Economia - Airola. Sempre più presente lo spettro della crisi per la Benfil

Foto Airola

Alti costi per l’energia, concorrenza spietata dei produttori asiatici, difficoltà nel collocare i prodotti sul mercato. Sono queste le ragioni che hanno portato la Benfil, fabbrica di filati insediatasi grazie alle agevolazioni del contratto d’area di Airola, a chiedere la cessazione di ogni attività. Cessazione che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno e che prevede la cassa integrazione guadagni straordinaria per 24 mesi per i 125 operai e poi la fine, ossia, il licenziamento. Insomma Airola, dopo la chiusura dell’Alfacavi, nella prima metà degli anni novanta, si trova nuovamente di fronte ad una grande crisi del settore industriale che investe l’intera Valle Caudina. La chiusura della Benfil, infatti, avrebbe della ricadute dirette anche sulla Tessival, l’altra azienda che si è insediata sempre grazie al contratto d’area e che, però, ha più del doppio degli operai.

La ratio del contratto d’area per quell’area di crisi, infatti, era quella di creare un polo tessile. In buona sostanza la Benfil avrebbe prodotto il filati e la Tessival li avrebbe lavorati. Venendo a mancare uno degli anelli della catena anche la seconda azienda potrebbe incontrare delle forti difficoltà. Questo è il timore dei lavoratori e dei sindacati. Per insediarsi nel contratto d’area e per ottenere i benefici previsti le aziende dovevano garantire un periodo di produzione di cinque anni. Il quinquennio per la Benfil è scaduto lo scorso 30 di settembre e dopo meno di un mese è scattato lo stato di crisi, con la notizia della cessazione delle attività, anche se dalla primavera scorsa c’erano stati i primi inquietanti segnali.

Lavoratori e sindacati stanno investendo del problema tutti i rappresentanti istituzionali caudini e non solo, ma, per il momento, la vicenda sembra avviarsi al peggiore degli epiloghi. Ad essere colpita al cuore sarebbe non solo Airola, ma l’intera Valle Caudina, una zona che sta accusando da diversi anni una fortissima crisi occupazionale.

Fonte: Retesei

giovedì 30 ottobre 2008. Letture: 2972.


Commenti

  1. La notizia purtroppo è ormai vecchia, come anche la storia delle “industrie” Caudine. Dalle fabbriche di tabacco di Cervinara, fin alla tessival e Moccia la crisi occupazionale è sempre un argomento di attualità nelle nostre zone. Purtroppo bisogna sottolineare come queste aziende chiudano dopo cospicui finanziamenti pubblici…qui gatta ci cova!
    Ma più che scagliarci contro i soliti furbetti di quartiere, il primo pensiero va agli oltre 400 operai che perderanno un posto di lavoro. Non che fosse oro…però almeno la sua dignità ce l’aveva.
    Bene…che la Valle Caudina continui così. Facendosi comandare da furbetti, truffaldini e camorristi. Di questo passo andremo certamente molto lontano

    = C . A . O . S =

  2. Sampei ha detto:

    E cosa proponi per salvare i posti di lavoro? Nuovi soldi pubblici da bruciare nel nulla? oppure una bella infornata nel pubblico impiego?

    La verità è che chisa fare solo l’operaio oggi e’ destinato alla disoccupazione, se ne faccia una ragione oppure emigri, la pappa pronta è finita per tutti.

  3. Bo & Duke ha detto:

    Sampei hai ragione,molti operai in adolescenza avrebbero potuto studiare invece di non fare niente.Io salverei solo chi lavorava per reale bisogno, il resto si faccia un esame di coscienza.Mi ricordo benissimo che a noi studenti dicevano “prendetevi un diploma”! I tempi sono cambiati!

  4. Non credo affatto che gettare soldi dalla finestra risolvi qualcosa. Però un dato di fatto è che, parlando prettamente della Valle Caudina, ci troviamo spesso di fronte a pessimi imprenditori che gettano soldi pubblici in poco tempo. Questo va a discapito dei lavoratori che si trovano in mezzo la strada.
    La soluzione di certo non la detto io, o il movimento. Semmai prendiamo una presa di posizione: la nostra è affianco a chi perde un posto di lavoro.
    La possibilità di avere qualche azienda seria e duratura non mi sembra una cosa scandalosa, anzi, farebbe solo del bene in un territorio come il nostro.
    Però non capisco una cosa: sbaglio o noto un certo ripudio riguardo il lavoro operaio?

