Discarica Tre Ponti - Montesarchio. Tre Ponti non riaprirà

Foto Montesarchio

La discarica di Montesarchio, una delle tre che dovevano essere riaperte secondo il piano del commissario Gianni De Gennaro, non aprirà.
Lo afferma lo stesso ex capo della Polizia, al termine degli accertamenti condotti dai tecnici nei giorni scorsi. “Ad oggi” – afferma De Gennaro in una nota – “gli accertamenti tecnici svolti sulla discarica Tre Ponti hanno evidenziato reali rischi relativi alla staticità della discarica stessa che, anche in ragione dei tempi necessari ad eliminarli, ne hanno escluso l’utilizzabilità nella gestione emergenziale”.
“Sono in corso, prosegue, “ulteriori e diverse soluzioni per la provincia di Benevento”.

Fonte: Retesei

venerdì 1 febbraio 2008. Letture: 2871.


Commenti

  1. camorra MERDA ha detto:

    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA
    VITTORIA

  2. JF ha detto:

    bene questo è la vittoria di tutti………tranne che della politica quindi politicanti statene fuori e non salite sul carro dei vincitori adesso!!!!!!! siete avvertiti1111111

  3. Caudino ha detto:

    le strade di Montesarchio sono tappezzate di manifesti di ringraziamenti verso il valoroso sindaco di Montesarchio Antonio Izzo per la mancata riapertura della discarica tre ponti, lo scrivente da cittadino della valle (senza interessi politici) si pone alcune domande:
    1)ma questi manifesti (firmati i cittadini di montesarchio) da chi sono stati commissionati e pagati?
    2)dai giornali e telegiornali si è appreso che il commissario De Gennaro ha deciso di non riaprire Montesarchio poichè ci sono gravi problemi di staticità ovvero la montagna di rifiuti scaricati nel 2005 sta franando;
    3) ma se il sindaco Izzo ha questi poteri (bloccare la discarica) perchè l’altra volta non li ha esercitati e lo ha fatto solo oggi a tre mesi dalle elezioni comunali?

  4. Sampei ha detto:

    E’ una becera operazione di propaganda. Ovviamente trovera’ migliaia di persone che ci crederanno. Ricordiamoci chi inquina la valle per davvero ma che non vedra’ mai nessuno a contestarlo.

    VERGOGNA, popolo bue della valla caudina!

  5. carmine ha detto:

