Economia - Airola. Il Ministero del Lavoro sentirà la proprietà industriale del Contratto d’Area

Foto Airola

Il Ministero del lavoro si farà carico di sentire la proprietà industriale del Contratto d’Area di Airola e, quindi di convocare, un incontro con il Ministero dello sviluppo economico per studiare, unitamente ai parlamentrari sanniti, ai rappresentanti istituzionali e ai Sindacati, una fase di rilancio produttivo del comprensorio territoriale caudino.
E’ questa la conclusione di una lunga riunione di lavoro, caratterizzato da un ampio confronto e da un clima costruttivo, sul destino del Contratto d’area e del polo tessile di Airola (BN) che si trova da qualche tempo in gravi difficoltà al punto che sono minacciati gli oltre 450 posti di lavoro attualmente presenti principalmente in due stabilimenti, Benfil (filati) e Tessival Sud (tessuti). All’incontro nella sede della Provincia hanno preso parte oltre al presidente della Provincia Cimitile, che l’ha convocato, e all’assessore provinciale al lavoro Simeone, il rappresentante del Governo centrale sottosegretario al lavoro Viespoli i parlamentari Pepe, Boffa, Izzo; il consigliere regionale Ascierto Della Ratta; il vice sindaco di Airola Riviezzo; i rappresentanti sindacali aziendali e provinciali di CGIL, CISL e UIL; il direttore della Confindustria di Benevento Vitale. A causa di impegni istituzionali concomitanti a Napoli e a Roma alcuni rappresentanti parlamentari e regionali non hanno potuto essere presenti, ma hanno fatto pervenire la propria adesione all’iniziativa. La situazione di crisi del Contratto d’area di Airola, che peraltro nasce verso la fine degli Anni Novanta del secolo scorso a seguito della chiusura dell’insediamento industriale dell’ALFACAVI e ed il licenziamento degli oltre 450 operai che producevano cavi telefonici, è di carattere finanziario e produttivo, come ha ricordato il presidente Cimitile. La crisi, innescata dal lievitare dei costi della bolletta energetica; dalla globalizzazione dei mercati con l’invasione di prodotti realizzati in Asia a più bassi costi; dallo sfavorevole cambio Euro/Dollaro americano, appare di difficile gestione, ha proseguito Cimitile, e le soluzioni prospettate, ivi comprese la riconversione industriale, sembrano fumose – a giudizio del presidente. Le Organizzazioni sindacali, in tutte le diverse componenti, hanno particolarmente insistito sul fatto che, allo stato, sembra del tutto assente un Piano industriale ed una prospettiva di sviluppo produttivo da parte della proprietà delle Aziende che operano in Airola. Aziende, che, però, hanno usufruito, come ha ricordato il sen. Izzo, di oltre 300 miliardi di finanziamenti pubblici per insediarsi nel Sannio nell’ex Alfacavi ed hanno quindi il dovere di fare chiarezza sulle proprie intenzioni. L’on. Boffa, dal canto suo, ha contestato alcune decisioni della Regione Campania che sembra voler far calare dall’alto impegnativi programmi di sviluppo territoriale senza un confronto con le sedi istituzionali locali deputate a tanto, mentre il Sannio sta perdendo appuntamenti importanti sulla programmazione di fondi europei.

Le conclusioni del Tavolo tecnico presso la Rocca sono state tratte dal Sottosegretario Viespoli. Il rappresentante del Governo centrale non ha mancato di esprimere tutte le proprie riserve e critiche circa la gestione del Contratto d’area di Airola, ma ha affermato che una possibile soluzione,a fronte di una crisi del sistema produttivo manifatturiero che si registra nel Sannio, può essere individuata verificando passo per passo, le intenzioni della proprietà. Il sottosegretario ha infine affermato di ritenere che prima della pausa di Ferragosto possano essere convocate tutte le parti attorno ad un unico Tavolo per avere un quadro meno nebuloso sul futuro produttivo di Airola.

Fonte: Retesei

lunedì 21 luglio 2008. Letture: 2359.


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