Discarica Tre Ponti - Montesarchio. Colantuoni attacca: “Tre Ponti, la salute dei cittadini barattata per 14 miliardi delle vecchie lire”

Foto Montesarchio

Le quattrocentomila tonnellate di rifiuti che giungeranno a Tre Ponti continuano a sollevare polemiche, ma soprattutto preoccupazioni per le ricadute sulla salute degli abitanti della Valle e per l’impatto sull’economia locale. È Antonio Colantuoni, consigliere di minoranza dell’Amministrazione Izzo, ad intervenire nel dibattito politico, all’indomani della sottoscrizione del protocollo di intesa stipulato tra il Comune di Montesarchio, la Regione Campania, la Provincia di Benevento e il Commissariato di Governo per l’emergenza dei rifiuti in Campania.

“Il dato di fatto più eclatante – esordisce Colantuoni – è che la Provincia di Benevento ha scelto di localizzare una discarica di grosse dimensioni proprio nell’area della Valle Caudina (di cui Tre Ponti è parte significativa) che rappresenta una delle zone più densamente popolate della Provincia. Va, inoltre, sottolineato che sversare 400.000 tonnellate di liquami putrescenti e nauseabondi, tale essendo la Funzione Organica Stabilizzata prodotta dai CDR della Campania, a distanza di pochi metri dall’abitato di Tufara Valle e a meno di due-tre chilometri dal centro di Montesarchio, rappresenta un duro colpo all’economia e alle speranze di sviluppo turistico del Comune di Montesarchio e dell’intera Valle Caudina”.

Come si ricorderà, Antonio Colantuoni fin dalle prime battute della vicenda aveva puntato il dito contro la realizzazione della discarica di Tre Ponti, motivando la forte presa di posizione con ragioni di ordine socio-economico, culturale e sanitario connesse al sito prescelto. La linea seguita in Consiglio comunale ha peraltro unito tutta l’opposizione che ha votato contro il protocollo d’intesa. La firma da parte di tutte le Istituzioni ripropone, secondo il consigliere, tutta una serie di interrogativi che rimangono aperti: “E’ davvero sorprendente – evidenzia Colantuoni – che una zona tra le più importanti per il ricco giacimento culturale, rappresentato dalla Caudium Sannitico-romana e dalla area di Tre Ponti, che presenta notevoli reperti fossili, tanto da essere stata oggetto di diverse pubblicazioni scientifiche, sia stata sacrificata ad essere pattumiera della Provincia, mentre zone ampiamente spopolate della Provincia di Benevento sono state accuratamente preservate dall’arrivo di rifiuti trattati in maniera approssimativa, come solo la Regione Campania sa fare. E’ sotto gli occhi di tutti che la stessa Magistratura ha dovuto più volte intervenire e sospendere la lavorazione dei rifiuti da parte dei CDR campani, perché non rispondente alle norme di legge. Si aggiunge a tutto questo il calcolo sapiente da parte di certi tecnici fantasiosi e dei politici decisionisti, che pensano che l’assetto viario della Valle Caudina possa sopportare in maniera indolore il traffico di diverse centinaia di camion per il trasporto da Napoli e Caserta di 400.000 tonnellate di liquami fetidi. Si poteva programmare meglio il tutto e non scaricare sulla popolazione di Tufara e Montesarchio un fardello, che appare in tutta la sua bruttura a chiunque voglia esercitare un minimo di intelligenza critica”.

Forte preoccupazione viene espressa da Colantuoni anche rispetto allo “stravolgimento dell’ambiente naturale”, naturalmente vocato all’agricoltura: “Non sappiamo quali possano essere i vantaggi per la Provincia di Benevento di decisioni così sciagurate, se si tiene conto dell’impatto ambientale sull’area che ha vocazione agricola e che pure presenta due insediamenti industriali nell’area contesa, che vanno a chiudere con grande probabilità. La Provincia di Benevento, attraverso il suo Presidente, on. Nardone, ha interposto buoni uffici per rendere meno amaro il boccone che si vuole far deglutire ai cittadini di Tufara Valle e di Montesarchio. Sono, infatti, previsti circa 10 miliardi di vecchie lire (con il contributo della Regione) per ovviare ai problemi della discarica, con un piano tutto da venire di risanamento contestuale dell’area della cava destinata ad accogliere i rifiuti. Se alla somma precedente si aggiungono i quattro miliardi di vecchie lire, che si pensa di ricavare dai rifiuti da parte dell’Amministrazione Izzo, si può concludere che la salute dei cittadini di Montesarchio e di Tufara Valle può valere o si baratta per 14 miliardi del vecchio conio.

Va ricordato – sottolinea il consigliere, professore ordinario alla Facoltà di Medicina e Chirurgia Federico II di Napoli – che le discariche “allegre” sono fonte di gravi danni ambientali, che alla fine si risolvono con un aumento di malattie temibili, come i tumori. Montesarchio, o almeno parte dei cittadini, ne farebbero volentieri a meno. Si legge sulla stampa che il progetto della Provincia avrebbe il supporto scientifico dell’Università del Sannio. E’ facile o comodo nascondersi dietro la facciata di Istituzioni Scientifiche per contrabbandare piccoli accordi di bottega. Sarebbe opportuno che gli attori di tali proposte uscissero allo scoperto dichiarando cosa fare e come fare per neutralizzare liquami fetidi, che non rispondono alle normative vigenti e che sono un pericolo per la salute dei cittadini. Resta lo sconcerto per l’approssimazione complessiva della gestione regionale dei rifiuti, che non può essere risolta senza la volontà politica di iniziare nell’area metropolitana di Napoli la raccolta differenziata, che è il primo requisito per ottenere prodotti del trattamento dei rifiuti a norma di legge”.

fonte: Il Sannio Quotidiano

domenica 30 ottobre 2005. Letture: 4072.


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