Economia - Airola. Sciopero generale alla Benfil e alla Tessival sud.

Foto Airola

Intera giornata di sciopero generale e mobilitazione per gli operai del polo tessile di Airola. Nessuno dei 459 lavoratori in forza ai due stabilimenti, 180 alla Benfil che produce filati e 279 alla Tessival sud che produce tessuti, ha varcato i cancelli delle fabbriche.

Lo sciopero ha preso il via alle 24,00 di ieri e si chiuderà alla stessa ora di oggi. Gravi i motivi che hanno indotto i sindacati a mettere in campo una protesta tanto dura. Il futuro del polo tessile sembra essere segnato. Entrambe le aziende non hanno presentato dei piani industriali e così la Tessival ha già messo in moto le procedure di cassa integrazione che riguardano 160 lavoratori mentre per la Benfil, la data di riscossione dello stipendio sembra slittare sempre più. Purtroppo operai e sindacati prospettano all’orizzonte la solita, maledetta storia dell’industrializzazione al meridione. Le due aziende, infatti, hanno usufruito di cospicue risorse per quanto riguarda l’aria di crisi di Airola. Agli inizi degli anni novanta , proprio dove sorgono le due aziende c’era l’Alfacavi, fabbrica del gruppo Pirelli che dopo aver incassato commesse statali per oltre venti anni, decise di chiudere e di licenziare oltre seicento persone. Dopo più di dieci anni di lotte, si era riuscito a far arrivare in Valle Caudina queste due aziende che, però,appena terminati i contributi hanno cominciato a far registrare i problemi. La crisi di Benfil e Tessival rischia di mettere in crisi l’intera Valle Caudina. 459 famiglie passeranno l’estate con il fiato sospeso.Temono che tutto quello che hanno costruito sino ad ora possa essere distrutto. La lotta non riguarda solo questi operai ma l’intera zona speriamo che venga compreso.

Fonte: Retesei

martedì 15 luglio 2008. Letture: 3931.


Commenti

  1. rotondese ha detto:

    Che cosa deve essere compreso e da chi.

    Stiamo ancora a meravigliarci che dopo anni di vacche grasse chiudono i battenti aziende che hanno avuto il solo interesse di stare sul territorio solo per ricevere contributi statali.

    Poi, siamo sicuri che i dipendenti non hanno nessuna colpa?

    Mi ricordo i tempi del tabacchificio di Rotondi, gente che si metteva in malattia e nello stesso momento lavorava nei propri campi.

    E poi dicono che le aziende nel sud falliscono.

  2. Rotondese Emigrante ha detto:

    Finalmente, dopo anni, una persona seria su sto sito. Bravo rotondese!

  3. rotondese ha detto:

    Purtroppo oggi le persone che dicono le cose come stanno sono poche , per il semplice fatto che in questa situazione ci sguazzano.
    Il cambiamento vero e proprio i nostri concittadini non lo vorranno mai e sai perchè , perchè cambiamento significherebbe per loro l’addio a molti privilegi, vuoi che ti faccio un esempio per tutto le pensioni d’invalidità che percepiscono persone che non hanno un tubo e che nella loro vita non hanno fatto mai un c…. dalla mattina alla sera, e non voglio andare oltre…..

  4. mauro ha detto:

    ciao a tutti , sono un ex lavoratore della tessival di Ghedi bs ( chiusa il 27 / 03 / 2008 e fino all’ultimo giorno con resa di produzione al 101%) …volevo dire la mia …..INTERVENIRE …si , lo stato deve intervenire nei confronti di chi a speculato e chiederne il conto ….. ( vedi ministri dei governi precedenti )…non se ne può piu di questo sistema …..

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