Discarica Tre Ponti - Pronti a partire i lavori alla discarica di “Tre Ponti”. Ma sull’accordo raggiunto c’è scetticismo

VALLE CAUDINA – Partiranno entro i prossimi giorni i lavori per la realizzazione dell’invaso spaziale che ospiterà i rifiuti della discarica di “Tre Ponti” a Tufara Valle. Dopo il braccio di ferro tra cittadini residenti e commissariato per l’emergenza rifiuti della Campania, si è optato – in spregio a tutte le dichiarazioni di ostruzione fatte nei mesi scorsi, chiamando a raccolta migliaia di persone in piazza – per la realizzazione di una discarica a due passi dal comune di San Martino Valle Caudina e da Tufara di Roccabascerana.
Quattrocentomila i metri cubi di rifiuti che verranno allocati nella Valle Caudina, lungo la trafficata Strada Statale Appia, la quale verrà nelle prossime settimane e mesi invasa da un numeroso drappello di camion che trasportano rifiuti. L’accordo di programma sottoscritto unitamente dalle associazioni a difesa del territorio, dal comune di Montesarchio e dal commissariato regionale per l’emergenza rifiuti è stato anche analizzato dai comuni limitrofi del comprensorio, interessati direttamente o indirettamente dal provvedimento. L’accordo prevede la realizzazione di un impianto in grado di ospitare 400mila tonnellate di ecoballe, a fronte di un impegno assunto dalla regione Campania e dalla provincia di Benevento di realizzare – a mo’ di indennizzo – impianti di aggregazione culturale e sportiva nell’area.
Un compromesso sul quale più di un esponente politico – ma soprattutto della società civile – ha storto il naso. Ovviamente, nell’accordo di programma sono stati fissati anche dei precisi paletti: in primis l’assoluto divieto di oltrepassare la quantità di rifiuti da allocare a “Tre Ponti”, ed in secondo luogo la gestione del monitoraggio quotidiano e costante del sito che ospiterà i rifiuti da parte dell’Arpac in stretta collaborazione con il comune di Montesarchio. Tutti accorgimenti che hanno almeno in parte rassicurato l’opinione pubblica, sempre più preoccupata dall’eventualità di vedersi costruita sotto il proprio naso una discarica che seppure inferiore di grandezza rispetto a quanto inizialmente preventivato, rappresenta comunque una minaccia ambientale.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

lunedì 5 dicembre 2005. Letture: 2138.


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