Discarica Tre Ponti - Tre Ponti: in ogni caso il presidio resta.

«Il presidio rimane 24 ore su 24 perchè non ci fidiamo più di nessuno». Questa la tesi operativa dei comitati per la tutela di Tre Ponti, subito dopo l’accettazione della «proposta Nardone», il piano di previsione per la realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti in forma ridotta, ratificato ieri pomeriggio in prefettura a Benevento con i vertici del commissariato.

La proposta di consentire di far sversare a Tre Ponti 400.000 tonnellate di fos e sovvalli nel tempo massimo di sei mesi, è stata presentata alla popolazione di Montesarchio durante il consiglio comunale aperto tenutosi mercoledì, fino a notte fonda. Una proposta che non è stata condivisa oltre che da gran parte dei cittadini di Montesarchio e di Tufara Valle, anche dai rappresentanti della minoranza. Opposizione che ha ribadito il proprio no all’utilizzo di Tre Ponti come «sede di sversamento di fos e sovvalli». Ritenendo insormontabili i vincoli che gravano sull’area: sito situato in area densamente abitata, vicinanza di un fiume, inquinamento delle falde acquifere, sede ferroviaria e soprattutto alto impatto ambientale. Quindi, i consiglieri Colantuoni, Dello Iacovo, Nazzaro, Campobasso e Finozzi «di fronte all’atteggiamento ostruzionistico di un organo tecnico non elettivo, che esautora di fatto la volontà dei cittadini responsabili a condividere le scelte di programmazione territoriale, mettono a disposizione il mandato di consiglieri comunali». A fare eco alle decisioni della minoranza c’è la scelta dei comitati i quali, pur accettando loro malgrado, la proposta Nardone, manterranno la massima allerta sull’intera questione, creando all’uopo una commissione mista per il controllo dell’intera «operazione Tre Ponti». Aldo Giannini presidente di uno dei comitati precisa che «questa apertura non significa totale acquiescenza e sottomissione ai voleri di Napoli, ma è una risposta di civiltà e di cultura che i sanniti danno a chi governa la regione. Ciò significa che comunque c’è diffidenza e per questo il popolo caudino rimarrà in allarme rosso. Visto che troppe volte i protocolli sottoscritti e firmati non sono stati rispettati come a Fragneto. Figuriamoci quelli non scritti». Antonio De Simone invece si chiede «perchè tanto accanimento su Montesarchio?» Facendo una proposta provocatoria: «Perchè la discarica non si fa a Ceppaloni?» Altri cittadini invece ribadendo il loro no categorico a Tre Ponti, sono enormente preoccupati, non solo per lo sversatoio, ma anche e soprattutto per «ciò che comporterà l’arrivo in Valle Caudina di circa 300 camion al giorno. Dai liquami che tali automezzi lasceranno lungo le arterie alle polveri sottili che i motori degli stessi spargeranno nell’aria». Una valutazione che è stata evidenziata anche dall’oncologo Giovanni Campobasso il quale ha posto l’accento sulle malattie respiratorie «che possono essere anche concause di patologie oncologiche. In Valle Caudina già c’è un’alta incidenza di forme tumorali». Abner De Japinis esponente del Nuovo Psi ha preannunciato uno sciopero della fame a Tre Ponti nei prossimi giorni.

venerdì 12 agosto 2005. Letture: 2549.


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