Discarica Tre Ponti - Montesarchio. Seconda notte all’addiaccio davanti alla discarica

Foto Montesarchio

La tramontana taglia la faccia. Il vento è gelido e non riesci neanche a tenere la mani fuori dalle tasche. Inutilmente si cerca un po’ di tepore davanti al fuoco acceso, la notte sta appena cominciando e sarà dura arrivare sino a domani mattina. Sarebbe una serata da restare al caldo in casa, con la propria famiglia ma non per la gente di Tufara Valle.
Alcuni di loro la dovranno trascorrere all’addiaccio. C’è un prefabbricato con una stufa accesa ma neanche basta a riscaldare. Nel giro di poche ore il presidio davanti al sito di Tre Ponti è stato allestito di nuovo come due anni fa. Gli uomini tornano dal lavoro e vanno subito a dare il cambio a chi è rimasto lì per la mattinata e per il pomeriggio.
Le donne sono ancora poche ma non tarderanno ad arrivare. Sino a sabato non dovrebbe succedere nulla, i rifiuti non dovrebbero arrivare ma non si può mai sapere. C’è poco da fidarsi quando lo stato si rimangia gli accordi sottoscritti e vuole riaprire una discarica dove proprio questa mattina sono iniziati i lavori di bonifica. Nella cava dismessa che ha accolto 400 mila tonnellate di rifiuti dovrebbe sorgere una struttura sportiva polivalente in grado di servire l’intero territorio. Ma il prefetto De Gennaro ha chiesto di portare ancora 21 mila tonnellate di immondizia e per la gente del posto questa decisione è solo uno stratagemma per riaprire il sito e chiuderlo chi sa quando. E allora il presidio è necessario anche per dare un segnale. A Tufara quando è arrivata l’immondizia, quando i camion di rifiuti percorrevano l’Appia, scaricando lungo il percorso, il percolato, non ci sono state rivolte. Quando il tanfo dell’immondizia infestava l’area per chilometri e chilometri, non ci sono stati blocchi stradali o l’incendio di cassonetti. La gente ha atteso. Sapeva di dover dare la propria solidarietà a queste maledette vicenda rifiuti e non si è ribellata. Si è fidata dello stato e degli accordi sottoscritti ma,a quanto pare, non è bastato. Ed ora si trovano davanti a quei fuochi con tanta rabbia in corpo. Fiamme che bruciano legna ma anche la sacralità ed il rispetto delle istituzioni. Si veglia e si aspetta. Ci potrebbero essere ancora margini per la trattativa perché il presidente della provincia, Nardone, ha offerto al superprefetto una valida alternativa per non riaprire Tre Ponti. Ora bisognerà vedere se verrà accettata. Ed intanto sabato mattina ci sarà una pacifica marcia di protesta. Ma la gente resta davanti al fuoco e si chiede se tutto questo servirà a qualcosa.

Fonte: Retesei

mercoledì 23 gennaio 2008. Letture: 3326.


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