Economia - Cervinara. Un piccolo stabilimento non può cominciare a produrre per il mancato allaccio alla rete elettrica

Foto Cervinara

Fare impresa in Valle Caudina è davvero una… impresa. Viene quasi spontaneo fare un gioco di parole dopo aver raccolto l’amara segnalazione di un piccolo imprenditore, che a costo di mille sacrifici, ha deciso di investire nella zona ASI del comune di Cervinara.

La vicenda riguarda Pasquale Cerullo, il quale, investendo in proprio, ha costruito un capannone ed ha acquistato macchinari per impiantare una sartoria industriale, specializzata in abiti da lavoro. L’opificio, una volta a regime dovrebbe dare lavoro a una decina di operai, che in una zona fortemente depressa, come la Valle Caudina, è davvero oro colato. Sarebbe tutto pronto per partire ma manca l’allaccio alla rete elettrica. Eppure la cabina di trasformazione dista solo una ventina di metri dal capannone.

Il signor Cerullo aveva chiesto lo scorso mese di luglio di potere avere la corrente elettrica per partire con la produzione. La risposta era stata che ci sarebbero voluti solo 15 giorni lavorativi per ottenere l’allaccio, invece, siamo arrivati a metà dicembre ed ancora manca la corrente al capannone. Con la conseguenza che la produzione è ferma. Il signor Cerullo continua a lavorare nel suo piccolissimo stabilimento in via Sirio a Cervinara ma i danni del mancato avvio della nuova attività cominciano a farsi sentire anche perché, aveva puntato nell’allargare la produzione e quindi ad assumere altri operai. L’imprenditore spera che il suo appello raggiunga chi di dovere e possa cessare questa vicenda assurda che priva di lavoro una zona che ne ha bisogno come il pane.

Fonte: Retesei

mercoledì 14 dicembre 2005. Letture: 3250.


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