    Subito dopo che il commissario De Gennaro ha comunicato che non avrebbe utilizzato la discarica di Tre Ponti per i motivi tecnici rilevati, sono stati aperti i cantieri per l’avvio dei lavori di riqualificazione e rinaturalizzazione dell’area di cava, così come previsto nel progetto redatto dall’amministrazione provinciale che ha dovuto anche acquisire l’area. Nel frattempo, però, sono proprio i problemi tecnici rilevati nel corso dei sopralluoghi, che se da una parte ci hanno salvato da un nuovo arrivo di rifiuti, dall’altro canto destano preoccupazione e non significano «scampato pericolo».
    La questione è stata evidenziata durante il consiglio del 3 febbraio dal consigliere Enzo Mataluni, che in qualità di direttore dell’ARPAC, ne ha lungamente spiegata la natura ed ha sollecitato da parte del sindaco e di tutti gli altri consiglieri di tenere alta la guardia e di agire subito, evidenziando disappunto, perché già subito dopo la chiusura della discarica, nel settembre 2006 le problematiche erano state evidenziate ed il sindaco non ha partecipato ai tavoli tecnici istituiti all’epoca dall’ARPAC.
    Per dare una informazione precisa in merito a questi problemi tecnici, abbiamo approfondito con il dott. Mataluni la problematica. «Nel Consiglio Comunale della scorsa domenica, sottolinea innanzitutto il consigliere Mataluni, si è consumata l’ennesima, speriamo ultima, farsa del sindaco Izzo nei confronti della cittadinanza.
    Occorre, infatti, chiarire ai cittadini come stanno realmente le cose circa la discarica di Tre Ponti.
    Diciamo subito che l’ARPAC di Benevento, che mi pregio dirigere, e l’ASL BN dipartimento igiene e sanità pubblica, diretta dal dott. Franco Taddeo, sono stati impegnati lo scorso 24 e 27 gennaio presso il sito di Tre Ponti per l’effettuazione di due sopralluoghi finalizzati a far constatare ai tecnici del Commissariato di Governo, inviati dal prefetto De Gennaro, le problematiche di natura tecnica presenti nel sito della discarica.
    In realtà i problemi del sito di Tre Ponti erano nati nel lontano settembre 2006, quando in seguito ad una pioggia torrenziale si ebbe la fuoriuscita di percolato al di fuori dell’invaso impermeabile allestito per i rifiuti.
    Tale percolato lambì addirittura le acque del torrente Tora, generando grandi timori di disastro ambientale.
    La Fibe Campania, gestore della discarica, grazie anche all’immediato intervento ed alle prescrizioni poste dalla Procura della Repubblica di Benevento, mise prontamente in sicurezza il sito ed avviò le indagini per accertare le cause della fuoriuscita del percolato. Dai sopralluoghi effettuati dall’ARPAC emerse che l’intero ammasso dei rifiuti stoccati a Tre Ponti risultava pericolosamente instabile e si temeva lo scivolamento degli stessi rifiuti dalla sommità della discarica al piazzale antistante l’invaso. Di fronte a tale pericolo, mi premurai di istituire presso il Dipartimento ARPAC un Tavolo Tecnico Permanente che riunisse tutte le Istituzioni interessate alla vicenda e preposte a prendere decisioni in merito.
    Ovviamente, tra queste Istituzioni, vi era anche il Comune di Montesarchio che, sebbene convocato, come si evince dai verbali ufficiali, non ha mai presenziato ad alcuna riunione, ad eccezione dell’ultima seduta del 6.11.2007, alla quale era presente il Vice Sindaco dott. Vagli».
    Il consigliere Mataluni, precisa che tali affermazioni non sono per aprire polemiche, «ma per rendere bene l’idea di quanto sia scorretto che un sindaco nominato dal Consiglio Comunale «supervisore della discarica» abbia snobbato le riunioni tecniche che trattavano di problematiche importantissime per le emergenze ambientali riscontrate nel sito della discarica. Come cittadino di Montesarchio, sottolinea ancora Mataluni, che conosce i fatti ed i «retrofatti», l’assenza del Sindaco Izzo o suoi delegati alle riunioni del Tavolo Tecnico mi rattristava molto e mi rendeva sempre più chiaro il suo messaggio: «la discarica è ormai chiusa, i soldi sono accertati nel bilancio del comune, i problemi se li piangano le Istituzioni tecniche preposte!»
    E difatti, i lavori del Tavolo Tecnico sono andati avanti anche con l’assenza del Comune di Montesarchio, dice Mataluni, «procedendo con numerosi sopralluoghi, installazioni di attrezzature per il monitoraggio della geostatica dell’ammasso, accertamenti per il prelievo periodico del percolato, campionamenti sulla acque superficiali e sotterranee.
    Ecco perché quando il prefetto De Gennaro, lo scorso 27 gennaio, ha chiesto di conoscere le problematiche tecniche presenti nel sito, l’ARPAC le ha facilmente illustrate ed ha espresso un parere negativo all’abbancamento di altri rifiuti.
    La circostanza, quindi, che d’improvviso il sindaco Izzo si risvegliasse nel ruolo di paladino della città di Montesarchio, attribuendosi il successo di aver «spaventato» con «la sua forza ed il suo coraggio» (come recita il manifesto da lui stesso affisso) il prefetto De Gennaro, tanto da farlo desistere nella riapertura di Tre Ponti, è solo l’apologia di un «illuso». La smettessero, perciò, i suoi palafrenieri ed accoliti di far credere ai cittadini che Antonio Izzo ha risolto i problemi di Tre Ponti allontanando De Gennaro. Il problema non è affatto risolto! Tutte le problematiche tecniche sono superabili con opere che recuperano alla funzionalità la discarica di Montesarchio.
    E’ solo un problema di tempo di esecuzione; il dott. De Gennaro, in questa concitata fase emergenziale, non ne ha avuto a sufficienza e, così, ha desistito. Quindi, il suggerimento che voglio dare al sindaco Izzo e che costituisce formale proposta di tutti i consiglieri comunali di opposizione, è quello di chiedere al Commissariato Rifiuti l’immediata chiusura con «capping» della discarica, procedendo cioè non soltanto alla copertura con telo impermeabile, ma anche con spandimento di terreno e piantumazione arborea. Questa modalità consentirebbe la definitiva messa a riposo della discarica. Invece, nell’attuale progetto della FIBE Spa, tali opere sono previste dopo il completo assestamento dei rifiuti abbancati (circa 5-8 anni) e dopo aver più volte «ricaricato» la discarica con nuovi rifiuti che ne livellino le superfici. Ipotesi, quest’ultima, che farà stare sempre con il fiato sospeso, salvo che si adotti la procedura di chiusura che prima suggerivo»

Commenti

commenti

Forse ti possono interessare anche queste notizie