello che temevamo».

fonte: Il Sannio Quotidiano

sabato 6 agosto 2005. Letture: 3830.


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