  5. Sampei ha detto:

    C’e’ poco da fare, se il lavoro che fai e’ poco qualificato e lo puo’ fare (meglio) anche un cinese stai in mezzo a una strada. Questo che ti piaccia o no.

  6. Però quando consumiamo regolarmente questi prodotti non ci lamentiamo. Inoltre non giustifica la chiusura di una fabbrica che, ti piaccia o no, è importante. Per il comune e per i lavoratori

  7. mister x ha detto:

    e pensare che parecchi ragazzi che lavorano (ahimè ancora per poco) alla benfil, hanno cacciato pure 10000 € dico diecimila, per entrare. il problema non è studiare, perchè parecchi di questi ragazzi sono diplomati. ma vogliamo scherzare!!oggi le scuole non ti insegnano un cazzo. e nemmeno all’università

  8. mister x ha detto:

    ci vuole la rivoluzione!!!!ma non a chiacchiere. quella con le bombe!!! iniziamo nel nostro piccolo a far saltare qualche auto, tipo a quel cornuto del sindaco e qualche lacchè che gli sta intorno…. C.A.O.S. e non pugnette!!!

  9. Sampei ha detto:

    Si, la rivoluzione per far lavorare chi non ha un minimo di specializzazione. Oppure per finanziare aziende senza alcuna valenza tecnologica. La rivoluzione delle pernacchie.

    Siete proprio allergici alla meritocrazia, eh?

  10. mister x ha detto:

    stronzo di un sampei. la rivoluzione è proprio per introdurla la meritocrazia, ed eliminare questo schifo, tra cui anche quelli come te.

  11. RM ha detto:

    La pianificazione industriale della valle caudina e’ deludente, prendersela con il sindaco non sembra una scelta efficace per il problema che ha radici piu profondo di un burattino locale, poi Mister X sei ti referisci al sindaco di Cervinara sarebbe uno spreco di buon esplosivo.

    Mi dispiace che la gente perde il posto di lavoro ma trovo poca comprenzione per chi paga intermediari politici per posti di lavoro.

    Se hanno pagato Euro 10 000 per lavorare, si sono comportati come imprenditori che fanno un investimento per un compenso superiore al loro investimento, e si sa’, che in economia le scelte di investimento possono andare bene come possono andare male.

    Il lavoro da dipendente deve essere tale, cioe’, che per una giornata di lavoro onesto (nel senso che quando vanno a lavorare, lavorano veramente) prendono una giornata di paga onesta, e che non sia il lavoratore a pagare il datore di lavoro.

    Purtroppo da noi, gli strozzini del lavoro, cioe politici e intermediari poco onesti (onesti introvabili), si curano sia la loro tasca sia dei loro interessi politici.

    Per cui, chi ha un esigenza finanziaria finisce sotto queste persone, che in maniera molto disonesta tolgono la possibilita’ di prendere quel posto di lavoro a persone piu qualificate e volonterosi perche non hanno ne le conoscenze ne
    Euro 10 000.

    Questo e’ la ragione perche quelli che lavorano nei posti statali si sentano previligiati, e ritengono che il posto di lavoro e’ un loro diritto e quello che fanno (se vogliono farlo) e’ un favore,
    perche il posto lo hanno comprato.

    E’ anche la ragione perche nessuno ha una responsabilita’ delle sue azioni e i risultati si vedono, basta quardarsi intorno al disastro di progettazioni dei lavori pubblici in Campania, infatti la regione e un vero cesso al aria aperta e la merda sono gli amministratiori vari.

    Mi dispiace dire che comunque non e’ ancora arrivato il momento di tirare lo scarico, perche nonostante tanto disagio la gente non ha ancora capito quale sia davvero la fonte dei loro problemi.

    Ironicamene, nel contempo continuano a fare il baciamano ai potenti, politici, prelati e portaborse.

  12. carmine ha detto:

    per mister x:
    se la rivoluzione presuppone l’immisione nel sistema di individui che si eprimono(eliminare questo schifo, tra cui anche quelli come te) come fai tu, meglio stare a casa.

  13. mister x ha detto:

    Carmine: e mò facciamo come fate voi della pro loco: RIVOLUZIONE A PANE E PROVOLONE

  14. mister x ha detto:

    e poi, caro carmine, bisogna rivoluzionare per eliminare questo sistema, non per immettercisi, come volete fare voi della pro loco e il vs presidente. siete peggio dei vecchi.

  15. kisa ha detto:

    e uno schifo,ci hanno rovinato i politici e i sindacati.

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