Discarica Tre Ponti - Tre Ponti: rabbia e rassegnazione per l’ormai inevitabile discarica.

C’ è tristezza a Montesarchio, ferita a morte per l’intenzione ormai palese da parte del Commissario Catenacci di voler utilizzare Tre Ponti, magari per un tempo limitato a sei mesi e per una quantitativo di 400mila metri cubi di rifiuti (fos o ecoballe si vedrà).

Le condizioni dettate giovedì sera nel corso del vertice tenutosi in prefettura, sono state riferite, la sera stessa, ai cittadini riuniti al presidio di Tre Ponti, dal sindaco Izzo che ha lasciato ai manifestanti il tempo per riflettere e decidere se continuare nel percorrere la strada di Cantrao o sedersi ad un tavolo di trattative con i rappresentanti del governo e stabilire punti fermi per l’utilizzo di Tre Ponti. Giovedì prossimo, il sindaco Izzo, dovrà dare una risposta definitiva al subcommissario Turiello.
Nel paese regna delusione e rammarico per le inutili ed estenuanti battaglie che i cittadini stanno combattendo da mesi per scongiurare la decisione di realizzare una discarica a Tre Ponti. A nulla sono valse le unanimi convinzioni dei rappresentati locali dei Comuni delle Valle Caudina, che il territorio non poteva ospitare un simile impianto di stoccaggio di rifiuti, sia per le peculiarità ambientali e sia per la ubicazione stessa a ridosso delle abitazioni.

Le ultime notizie che danno praticamente per scontata la realizzazione della discarica a Tre Ponti con quantitativi e tempi insuperabili in base alle assicurazioni del Commissario Catenacci, del Presidente della Regione e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sanciscono comunque una sonora sconfitta per le istituzioni locali della Valle Caudina ed in particolare per il Consiglio Comunale di Montesarchio, che non ha avuto interlocutori validi sia a livello Regionale, Provinciale e nazionale che avessero potuto in qualche modo far recedere il Commissario dalla sua decisione. L’opinione diffusa tra la gente è quella di un vero e proprio abbandono. “La politica di qualsiasi appartenenza ha mollato. Ancora una volta, secondo i cittadini, Montesarchio, non ottiene dalla politica le dovute attenzioni sia Regionali che Nazionali, nonostante sia un grosso serbatoio di voti al quale i candidati e gli attuali eletti attingono durante le consultazioni elettorali”.

La delusione dei giovani e delle donne di Tufara è massima e il loro entusiasmo, che hanno sempre manifestato nelle battaglie contro la discarica, si è trasformato in rabbia e crisi profonda in quanto essi hanno probabilmente pensato che le ragioni della politica fossero ben altre e potessero in qualche modo essere influenzate dai sentimenti e dalle ragioni di un popolo che ha sempre avuto a cuore le risorse naturali della propria terra che ha difeso con orgoglio e con grande umiltà. Era stato così deciso e così sarà per il destino di Tre Ponti; fiumi di parole, atti deliberativi inutili, incontri estenuanti, sacrifici enormi da parte di coloro che hanno presidiato costantemente il sito di Tufara Valle, quasi come un ammalato al quale non si nega la speranza di sopravvivere nemmeno quando le sue condizioni sono gravissime.

Sono tutti convinti che il discorso della diversa ubicazione della discarica in altro sito diverso da Tre Ponti è stato tenuto in piedi per molti mesi soltanto per non forzare e non imporre in un momento molto caldo una decisione che non poteva essere accettata dai cittadini di Montesarchio. Anche il tentativo Cantrao, a parere di molti, è stata soltanto un’ipotesi, nei fatti mai accettata dal Commissariato, in base agli ultimi avvenimenti. Si è trattato soltanto di un argomento utile a intrattenere il Consiglio Comunale di Montesarchio ed i cittadini, illudendoli che si potesse veramente cambiare una decisione già presa tempo addietro dalla Regione Campania. Insomma, una semplice passerella ed una esercitazione dialettica sull’argomento Tre Ponti.

fonte: Il Sannio Quotidiano

lunedì 8 agosto 2005. Letture: 2748.


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